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"Il Negromante" di Ludovico Ariosto
Titolo:Il Negromante
Titolo originale:Il Negromante
Autore:Ludovico Ariosto
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1509
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Commedia teatrale
Licenza:Pubblico dominio
DRM:No
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Pubblicato il:2013-04-04
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L'autore
Ludovico Ariosto nacque in Italia, a Reggio nell'Emilia, nel 1474. Morì a Ferrara, nel 1533.

Si è dedicato principalmente alle seguenti aree: letteratura pre-illuminista.

"Il Negromante" è un commedia teatrale scritto da Ludovico Ariosto che è stato per la prima volta pubblicato nel 1509 in italiano.

Questa versione in italiano è pubblicata da Liber Liber.

TRAMA

Presso Cremona Cintioo è stato costretto dal patrigno a sposarsi con la ricca Emilia, figlia di un suo amico, affinché la famiglia potesse risollevarsi economicamente grazie alla grande dote. Tuttavia Cintio si era già sposato segretamente con la povera Livinia, non per altri interessi che per amore, ed ora si ritrova in un gran bel guaio. Per cercare di sfuggire dalla situazione, Cintioo per qualche mese si finge impotente e nega qualsiasi soddisfazione alla sua ricca sposa che se ne lamenta col padre Abondio. Così il genitore convoca in casa un famoso "negromante" (un fattucchiero da due soldi) per risolvere la situazione. Altra stangata per il povero Cintio il quale questa volta per cacciarsi dai guai corrompe il mago affinché dichiari ai genitori e ad Emilia l'impotenza inguaribile del coniuge, vittima di un oscuro sortilegio, a meno che egli non si separi per sempre dalla ricca sposa. Così avviene e il negromante, ottenuta ora grande fama, riceve molti clienti compreso il fidanzato cornificato di Emilia. Tuttavia le cose iniziano a complicarsi quando due servi di Cintio, assolutamente cattivi e meschini, scoprono l'inganno e la situazione sembra precipitare quando Massimo, patrigno di Cintio, scopre di essere il vero padre di Livinia, concepita da un incontro extraconiugale, e così permette le nozze tra lei e Cintio; mentre il negromante e il servitore Nibbio, uno dei due che aveva smascherato l'imbroglio del padrone e di Cintio, se la danno a gambe per non essere linciati.

Incipit del libro Il Negromante di Ludovico Ariosto:

IL NEGROMANTE.
COMEDIA DI MES
SER LODOVICO
ARIOSTO

[Vedi ritratto.png]

M D XXXV.



PERSONE
MARGHERITA.
AURELIA. BALIA.
MADRE DI EMILIA.
FANTESCA.
VECCHI.
LIPPO.
CAMBIO.
MASSIMO.
ABONDIO.
FISICO NEGROMANTE.
GIOVANI.
CYNTHIO.
CAMILLO
THEMOLO
SERVI.
NEBBIO
FACCHINO.


[pag. 3]
PROLOGO.
PIU non vi paia udir cose impossibili;
Se detto vi sara, che i sassi e gli alberi
Di contrada in contrada Orpheo seguivane:
Ne vi paia gran fatto; s'ancho Apolline,
Et Amphion montar le pietre fecero
Adosso l'una a l'altra: e se ne cinsero
Thebe di Mura, e la Città di Priamo;
Poi, che vedeste nel tempo preterito,
Che Ferrara con le sue case, e regij
Tetti, e lochi privati, e sacri publici
Se n'era sin qui in Roma venuta integra;
E questo di Cremona vedete essera
Venuta a mezzo il verno, per difficile
Strada, piena de fanghi e di monti asperi.
Ne vi crediate gia, che la necessiti
A venir: che si voglia d'homicidij,
Di voti, o di tai cose far assolvere:
Perche non ha bisogno: E quando havutolo
Avesse, haria sperato; che 'l Pontefice
Liberal le haverebbe l'indulgentia
Fatto mandar fin à casa, plenaria
Ma vien sol per conoscer, in presentia,
Veder, e contemplar con gli occhi proprij
Quel, che portato le ha la fama celebre
De la bontade, del candor, de l'animo,
De la religion, de la prudentia,
De l'alta cortesia, del splendor inclito,
De la virtute di LEONE Decimo.
E, perch'ella non v'habbia meno ad essere
[pag. 4] Grata, che fussa Ferrara, e piacevole;
Non è venuta senza una Comedia
Tutta nuova: la qual vuol, che si nomini
IL NEGROMANTE; e c'hoggi a voi si reciti.
Hor non ui parra piu tanto mirabile
Che Cremona sia qui; e gia giuditio
Fate, che'l Negrómante de la fabula
L'habbia fatta portar per l'aria a i Diauoli.
Ma, quando bene anchor fosse miracolo;
Saria però. Questa nuova Comedia
Diceva haver havuta dal medesimo
Autor, da chi Ferrara hebbe i Soppositi.
Ma se non vi parra d'udire il proprio
E consueto idioma del suo popolo,
Havete da pensar; ch'alcun vocabolo
Passando udi a Bologna, doue è 'l studio:
Il qual gli piacque; e lo tenne a memoria.
A Firenze, e a Siena poi diede opera,
E per tutta Thoscana a l'elegantia
Quanto piu puote, ma in si breve termine
Tanto appresso non ha; che la pronontia
Lombarda possa totalmente ascondere.
Hor; se la sua Comedia con silentio
Udirete; vi spera dar materia,
Quanta vi desse Ferrara, da ridere.


