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"Deus irae" di Philip Kindred Dick, Roger Zelazny
Titolo:Deus irae
Titolo originale:Deus irae
Titoli originali alternativi:The kneeling legless man
Autore:Philip Kindred Dick, Roger Zelazny
Editore:Fanucci Editore
Collana editoriale:Collezione Dick
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1976
Pagine:256
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:Romanzo
Argomento:Fantascienza
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Pubblicato il:2012-02-26
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L'autore
Roger Zelazny è nato negli Stati Uniti d'America, ad Euclid, nel 1937. È morto a Santa Fe, nel 1995.

Il suo nome originario è Roger Joseph Zelazny.

I principali ambiti in cui Roger Zelazny si è impegnato sono: fantascienza, fantasy.

"Deus irae" (titolo originale: Deus irae) è un romanzo (tipo: Fantascienza) scritto da Roger Zelazny che è stato originariamente pubblicato nel 1976 in inglese.

Sono stati usati talvolta alcuni titoli alternativi in lingua originale: "The kneeling legless man".

Questa versione in italiano è edita da Fanucci Editore, nella collana Collezione Dick (256 pagine).

Incipit del libro Deus irae di Philip Kindred Dick, Roger Zelazny:

Questo romanzo è dedicato con affetto alla memoria di Stanley G. Weinbaum, per avere donato al mondo il racconto Odissea Marziana.

PARTE PRIMA
1.


Eccolo lì! La mucca pezzata nera che trascinava il carretto a due ruote. Al centro del carretto. E sulla soglia della sacrestia padre Handy scrutò controluce, nel sole mattutino, dal Wyoming al nord, come se il sole venisse da quella direzione, vide il dipendente della chiesa, il tronco privo d'arti con la testa bernoccoluta che dondolava come nella fantasia di un'ubriacatura di droga, al ritmo di una giga lenta, mentre la mucca di razza Holstein
avanzava pesantemente.
Brutta giornata, pensò padre Handy. Doveva dare una brutta notizia a Tibor McMasters. Si girò, rientrò in chiesa e si nascose; Tibor, sul suo carretto, non l'aveva visto, perché era serrato nella morsa dei pensieri interiori e della nausea; era sempre così, quando l'artista si mostrava per cominciare il proprio lavoro: soffriva di stomaco e tutti gli odori, tutte le viste persino quella del suo lavoro, lo facevano tossire. E padre Handy pensò a questo, alla ripugnanza della ricezione dei sensi a quell'ora mattutina, come se Tibor, si disse, non volesse continuare a vivere per un altro giorno.
A lui, invece, il sole piaceva. L'odore del trifoglio riscaldato dai raggi, che saliva dai pascoli vicini a Charlottesville, Utah. Il tintinnio delle targhette delle vacche... fiutò l'aria che riempiva la sua chiesa, eppure... non la vista di Tibor, ma la consapevolezza della sofferenza dell'uomo privo d'arti: quello suscitò in lui un senso di preoccupazione.


[...]

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