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"Vivere senza menzogna" di Aleksandr Isaevič Solženicyn
Titolo:Vivere senza menzogna
Autore:Aleksandr Isaevič Solženicyn
Editore:Arnoldo Mondadori Editore
Collana editoriale:L'immagine del presente
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1974
Pagine:70
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Russo
Genere:Appello, saggio
Traduttore:Maria Olsùfieva
Prezzo :800
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Pubblicato il:2011-11-29
:

1539 visualizzazioni

L'autore
Aleksandr Isaevič Solženicyn è nato nella Federazione Russa, a Kislovodsk, nel 1918. Morì a Mosca, nel 2008.

Il suo nome originale è Алекса́ндр Иса́евич Солжени́цын. Aleksandr Isaevič Solženicyn è conosciuto anche con i seguenti soprannomi: Aleksandr Isaevič Solženitsyn, Aleksandr Isaevich Solzhenitsyn.

Questo breve libro contiene l'appello “Vivere senza menzogna” e la “Lettera ai dirigenti dell'Unione Sovietica” di Aleksandr Isaevič Solženicyn. In questi testi l'autore si schiera su posizioni di dissidente politico, in pieno contrasto con le decisioni del governo del suo paese, l'Unione Sovietica.

Questo breve libro contiene l'appello “Vivere senza menzogna” e la “Lettera ai dirigenti dell'Unione Sovietica” di Aleksandr Isaevič Solženicyn. In questi testi l'autore si schiera su posizioni di dissidente politico, in pieno contrasto con le decisioni del governo del suo paese, l'Unione Sovietica. Solženicyn aveva già scritto la lettera quando sequestrarono il suo saggio “Arcipelago Gulag” e si apprestava oramai ad una vita da esiliato.
A tanti anni dalla scrittura di queste opere, e dopo la caduta dell'Unione Sovietica, ancora il lettore moderno può trovare spunto in questi testi. Può riflettere sul pericolo, che al tempo era ritenuto molto fondato, di una guerra fratricida tra comunismo russo e cinese; può chiedersi come mai un paese immenso, che aveva ottenuto tante vittorie nella diplomazia internazionale sia potuto soccombere in soli quindici anni (infatti i due brani risalgono al 1974). Tra tante riflessioni, rimangono anche alcuni pensieri che si possono facilmente traslare dal contesto di guerra fredda Est-Ovest, tipico degli anni Settanta, a quello di crisi economica perpetua delle nostre società di inizio terzo millennio. Ad esempio Solženicyn scrive:

Il «progresso» non deve più essere considerato la caratteristica auspicabile della società. La «perpetuità del progresso» è un mito assurdo. Occorre realizzare non una «economia di sviluppo continuo», ma una economia di livello costante, stabile. LA CRESCITA ECONOMICA NON SOLO NON È NECESSARIA, MA È PERNICIOSA. Bisogna porsi come obiettivo non l'aumento della ricchezza dei popoli, ma unicamente la sua conservazione. Bisogna rinunciare in tempo al gigantismo della tecnologia moderna, tanto nell'industria quanto nell'agricoltura e nell'insediamento della popolazione (le città d'oggi sono dei tumori maligni). Lo scopo principale della tecnica diventa oggi quello di eliminare i deplorevoli risultati della tecnica che l'ha preceduta. Il «terzo mondo», che non si è ancora incamminato come la civiltà occidentale sulla via della perdizione, può essere salvato unicamente da una «tecnologia parcellizzata» [...].

Quindi, come si può vedere, il messaggio del premio Nobel russo risulta essere un monito non solo alla vecchia Unione Sovietica, ma anche ai contemporanei governi neoliberisti.

PAGELLA
Scorrevolezza:7
Valore artistico:7
Contenuti:7
Globale:7

Consigliato a:

Consiglio questo libro non solo agli appassionati di questioni riguardanti il plumbeo periodo della guerra fredda, ma anche a chi vuole avere maggiori elementi storici per valutare l'attuale realtà internazionale.
Se vi piace il modo di scrivere di Aleksandr Isaevič Solženicyn, vi consiglio di leggere senz'altro il suo saggio “Arcipelago Gulag”, in cui unisce un dettagliato ed esaustivo documento storico ad una narrazione vivace e appassionata. Se volete leggere altri autori russi del periodo sovietico, il mio consiglio è di leggere soprattutto Michail Afanas'evič Bulgakov, per esempio il suo capolavoro, “Il maestro e Margherita” oppure le sue opere di salace critica sociale “Cuore di cane - Diavoleide - Le uova fatali”. Un altro autore che vi potrebbe interessare è Boris Pasternak, principalmente ne “Il dottor Živago”.

I libri catalogati di Aleksandr Isaevič Solženicyn:
Arcipelago Gulag
Arcipelago Gulag (Parte 1 e 2) (Архипела́г ГУЛА́Г) (1973)
Il primo cerchio
Padiglione cancro
Un giorno nella vita di Ivan Denisovič
Vivere senza menzogna (1974)
Citazioni di Aleksandr Isaevič Solženicyn:
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