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"Il giardino dei Finzi-Contini" di Giorgio Bassani
Titolo:Il giardino dei Finzi-Contini
Titolo originale:Il giardino dei Finzi-Contini
Autore:Giorgio Bassani
Editore:Arnoldo Mondadori Editore
Collana editoriale:Oscar narrativa
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1962
Pagine:349
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Romanzo di formazione
Prezzo :2800
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Pubblicato il:2011-08-08
:

1317 visualizzazioni

L'autore
Giorgio Bassani nacque in Italia, a Bologna, nel 1916. Morì a Roma, nel 2000.

“Il giardino dei Finzi-Contini” è un romanzo di formazione scritto da Giorgio Bassani.

Questo romanzo di formazione di Giorgio Bassani, pubblicato nel 1962, appartiene alla raccolta intitolata “Il romanzo di Ferrara”, portata a compimento solo nel 1980. Di quest'opera, forse la più famosa scritta dall'autore bolognese, che gli varrà anche l'assegnazione del premio Viareggio, esiste anche una pregevole edizione in audiolibro realizzata dalla RAI.
Fin dall'inizio è già noto come finirà la storia, e questo è ineluttabile: si può dire che non potrebbe essere altrimenti, visto che si parla dell'Italia fascista a cavallo delle due guerre mondiali e di famiglie ebree all'alba della promulgazione delle leggi razziali, e visto che l'intera opera assume i toni di una reminiscenza quasi onirica, idealizzata, in qui l'autore-protagonista (importanti sono infatti i tratti autobiografici) ci racconta il suo amore contrastato per Micòl Finzi-Contini, a partire dai primi incontri durante le rituali festività ebraiche, passando per l'innamoramento precoce al termine di un infausto anno scolastico per l'autore, e procedendo nelle frequentazioni ormai consolidate nell'immensa villa dei Finzi-Contini, dove ragazzi di varie estrazioni sociali, tutti vessati dalle restrittive leggi razziali contro gli ebrei, si incontravano per lunghe sfide a tennis, essendo ormai impossibile per loro aderire al circolo di tennis cittadino.
L'amore dei due protagonisti si snoda tra discussioni, pedalate in bici, sfide tennistiche, sguardi e prolungate assenze; tra i due, è Micòl la persona che, dall'alto della sua dimensioni mitizzata e onirica, appare sicura di ciò che vuole e non vuole: rimane ancorata al suo passato, immersa nel presente e soprattutto aborrisce il futuro, tanto che sembra presentire l'immane tragedia che si abbatterà sulla sua famiglia.
L'opera è preceduta da una presentazione del libro scritta da Eugenio Montale, nonché seguita da un saggio critico sulla figura di Micòl scritto da Marylin Schneider e intitolato “Dimensioni mitiche di Micòl Finzi-Contini”.
Quest'opera della memoria ci rende partecipi di una realtà che molti di noi non hanno vissuto, ci mostra una storia d'amore all'ombra di un'Europa che stava inesorabilmente marciando verso la Seconda Guerra Mondiale.

PAGELLA
Scorrevolezza:7
Valore artistico:7
Contenuti:7
Globale:7

Consigliato a:

Se volete approfondire le tematiche legate all'antisemitismo che esplose in Europa a cavallo tra le due guerre, e che condusse all'olocausto ebraico, potete leggere ad esempio “Se questo è un uomo” e “La tregua” di Primo Levi, oppure il celebre “Diario di Anna Frank”.

Incipit del libro Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani:

Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini – di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga – e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole I d'Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l'ultima guerra. Ma l'impulso, la spinta a farlo veramente, li ebbi soltanto un anno fa, una domenica d'aprile del 1957.


[...]
Explicit: Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani:

Che cosa c'è stato, fra loro due? Niente? Chissà. Certo è che, quasi presaga della prossima morte, sua e di tutti i suoi, Micòl ripeteva di continuo anche a Malnate che a lei, del suo futuro democratico e sociale, non gliene importava nulla, che il suo futuro, in sé, lei lo abborriva, ad esso preferendo di gran lunga "le vierge, le vivace et le bel aujourd'hui", e il passato, ancora di più, il caro, il dolce, il pio passato. E siccome queste, lo so, non erano che parole, le solite parole ingannevoli e disperate che soltanto un vero bacio avrebbe potuto impedirle di proferire: di esse, appunto, e non di altre, sia suggellato qui quel poco che il cuore ha saputo ricordare.


[...]
I libri catalogati di Giorgio Bassani:
Cinque storie ferraresi
Di là dal cuore
Dietro la porta
Gli occhiali d'oro
Gli ultimi anni di Clelia Trotti
Il giardino dei Finzi-Contini (1962)
Il giardino dei Finzi-Contini
In esilio
Italia da salvare
L'airone (1968)
L'Airone
L'Alba ai vetri
La passeggiata prima di cena
Lida Mantovani
Una lapide in via Mazzini
Una notte del '43
Citazioni di Giorgio Bassani:
Non c'è nulla più dell'onesta pretesa di...
«La guardi», diceva intanto Fadigati, in...
La gioia di mio padre – pensavo – era qu...
«Si capisce», rispose. «I morti da poco...
Ora lui, Bartleby, finché lo mettevano a...
Eh, sì, tagliare la corda è facile: ma a...
Domandai [a Micòl] perché le semb...
[Parla Micòl] «Sono anche io come...
Ma Micòl non discese, per questo, dal pi...
Io, al contrario, sostenevo che l'amore...

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