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"Della geneologia de gli Dei di m. Giovanni Boccaccio libri quindeci. Ne' quali si tratta dell'origine, & discendenza di tutti gli Dei de' gentili. Tradotta già per m. Gioseppe Betussi" di Giovanni Boccaccio
Titolo:Della geneologia de gli Dei di m. Giovanni Boccaccio libri quindeci. Ne' quali si tratta dell'origine, & discendenza di tutti gli Dei de' gentili. Tradotta già per m. Gioseppe Betussi
Titolo originale:Genealogie deorum gentilium
Autore:Giovanni Boccaccio
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1360
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Latino
Genere:Trattato
Argomento:Mitologia
Traduttore:Giuseppe Betussi
Licenza:Pubblico dominio
DRM:No
eBook:Leggi l'eBook
Pubblicato il:2013-04-05
:

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L'autore
Giovanni Boccaccio nacque in Italia, a Certaldo, nel 1313. È morto a Certaldo, nel 1375.

"Della geneologia de gli Dei di m. Giovanni Boccaccio libri quindeci. Ne' quali si tratta dell'origine, & discendenza di tutti gli Dei de' gentili. Tradotta già per m. Gioseppe Betussi" (titolo in lingua originale: Genealogie deorum gentilium) è un trattato (categoria: Mitologia) di Giovanni Boccaccio, pubblicato originariamente in lingua latino nel 1360.

Questa versione in italiano, nella traduzione di Giuseppe Betussi, è stata pubblicata da Liber Liber.

TRAMA

In "Della geneologia de gli Dei" sono interpretati allegoricamente molti miti delle divinità pagane. Nel trattato si cerca di mettere ordine sui rapporti familiari aggrovigliati tra le divinità del classico pantheon dell'antica Grecia e di Roma.

Incipit del libro Della geneologia de gli Dei di m. Giovanni Boccaccio libri quindeci. Ne' quali si tratta dell'origine, & discendenza di tutti gli Dei de' gentili. Tradotta già per m. Gioseppe Betussi di Giovanni Boccaccio:

DELLA
GENEOLOGIA
DEGLI DEI
DI M. GIOVANNI
BOCCACCIO
LIBRI QVINDECI
Ne'quali si tratta dell'Origine, & discendenza di tutti gli Dei de' Gentili.
Con la spositione de' sensi allegorici delle Favole: & dichiaratione dell'Historie appartenenti à detta materia.
TRADOTTA GIÀ PER M GIOSEPPE BETVSSI.
Et hora di nuovo con ogni diligenza revista, & corretta.
Aggiuntavi la vita di M. Giovanni Boccaccio, con le Tavole de' Capitoli, & di tutte le cose degne di memoria.
Dedicata all'Illustre Signor
BONIFACIO PAPAFAVA





In Venetia per il Valentini MDCXXVII
CON PRIVILEGIO.