[pag. 5]
DEL NEGROMANTE
DI M. LODOVICO ARIOSTO

ATTO PRIMO.
Scena Prima.
MARGHERITA, AURELIA, BALIA.

Io non ho mai da quel di, ch'andò Emilia
A marito ch'un Mese homai debbe essere
Potuto hauere; se non hoggi commodo
Pur di venir a visitarla: E pensomi,
Che doler se ne dè; che pe sua gratia
Non haveva vicina, che piu tenera-
Mente amasse di me: Ma la sua a Balia
Vien fuor di casa ; Dove si va Aurelia.
AUR. In nessun luogo. Io venia; che pareami
D'hauer sentito un di questi, che vendono
L'herbe. E tu dove Margherita. MAR. Vengomi
A star un pezzo con la nostra Emilia.
AUR. Deh; se tu l'ami, non le dar molestia
Hora, che riserata ne la camera
E con la Madre tutta malenconica.
MAR. Che l'è accaduto. AUR. Quel, c'havea la misera
D'aspettar meno, che nasca una fistola
A chi mai fece questo sponsalitio.
MAR. Ogn'uno si lodava da principio
Per un partito de i miglior, che fossino
In questa terra. AUR. Dar non la poteano,
Margarita mia peggio. MAR. È pur bel giovane.
[pag. 6] AUR. Altro ci vuole. MAR. Intendo ch'è richissimo.
AUR. Ci vuole anch'altro. MAR. Deve esser spiacevole:
Ma non stia in punta, e giostri di superbia
Con esso lui. MAR. Deh, non temer, giostrino:
Che la lancia è spuntata e molto debole.
MAR. Dunque non le fa il debito egli. AUR. Il debito?
MAR. Che non puo. AUR. La infelice è così vergine,
Com'era innanti a questo sponsalitio.
MAR. Gran disgratia per Dio. AUR. Si ben disgratia
De le maggior, ch'incontrar possi a femina.
MAR. Lasci andar: ne pero si dia molestia:
Potra ben. AUR. Quando potrà ben: se in quindici
E venti e trenta di non può. MAR. Ritrovansi
E sono alcuni, che son stati deboli
Glianni, e poi son tornati si, che possono.


[...]
Audiolibri di:Ludovico Ariosto
Orlando furioso
Poema cavalleresco
Audiolibro del poema cavalleresco "Orlando furioso" di Ludovico Ariosto.
I libri catalogati di Ludovico Ariosto:
Cinque canti
Il Negromante (1509)
La Lena (1528)
Orlando furioso (1532)
Orlando Furioso
Satire (1517-1525)
Citazioni di Ludovico Ariosto:
Che tosto o buona o ria che la fama esce...
Piccola è questa casa, ma sufficiente pe...
[NDR|Su Ippolito d'Este] ...
Ecco il giudicio uman come spesso err...
Oh gran bontà de' cavalieri antiqui!...
Pel bosco Ferraú molto s'avvolse,| e...
Né tempo avendo a pensar altra scusa,...
La verginella è simile alla rosa...
Che chi ne l'acqua sta fin alla gola...
Forse era ver, ma non però credibile,...

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