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"Etica Nicomachea" di Aristotele
Titolo:Etica Nicomachea
Titolo originale:Ἠθικὰ Νικομάχεια
Titoli alternativi:Etica a Nicomaco, Morale a Nicomaco
Autore:Aristotele
Editore:Non definito
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:IV secolo a.C.
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Greco antico
Genere:Trattato
Argomento:Morale
Licenza:Non definita
DRM:
Pubblicato il:2012-10-26
:

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L'autore
Aristotele è nato nell'Antica Grecia, a Stagira, nel 384 a.C. o 383 a.C.. È morto a Calcide, nel 322 a.C..

Il suo nome originario è Ἀριστοτέλης.

Nella sua vita si è dedicato a queste aree: filosofia.

L'Etica Nicomachea (in greco Ἠθικὰ Νικομάχεια) è una delle raccolte delle lezioni del celebre filosofo greco Aristotele riguardanti la morale.

L'Etica Nicomachea (in greco Ἠθικὰ Νικομάχεια) è una delle raccolte delle lezioni del celebre filosofo greco Aristotele riguardanti la morale. È divisa in dieci volumi, e porta questo nome poiché fu Nicomaco, il figlio di Aristotele, ad ordinare e promuovere questa raccolta delle opere del padre.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:8
Contenuti:8
Globale:8

Edizione del 1837, prima pagina del
volume.
Incipit del libro Etica Nicomachea di Aristotele:

1. [Il bene è lo scopo].

[1094a] Si ammette generalmente che ogni tecnica praticata metodicamente, e, ugualmente, ogni azione realizzata in base a una scelta, mirino ad un bene: perciò a ragione si è affermato che il bene è "ciò cui ogni cosa tende"1. Ma tra i fini c’è un’evidente differenza: alcuni infatti sono attività, altri sono opere che da esse derivano. [5] Quando ci sono dei fini al di là delle azioni, le opere sono per natura di maggior valore delle attività. E poiché molte sono le azioni, le arti e le scienze, molti sono anche i fini: infatti, mentre della medicina il fine è la salute, dell’arte di costruire navi il fine è la nave, della strategia la vittoria, dell’economia la ricchezza. [10] Tutte le attività di questo tipo sono subordinate ad un’unica, determinata capacità: come la fabbricazione delle briglie e di tutti gli altri strumenti che servono per i cavalli è subordinata all’equitazione, e quest’ultima e ogni azione militare sono subordinate alla strategia, così allo stesso modo, altre attività sono subordinate ad attività diverse. In tutte, però, i fini delle attività architettoniche [15] sono da anteporsi a quelli delle subordinate: i beni di queste ultime infatti sono perseguiti in vista di quei primi. E non c’è alcuna differenza se i fini delle azioni sono le attività in sé, oppure qualche altra cosa al di là di esse, come nel caso delle scienze suddette.


2. [Il bene per l’uomo è l’oggetto della politica].

Orbene, se vi è un fine delle azioni da noi compiute che vogliamo per se stesso, mentre vogliamo tutti gli altri in funzione di quello, e se noi non [20] scegliamo ogni cosa in vista di un’altra (così infatti si procederebbe all’infinito, cosicché la nostra tensione resterebbe priva di contenuto e di utilità), è evidente che questo fine deve essere il bene, anzi il bene supremo. E non è forse vero che anche per la vita la conoscenza del bene ha un grande peso, e che noi, se, come arcieri, abbiamo un bersaglio, siamo meglio in grado di raggiungere ciò che dobbiamo? Se è [25] così, bisogna cercare di determinare, almeno in abbozzo, che cosa mai esso sia e di quale delle scienze o delle capacità sia l’oggetto. Si ammetterà che appartiene alla scienza più importante, cioè a quella che è architettonica in massimo grado. Tale è, manifestamente, la politica. Infatti, è questa che stabilisce quali scienze è necessario coltivare nelle città, [1094b] e quali ciascuna classe di cittadini deve apprendere, e fino a che punto; e vediamo che anche le più apprezzate capacità, come, per esempio, la strategia, l’economia, la retorica, sono subordinate ad essa. E poiché è essa che si serve di tutte le altre scienze e che stabilisce, [5] inoltre, per legge che cosa si deve fare, e da quali azioni ci si deve astenere, il suo fine abbraccerà i fini delle altre, cosicché sarà questo il bene per l’uomo. Infatti, se anche il bene è il medesimo per il singolo e per la città, è manifestamente qualcosa di più grande e di più perfetto perseguire e salvaguardare quello della città: infatti, ci si può, sì, contentare anche del bene di un solo individuo, [10] ma è più bello e più divino il bene di un popolo, cioè di intere città. La nostra ricerca mira appunto a questo, dal momento che è una ricerca "politica".


[...]
I libri catalogati di Aristotele:
Etica Nicomachea (Ἠθικὰ Νικομάχεια) (IV secolo a.C.)
Fisica
La rettorica (Τέχνη ῥητορική) (IV secolo a.C.)
Metafisica (Μετά τα φυσικά) (IV secolo a.C.)
Politica
Trattato dei governi
Citazioni di Aristotele:
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