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"Le onde" di Virginia Woolf
Titolo:Le onde
Titolo originale:The Waves
Autore:Virginia Woolf
Editore:Newton Compton
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1931
Pagine:207
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:Romanzo
Prezzo :1
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Pubblicato il:0118-00-00
:

1895 visualizzazioni

L'autrice
Virginia Woolf nacque nel Regno Unito, a Londra, nel 1882. Morì a Rodmell, nel 1941.

Il suo nome originale è Adeline Virginia Woolf, nata Stephen.

Le realtà descritte trascolorano tra verità e allegoria, metafore di vita che divengono vita: aspirazioni e disillusioni si mescolano formando una unitaria visione emotiva e appassionata della vita.

I libri di Virginia Woolf mi sono sempre risultati ostici da interpretare. Non nel senso della comprensione profonda dell'opera - questo, il cercare il quid saliente del volume, magari sarebbe un merito per me, data che la vastità delle tematiche e delle riflessioni di cui sono intrisi i suoi libri. Purtroppo invece troppo spesso leggendo la sua prosa, rimango preso tra lo sconforto e l'ammirazione: da una parte il modo geniale in cui l'autrice affronta le metodologie narrative sono per me una vetta che miro e ammiro, sentendo quindi la sua prosa vicina al mio modo di concepire la scrittura; dall'altro, il suo modo di raccontare, così povero d'azione a favore dell'analisi degli intimi e reconditi meandri della psicologia umana, mi risulta difficile da seguire - forse troppo abituato come sono al modo di scrivere in vigore fino all'Ottocento, dove trama, descrizione, azione e analisi psicologica concorrono coralmente alla realizzazione di un'opera meritoria.
Virginia Woolf disprezzava Joyce, in special modo l'"Ulisse", che considerava osceno: e io ammiro questo artigiano delle parole; ma Virginia ammirava Proust e la sua "Recherche", anch'egli artigiano dei capoversi: e io ammiro questo genio come artefice del pensiero, ancor prima che genio artefice di res scripta. Forse ne consegue che il dissidio fra queste due istanze intellettuali sta in me, e pertanto non riesco a scrivere in modo per me gratificante; o forse il dissidio fra queste due istanze intellettuali sta in Virginia, ed è per questo che scrive con tanta genialità (non posso dire che fosse necessariamente gratificante per lei la scrittura, date le sofferenze psicologiche cui era esposta per i suoi disturbi).
Per me è sempre stata questione di antitesi, di dicotomie e dualismi. Ma senza addentrarsi nei miei meandri psicologici, e addentrandoci invece in quelli in cui navigano - ovviamente cullati dalle onde - i sei personaggi protagonisti dell'opera qui recensita, devo dire che è a volte difficile non perdere la bussola, in un romanzo dove quasi non esiste azione, ma solo reminiscenza, pensieri, asserzioni, ricordi, valutazioni, desideri realizzati o procrastinati. I protagonisti pensano e (credono di) dire queste cose, ma tutto si svolge nei loro monologhi, e questo accentua la solitudine esistenziale. Sembrano un po' sistemi inerziali di galileiana memoria, perché poco interagiscono con l'esterno, e molto invece con il loro mondo interiore.
Se volete trovare in un libro soprattutto l'azione e l'intreccio della trama, allora, purtroppo, saltate a piè pari questo volume. Ma se volete indagare non solo l'animo umano, ma anche l'animo della narrazione umana, e come si è potuto così evolvere, sia nelle modalità che nelle finalità, in un solo secolo - il Novecento - allora quest'opera può essere molto importante.
Le realtà descritte trascolorano tra verità e allegoria, metafore di vita che divengono vita: aspirazioni e disillusioni si mescolano formando una unitaria visione emotiva e appassionata della vita.

PAGELLA
Scorrevolezza:7
Valore artistico:8
Contenuti:7
Globale:8

Consigliato a:

Se avete letto questo volume, vi consiglio altre opere di Virginia Woolf: almeno "La signora Dalloway" e "Gita al faro".
Adesso vi consiglio alcuni volumi per ripercorrere la narrativa al femminile, purtroppo spesso relegata in minuti cantucci nella storia letteraria scritta nei modi dettati da civiltà patriarcali.
Si inizia leggendo le argute analisi sentimentali di Madame de La Fayette, in "La principessa di Clèves". Poi ci dirigiamo verso Jane Austen, che a secoli di distanza e nonostante il frastuono della stanza in cui era costretta a scrivere, rimane di impagabile modernità: "Ragione e sentimento", "Orgoglio e pregiudizio" e "Persuasione".
Poi leggiamo le tre sorelle Brontë: Anne e il suo "Agnes Gray", Charlotte con il celebre "Jane Eyre" ed Emily con l'ancor più celebre "Cime tempestose".
Una pausa di riflessione, per quello che è riuscito a dare non solo alla letteratura, ma anche alla cinematografia, va fatta con "Frankenstein" di Mary Shelley. George Sand, poi, a discapito dello pseudonimo mascolino (necessità imposta dai patriarchi) è stata un'autrice molto prolifica: noi abbiamo la recensione di "Tre romanzi (Indiana - Lo stagno del diavolo - Il Marchese di Villemer)".
Ora facciamo vela verso l'Italia a leggere il primo premio nobel donna della letteratura: Grazia Deledda. Di lei potete leggere "Canne al vento", "Cosima", "audiolibro", "audiolibro", "audiolibro" e "Racconti sardi", che abbiamo tutti disponibili anche in formato audiolibro.
Poi direi di soffermarsi un attimo su Simone de Beauvoir, la compagna di vita di Jean-Paul Sartre: potete leggere "I Mandarini" e la raccolta di tre opere "Una donna spezzata".
Avvicinando finalmente i contemporanei, e arrivando anche alle ultime lettere dell'alfabeto per quanto riguarda le iniziali, vi consiglio l'integrità culturale di Marguerite Yourcenar - leggete in particolare "L'opera al nero" e "Memorie di Adriano" - e la freschezza narrativa, un po' malinconica, di Banana Yoshimoto; ecco le nostre recensioni a quest'ultimo riguardo: "Amrita", "H/H", "Kitchen", "Lucertola", "L'ultima amante di Hachiko", "N.P.", "Sly", "Sonno profondo", "Tsugumi".

Incipit del libro Le onde di Virginia Woolf:

«Vedo un anello» disse Bernard «sospeso sulla mia testa. Pendente, tremulo e vibrante, in un cerchio di luce.»«Io vedo una lastra di un giallo pallido» disse Susan «che fugge via fino a perdersi in una striscia violetta.»«Io odo un suono» disse Rhoda «cip cip, cip, cip; su e giú tra i rami.»«Io vedo un globo» disse Neville «pendulo come una goccia contro i fianchi immensi di una qualche collina.»«Vedo una nappa color cremisi» disse Jinny «con fili d'oro intrecciati.»«Io sento come uno scalpitío» disse Louis. «Il piede di un grosso animale è stato incatenato. E la bestia scalpita, scalpita, scalpita.»


[...]
I libri catalogati di Virginia Woolf:
Gita al faro (To the Lighthouse) (1927)
Gita al faro
Il volo della mente (Flight of the Mind) (1888-1912)
La camera di Jacob
Le onde (The Waves) (1931)
Mrs Dalloway (1925)
Mrs. Dalloway
Notte e giorno
Orlando (1928)
Una stanza tutta per sè
Citazioni di Virginia Woolf:
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