All'Illustre Sig. & Patron Colendiss. Signor
BONIFACIO PAPAFAVA
Cavalier dell'Ordine del REDENTORE, dell'Altezza Serenissima di MANTOVA, &c
LA Geneologia de' Dei già dall'Eccellentiss. Boccaccio descritta, & per la materia, di che tratta famosa, & per l'eminenza dell'Autore, che l'ha composta, singolare; essendo già da' morsi del tempo, che tutto lacera, & consuma, quasi logorata, & guasta; si che appresso gli uomini appena più si ricordava; volendo io, & per ornar le mie stampe di cosi nobil'opera, & per non lasciar un tanto tesoro dimenticato, trarla dalle tenebre dell'oblivione alla luce della reminiscenza; non ho saputo à più sicuro bisogno di V.S. Illustriss. appoggiarla. Laquale, avvenga, che di presenza io non la conosca, vola ad ogni modo cosi altamente il grido della nobiltà, & graNdezza cosi della famiglia, traendo particolarmente l'origine dalla Illustrissima Casa de Signori di Carrara, come de' proprij suoi meriti, che non solo me, che nulla sono, & nulla vaglio, ha reso riverente a' suoi honori, & divoto alla sua grandezza; ma gli Prencipi grandi à desiderar l'amicitia, & accomunare con lei le proprie grandezze., che però l'Altezza del Sereniss di Mantova si ha compiacciuto di annoverarla tra suoi Cavalieri del Redentore co'l colare nobilissimo di quella Religione arricchendola d'infiniti privilegij, de' quali questa breve lettera non è capace; Come ne della parentella per via di matrimonio contratti con l'illustriss. Casa Pesaro: ne meno delle grandezze del'illustriss. Sig suo Padre (per star ne limiti vicini della famiglia) Cavalier nobilissimo, Priore della religione di S. Stefano appretto il gran Duca di Toscana. Indi dal'illustriss. Sig. Ambasciatore di Francia appresso la Sereniss. Republica Veneta a nOme del Re Christianissimo honorato del vero, e gran colare di S. Michele. Nè tan poco de gl'illustrissimi Signori suoi fratelli, l'uno Cavalier di S.Marco, che ora gode i primi; & principali honori della sua Patria, l'altro Vescovo d'Adria, e di Rovigo, & Abbate di Sebenico, un'altro apparentato con i primi Prencipi (per la moglie) d'Alemagna; un'altro Cavalier di Malta vicino per i suoi meriti alla commenda, & alla gran Croce, di maniera, che se vorressimo andar ricercando per la famiglia antichissima; & numerosissima la trovaremmo ricca non solo di palme, di mitre, d'armi, e di Spoglie nobilissime, ma di scettri, e di corone, degni più tosto di Bronzi, e di Marmi, d'inchiostri finissimi, & di penne sovrane, che d'una letteRa d'un minimo suo servitore. Il quale viene solo a supplicarla, ricever in grado nel picciol dono di quest'opera il grande desiderio, che tiene di servirla; Et come le dedica il Libro, cosi le dona se stesso in perpetuo serviggio, pregandole da N.S. l'adempimento de' suoi alti, & nobilissimi pensieri, riverentemente le bacia le mani.
Venetia il dì 18. Marzo M DC XXVII.
Di V.S, Illustrissima
Servitore humilissimo
Giorgio Valentini


[...]
I libri catalogati di Giovanni Boccaccio:
Comedia delle ninfe fiorentine
Corbaccio
Decameron (1349-1351 circa)
Della Canaria e delle altre isole oltre Ispania nell'oceano nuovamente ritrovate
Della geneologia de gli Dei di m. Giovanni Boccaccio libri quindeci. Ne' quali si tratta dell'origine, & discendenza di tutti gli Dei de' gentili. Tradotta già per m. Gioseppe Betussi (Genealogie deorum gentilium) (1360)
Elegia di Madonna Fiammetta (1343-1344)
Elegia di Madonna Fiammetta
Filocolo (1336)
Il comento alla Divina Commedia e gli altri scritti intorno a Dante (1918)
Il Decamerone
Il Filostrato
Opere volgari
Trattatello in laude di Dante (1357-1361)
Citazioni di Giovanni Boccaccio:
Le leggi deono essere comuni e fatte con...
Ed essa che con otto uomini forse diecem...
È [...] meglio fare e pentere, che stars...
E così, a modo del villan matto, dopo da...
Poco senno ha chi crede la fortuna O co...
Giovine donna è mobile, e vogliosa...
[...] la nodosa podagra, con gravissima...
Nella montagna esiste ancora una grande...
Il Vesuvio è un monte della Campania, no...
La nostra città, oltre a tutte l'altre i...
[NDR|Sulla peste] [...] na...
[NDR|Sulla peste] E fu que...
Et erano alcuni li quali avvisavano che...
Et essa che con otto uomini forse diecem...
Et abbi questo per certo, che colei sola...
Fu adunque in Pisa un giudice, più che d...
È [...] meglio fare e pentere, che stars...
E così stando, essendo Rustico più che m...
[...] sola la miseria è senza invidia ne...
Amor può troppo più che né voi né io pos...
[...] le leggi deono essere comuni e fat...
Amor, s'i' posso uscir de' tuoi artig...
Voi dovete sapere che in Siena fu già un...
Fu adunque già in Arezzo un ricco uomo,...
E così, a modo del villan matto, dopo da...
In Frioli, paese, quantunque freddo, lie...
È il libro che ha fondato la cultura lai...
Per chi trae diletto da una lingua viva...
Donna del cielo, e non m' avere a sde...
Non spero mai di tal noia [NDR|...
Poco senno ha chi crede la fortuna...
Fu adunque questo nostro poeta [ND...
Boccaccio non ha questo tipo di vincoli...
Contiene l'ammaestramento a usare l'inte...

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