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"Moby Dick" di Herman Melville
Titolo:Moby Dick
Titolo originale:Moby Dick, or the Whale
Autore:Herman Melville
Editore:Non definito
Tipologia del supporto:Cartaceo
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:Adattamento teatrale
Argomento:Adattamento teatrale del celebre romanzo "Moby Dick"
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Audiolibro: Ascolta l'audiolibro

(Anteprima, 24 kbit)

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L'autore
Herman Melville nacque negli Stati Uniti d'America, a New York, nel 1819. Morì a New York, nel 1891.

"Moby Dick" (titolo in lingua originale: Moby Dick, or the Whale) è un adattamento teatrale (categoria: Adattamento teatrale del celebre romanzo "Moby Dick") di Herman Melville, originariamente pubblicato in inglese.

Questa edizione in italiano è pubblicata da un editore non definito.

Consigliato a:

“Moby Dick” è un celebre romanzo di Herman Melville, pubblicato nel 1851.

Il libro narra la storia del viaggio della baleniera Pequod, al comando del capitano Achab. Sebbene il compito del mercantile sia naturalmente di cacciare capidogli e balene, il capitano Achab è ossessionato dall'idea fissa di cacciare un'enorme balena, chiamata Moby Dick. L'opera, di ampio respiro, affronta non solo le tematiche del viaggio e della sconsiderata fissazione di Achab, ma lascia anche spazio a riflessioni e spunti di ambito filosofico, scientifico, metafisico, religioso. Così la prosa abbandona i facili lidi della narrativa d'avventura per diventare un'epopea sui limiti e le difficoltà dell'esperienza umana.
Incipit del libro Moby Dick di Herman Melville:

I • QUALCOSA APPARE IN LONTANANZA

Chiamatemi Ismaele. Qualche anno fa - non importa quando esattamente - avendo poco o nulla in tasca, e niente in particolare che riuscisse a interessarmi a terra, pensai di andarmene un po' per mare, e vedere la parte equorea del mondo. È un modo che ho io di scacciare la tristezza, e regolare la circolazione. Ogni volta che mi ritrovo sulla bocca una smorfia amara; ogni volta che nell'anima ho un novembre umido e stillante; quando mi sorprendo a sostare senza volerlo davanti ai magazzini di casse da morto, o ad accodarmi a tutti i funerali che incontro; e soprattutto quando l'ipocondrio riesce a dominarmi tanto, che solo un robusto principio morale può impedirmi di uscire deciso per strada e mettermi metodicamente a gettare in terra il cappello alla gente, allora mi rendo conto che è tempo di mettermi in mare al più presto: Questo è il mio surrogato della pistola e della. pallottola. Con un gran gesto filosofico Catone si butta sulla spada: io zitto zitto m'imbarco. E non c'è niente di strano. Se soltanto lo sapessero, prima o poi quasi tutti nutrono, ciascuno a suo modo, su per giù gli stessi miei sentimenti per l'oceano.
Eccovi dunque l'insulare città dei Manhattanesi, tutta cinta dalle banchine come le isole indiane dai banchi di coralli: il commercio l'avvolge con la sua risacca A destra o a manca le strade portano verso l'acqua. La punta estrema della città è la Battery: quella nobile mole è bagnata da onde e rinfrescata da brezze che poche ore prima erano dove la terra è invisibile. Guardate lì le folle dei contemplatori dell'acqua.
Camminate ai margini della città in un sognante pomeriggio domenicale. Andate da Corlears Hook a Coenties Slip, e di là per Whitehall verso nord. Che cosa vedete? Piazzati come sentinelle silenziose tutt'intorno all'abitato, stanno migliaia e migliaia di mortali impietrati in sogni oceanici Alcuni appoggiati ai pali, altri seduti sulle testate dei moli; questi spingono lo sguardo oltre le murate di navi che vengono dalla Cina, quelli aguzzano gli occhi verso l'alto, nelle attrezzature, come cercassero di spaziare ancora meglio sul mare. Ma sono tutti gente di terra, uomini rinserrati nei giorni feriali tra cannicci e intonachi, legati ai banchi, inchiodati agli scanni, ribaditi alle scrivanie. Che significa allora? I prati verdi sono scomparsi? Che fa qui questa gente?
Ma guardate! Arrivano altri gruppi che marciano dritti all'acqua come volessero tuffarsi. Strano! Niente li soddisfa se non il limite estremo della terra, oziare a riparo del vento, all'ombra di quei magazzini, non basta. No. Debbono andare vicino all'acqua, quant'è possibile senza cascarci dentro. Ed eccoli là piantati per miglia e miglia, per leghe. Gente dell'entroterra tutti, vengono da traverse e vicoli, strade e viali, da nord e sud, dall'est e dall'ovest. Ma qui si ritrovano tutti quanti. Ditemi, è la forza magnetica degli aghi di bussola di tutte quelle navi, forse, che li attira qui?


[...]
Audiolibri di:Herman Melville
Moby Dick
Adattamento teatrale
Audiolibro dell'adattamento teatrale del celebre romanzo "Moby Dick" di Herman Melville.
I libri catalogati di Herman Melville:
Bartleby, lo scrivano (una storia di Wall Street) (Bartleby the Scrivener) (1853)
Benito Cereno (1855)
Benito Cereno
Billy Budd, marinaio (Billy Budd, Sailor) (1891)
Moby Dick (Moby Dick, or the Whale) (1851)
Moby Dick (Moby Dick, or the Whale)
Citazioni di Herman Melville:
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