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"La decadenza degli intellettuali" di Zygmunt Bauman
Titolo: La decadenza degli intellettuali
Titolo originale: Legislators and interpreters - On Modernity, Post-modernity, Intellectuals
Autore: Zygmunt Bauman
Editore: Bollati Boringhieri
Tipologia del supporto: Digitale
Anno di pubblicazione: 1987
Prima edizione italiana: 1992
Lingua: Italiano
Lingua originale dell'opera: Inglese
Genere: Non definito
Codice ISBN: 8833917622
DRM: Non definito
Pubblicato il: 2013-03-23
:

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L'autore
Zygmunt Bauman è nato in una nazione non definita.

"La decadenza degli intellettuali" è un libro di Zygmunt Bauman.

Questa edizione in italiano è stata pubblicata da Bollati Boringhieri (ISBN: 8833917622).

Incipit del libro La decadenza degli intellettuali di Zygmunt Bauman:




La decadenza degli intellettuali





Introduzione.

GLI INTELLETTUALI: DA LEGISLATORI MODERNI A INTERPRETI POSTMODERNI.



All’epoca in cui fu coniato, nei primi anni di questo secolo, il termine «intellettuali» rappresentava un
tentativo di riprendere e riaffermare quella centralità sociale e quelle prospettive globali che avevano
accompagnato la produzione e la diffusione del sapere nell’età dei Lumi. Il termine definiva un insieme
disparato di romanzieri, poeti, artisti, giornalisti, scienziati e altre figure pubbliche, i quali ritenevano che
fosse loro dovere morale e loro diritto collettivo intervenire direttamente nel processo politico agendo
sugli intelletti della nazione e indirizzando le azioni dei suoi dirigenti politici. All’epoca in cui il termine
fu coniato, i discendenti dei “philosophes” o la “république des lettres” erano già stati suddivisi in ambiti
specializzati, ciascuno con i propri interessi particolari e le proprie preoccupazioni specifiche. Da quel
momento in poi l’espressione costituì un grido di richiamo che risuonava al di sopra delle frontiere
gelosamente custodite delle professioni e dei generi artistici; un invito a ridar vita alla tradizione (o a dar
corpo alla memoria collettiva) degli «uomini di sapere» che incarnavano e praticavano l’unità di verità,
valori morali e senso estetico.

Al pari della “république des lettres”, le cui componenti si integravano attraverso l’attività partecipe delle
discussioni e il contesto comunitario in cui le questioni erano trattate, la collettività degli intellettuali
doveva essere unita nel rispondere al richiamo, accettando i diritti e le responsabilità che tale richiamo
comportava. Solo apparentemente quella degli «intellettuali» era intesa come una categoria «descrittiva».

Non tracciava un confine oggettivo dell’area che denotava, né ammetteva la preesistenza di tale confine
(anche se indicava la riserva in cui potevano essere ricercati e reclutati i volontari). Ci si aspettava
piuttosto che la categoria creasse il proprio referente sollecitando interessi, mobilitando lealtà,
suggerendo autodefinizioni e, in tal modo, trasformando le autorità parziali di esperti e artisti in
un’autorità collettiva politica, morale ed estetica di uomini di sapere. La categoria rappresentava, per così
dire, un invito molto esteso a unirsi a un certo tipo di pratica di grande rilievo sociale. E tale è rimasta sino
ai giorni nostri. Non ha quindi molto senso porsi la domanda «chi sono gli intellettuali?» aspettandosi in
risposta una serie di dati oggettivi o addirittura un esercizio di designazione. Non ha alcun senso
compilare un elenco di professioni i cui membri sono intellettuali, o tracciare una linea all’interno della
gerarchia professionale al di sopra


[...]
I libri catalogati di Zygmunt Bauman:
Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi (Liquid Love: On the Frailty of Human Bonds) (2003)
La decadenza degli intellettuali (Legislators and interpreters - On Modernity, Post-modernity, Intellectuals) (1987)
La Società Dell'incertezza (1999)
La società sotto assedio (Society Under Siege) (2002)
Lavoro consumismo, nuove povertà (Work, consumerism and the new poor) (1998)
Lavoro, consumismo e nuove povertà (Work, consumerism and the new poor) (1998)
Le sfide dell'etica (Alone Again - Ethics After Certainty) (1996)
Modernità e olocausto
Citazioni di Zygmunt Bauman:
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