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"Metafisica" di Aristotele
Titolo:Metafisica
Titolo originale:Μετά τα φυσικά
Autore:Aristotele
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:IV secolo a.C.
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Greco antico
Genere:Trattato
Argomento:Metafisica
Licenza:Pubblico dominio
DRM:No
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Pubblicato il:2013-04-05
:

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L'autore
Aristotele è nato nell'Antica Grecia, a Stagira, nel 384 a.C. o 383 a.C.. È morto a Calcide, nel 322 a.C..

Il suo nome originario è Ἀριστοτέλης.

Nella sua vita si è dedicato a queste aree: filosofia.

"Metafisica" (col titolo originale: Μετά τα φυσικά) è un trattato (tipo: Metafisica) scritto da Aristotele, pubblicato per la prima volta in lingua greco antico nel IV secolo a.C..

Questa versione in italiano è stata stampata da Liber Liber.

TRAMA

Libro Primo (Alpha) - contiene la celebre definizione della filosofia come "scienza prima", o anche scienza delle cause prime (è infatti probabilmente la continuazione del II libro della Fisica).

Libro Secondo (Alpha élatton) - appendice al libro Alfa. Probabilmente questo libro era in origine un'introduzione al libro dodicesimo.

Libro Terzo (Beta) - è una raccolta di aporie, in cui Aristotele ha condensato le questioni fondamentali della filosofia.

Libro Quarto (Gamma) - tratta dell'Ente in quanto ente (essere) nei suoi molteplici significati. Contiene anche la trattazione del Principio di non contraddizione.

Libro Quinto (Delta) - è il "lessico" filosofico di Aristotele, da lui continuamente aggiornato per tutta la vita.

Libro Sesto (Epsilon) - contiene una serie di schede (probabilmente appunti) di definizione delle diverse scienze.

Libro Settimo (Zeta) - è il primo dei cosiddetti "libri sulla sostanza", compie un'indagine sulla sostanza.

Libro Ottavo (Eta) - secondo libro sulla sostanza, tratta dei principi delle sostanze sensibili.

Libro Nono (Theta) - terzo libro sulla sostanza, tratta l'essere come potenza e atto.

Libro Decimo (Iota) - sono probabilmente gli appunti per un corso sui concetti di "ente" e "uno", identità, Non-identità, Somiglianza, Opposizione.

Libro Undicesimo (Kappa) - una rimanipolazione non di mano di Aristotele su argomenti dei libri Beta, Gamma, Epsilon e Fisica III.

Libro Dodicesimo (Lambda) - tratta delle Sostanze immobili eterne, e di Dio inteso come Motore immobile. Questo motore immobile attrae a Sé, "come un amato", il resto degli elementi.

Libro Tredicesimo (My) - indaga le Idee e i numeri matematici ideali, e contiene la famosa critica alla dottrina platonica.

Libro Quattordicesimo (Ny) - contiene la critica alle dottrine platonica e pitagorica su principi, Idee e numeri ideali.

Incipit del libro Metafisica di Aristotele:

