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"Il rischio Cecenia. Un incerto futuro tra guerre, genocidi, kamikaze e la nuova Russia" di Carlo Benedetti
Titolo:Il rischio Cecenia. Un incerto futuro tra guerre, genocidi, kamikaze e la nuova Russia
Titolo originale:Il rischio Cecenia. Un incerto futuro tra guerre, genocidi, kamikaze e la nuova Russia
Autore:Carlo Benedetti
Editore:Edizioni Edup
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:2007
Pagine:270
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Francese
Genere:Saggio
Argomento:Attualità
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Valentina Nuccio
Pubblicato il:0114-00-00
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L'autore
Carlo Benedetti è nato in Italia.

Attento, scrupoloso, ordinato. Carlo Benedetti mi accoglie nella sua casa di Roma, dove accanto ai ricordi di una vita, conserva un archivio storico, politico e culturale sulla Russia e sul Caucaso.

Attento, scrupoloso, ordinato. Carlo Benedetti mi accoglie nella sua casa di Roma, dove accanto ai ricordi di una vita, conserva un archivio storico, politico e culturale sulla Russia e sul Caucaso. Decine di scaffali ricchi di materiale, testimonianze e libri scritti da lui, da esperti del settore. Mi racconta della sua esperienza all’Unità, a Liberazione e come corrispondente dalla Russia. E mi racconta cos'è “Il Rischio Cecenia”: è il risultato di due guerre generate e sostenute dal El’cin prima e da Putin poi. È il ritratto di una territorio martoriato da bombardamenti e kamikaze che non “hanno nulla da perdere” se non la vita. Benedetti è abile nel narrare la storia di un popolo che ha subìto una delle repressioni tra le più feroci nell’elenco della violazione dei diritti fondamentali dell’uomo. Costretti a diventare profughi, perseguitati, presi e puniti nel modo più barbaro possibile. Torturati ed etichettati come “ceceni terroristi”, come feccia umana. Quando gli chiedo: “Perché?” Benedetti adduce due motivazioni: la spinta patriottica, che fa dei separatisti ceceni il fulcro della loro esistenza, e l’Islam. In una Russia sempre più chiusa dall’ortodossia, la bandiera verde dell’Islam campeggia sulla Repubblica caucasica come una macchia che va cancellato. Ad ogni costo e con ogni mezzo.
Putin è bravo quando dice a milioni di russi che: “Rincorrerà i ceceni anche nel cesso”. Putin che a 11 anni si presenta negli uffici del KGB perché vuol diventarne un ufficiale. Putin che studia alla Lubjanka: caratterialmente compatibile, salta subito all’occhio di chi decide di prenderlo sotto la propria protezione e farlo diventare il “dirigente del futuro”. Da Desda a San Pietroburgo il salto è breve: pupillo di El’cin, lo affianca fino a diventarne primo ministro e al momento di passare la corona da zar, El’cin “abdica” in suo favore, previa una legge che assicura al capo uscente che non potrà essere perquisito, arresta o interrogato. Un’immunità che assicura ad El’cin una vecchiaia serena nella dacia fuori Mosca.
Chiedo a Benedetti: “Perché non dare ai ceceni l’indipendenza?”. Il giornalista sorride. Mi spiega che se i russi concedono l’indipendenza ai ceceni, la devono accordare anche agli altri Stati della Federazione. Insomma: della Russia non rimarrebbe che Mosca e San Pietroburgo.
Il nodo, quello ceceno, rimane in gola.

I libri catalogati di Carlo Benedetti:
Il rischio Cecenia. Un incerto futuro tra guerre, genocidi, kamikaze e la nuova Russia (2007)

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