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"La porta dei giusti" di Antonio Ruggiero
Titolo:La porta dei giusti
Titolo originale:La porta dei giusti
Autore:Antonio Ruggiero
Editore:Montedit
Collana editoriale:I gigli
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:2007
Pagine:56
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Raccolta di poesie
Prezzo :6,8
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Risorsa esterna
Pubblicato il:0127-00-00
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L'autore
Antonio Ruggiero è nato in Italia, a Napoli, nel 1981.

La poesia, per l’autore, non è fine ultimo bensì un mezzo per “comunicare” (nella sua accezione più letterale di mettere in comune) la sua personale vicenda di un uomo.

Quello che presentiamo oggi è un libro di poesia non banale ed estremamente interessante, non solo per l’importanza dell’argomento trattato (al di là delle convinzioni religiose o filosofiche di ognuno) – semplificando diremo la conversione di un uomo - ma per lo stile, ricercato, inquieto però mai “sterilmente” barocco, come talvolta capita allorquando si trattano temi “importanti”.
Si tratta dell’ultima fatica letteraria di Antonio Ruggiero, nato a Padula, (Sa) nel luglio del 1951, insegnante che vive e lavora a Cosenza: La Porta dei Giusti (Montedit, collana I gigli
56 pp. 6,80 euro) una raccolta di quaranta poesie divise in quattro sezioni; non si tratta però di una mera “addizione” bensì di un’opera attraversata da un afflato unitario.
Un viaggio alla scoperta di Dio, un dialogo con il proprio Io per ritrovare un’identità perduta. Le quattro sezioni del libro segnano, infatti, vari momenti della vita del poeta. Si parte da una poesia cruda, terrena, solitaria caratterizzata da versi aspri e spigolosi per arrivare man mano alla ri-scoperta del proprio Io ed alla consapevolezza dell’Amore di Dio.
Se dovessimo riassumere con una sola caratteristica il libro di Ruggiero, sicuramente non potremmo non menzionare il cambio di ritmo, di registro, di tema: con lo scorrere dei versi il lettore si imbatte in una vera e propria cesura. La poesia, per l’autore, non è fine ultimo bensì un mezzo per “comunicare” (nella sua accezione più letterale di mettere in comune) la sua personale vicenda di un uomo: ci riesce bene dimostrando una notevole capacità espressiva e che si manifesta anche nella scelta dei termini, nella composizione dei versi e nella collocazione dei brani. Si crea così davvero un susseguirsi di versi, ogni poesia risulta legata a quella precedente ed a quella successiva, in ogni parola si assapora lo stato d’animo, le emozioni, le sensazioni di chi scrive.
Colpisce molto la scelta dei passi delle Sacre scritture ad introduzione delle sezioni. Preghiere di disperazione e di lode estrapolate con cura dal libro dei Salmi sono il presagio, il giusto prologo per le poesie presentate.
Ma attenzione: non si tratta di un’opera “funzionale” a una religione didascalica o ridotta a “mero catechismo”, tutt’altro: la vicenda di Ruggiero, umana prima che intellettuale, non è quella di chi ha sempre avuto certezze incrollabili bensì, al contrario, è quella di un uomo che cammina domandando. Una bella lezione, per credenti e non.

I libri catalogati di Antonio Ruggiero:
La porta dei giusti (2007)

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