Capo Primo
Del concetto generico della sapienza o filosofia
1. - Tutti gli uomini hanno un desiderio naturale [p. 980 A.21] del conoscere. Ne fa fede l'amore delle sensazioni: di fatto, s'amano senza riguardo all'uso, per sè medesime, e più di tutte quella degli occhi. Giacchè non solo per fare una cosa qualunque, ma anche senza voler far nulla, noi amiamo di guardare più, sto per dire, d'ogni altra cosa. E ciò perchè è questa la sensazione che ci fa conoscere meglio una cosa, e c'indica di molte differenze6.
2. - Ora, gli animali nascono forniti naturalmente di senso: con questo, che dalla sensazione in alcuni di loro non si genera la memoria, in alcuni sì. E perciò questi ultimi sono e più industri e più atti a imparare di quelli che non possono ricordarsi. [B. 21] Industri, senza imparare, sono tutti quelli che non possono sentire i suoni, l'ape7, per esempio, e se c'è altro simil genere d'animali: imparano poi tutti quelli che oltre la memoria hanno anche l'udito.
3. - Ora, l'altre specie animali vivono colle immagini8 e colle reminiscenze, e dell'esperienza n'hanno poca: la sola specie umana vive anche coll'arte e co' raziocinii. E l'esperienza si genera negli uomini dalla memoria: di fatto, parecchie reminiscenze d'una stessa cosa hanno l'effetto d'una sola esperienza. Ora, l'esperienza par quasi simile alla scienza e all'arte: e di certo, mediante l'esperienza, [p. 981-A.] nascono scienza ed arte tra gli uomini: perchè l'esperienza, come dice Polo, e bene9, ha fatta l'arte, l'inesperienza il caso. E l'arte si genera, quando da molte percezioni sperimentali si sia fatta una nozione sola, in universale, intorno a' simili. Giacchè avere la nozione che un tal rimedio abbia giovato a Callia travagliato d'una tal malattia, e a Socrate, e così a parecchi altri, è esperienza: ma che abbia giovato a tutti que' simili, determinati secondo una specie, ammalati d'una tal malattia, come a flemmatici, o a' biliosi o a' travagliati da febbre ardente, è arte.
4. - Ora, l'esperienza, quanto al fare, pare che non differisca punto dall'arte: anzi, vediamo degli empirici indovinare meglio di coloro, che hanno il concetto, ma non l'esperienza, d'un caso. E ciò perchè l'esperienza è cognizione de' singolari, dove l'arte degli universali: ora, la operazioni e le generazioni sono tutte intorno al singolare. Giacchè chi medica, non sana già l'uomo, se non per accidente, ma Callia o Socrate o, chi sia altro, a cui sia accaduto d'esser uomo. Perciò quando uno abbia il concetto e non l'esperienza, e conosca bensì l'universale, ma ignori il particolare contenutovi, sbaglierà la cura molte volte: poichè l'oggetto della cura è piuttosto il singolare.
5. - Pure, noi stimiamo che ci sia più conoscere e intendere nell'arte che non nell'esperienza, e teniamo gli uomini d'arte per più sapienti degli empirici, appunto come se la sapienza negli uomini stesse in ragion diretta della cognizione. Ora, nel caso nostro, gli uni conoscono la causa, gli altri no: gli empirici, infatti, sanno il che10, ma non il perchè: quegli altri, invece, conoscono il perchè, la causa. Perciò noi teniamo per più pregevoli e che conoscano più de' manuali e siano più sapienti i capi dell'arte: perchè conoscono le cause di quello [B.] che si fa, dove gli altri fanno bensì, ma, come certi esseri inanimati, senza sapere ciò che fanno, al modo che il fuoco brucia; (gli enti inanimati fanno quella lor cosa per una certa natura, ed i manuali per consuetudine:) appunto come se fosse più sapiente non chi è abile a fare, ma chi ha il concetto e conosce le cause di quello che fa.
6. - E in generale l'indizio che si conosca, è che si possa insegnare, e questo ci fa credere che l'arte sia scienza più che non l'esperienza; giacchè chi ha quella, può, chi ha questa sola, non può insegnare.
7. - Oltre di che, non crediamo che le sensazioni siano sapienza; quantunque, di certo, siano le più autorevoli cognizioni dei singolari: ma non dicono il perchè di nulla; perchè per esempio, il fuoco sia caldo, ma solo che è caldo.


[...]
I libri catalogati di Aristotele:
Etica Nicomachea (Ἠθικὰ Νικομάχεια) (IV secolo a.C.)
Fisica
La rettorica (Τέχνη ῥητορική) (IV secolo a.C.)
Metafisica (Μετά τα φυσικά) (IV secolo a.C.)
Politica
Trattato dei governi
Citazioni di Aristotele:
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