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"Dispersi. Viaggio fra le comunità armene nel mondo" di Pietro Kuciukian
Titolo:Dispersi. Viaggio fra le comunità armene nel mondo
Titolo originale:Dispersi. Viaggio fra le comunità armene nel mondo
Autore:Pietro Kuciukian
Editore:Guerini e Associati
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1998
Pagine:178
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Saggio
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Denise Mereu
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Pubblicato il:0112-00-00
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L'autore
Pietro Kuciukian è nato in Italia, ad Arco di Trento, nel 1940.

Il paese originario di Pietro Kuciukian è l'Armenia.

Se l’uomo per poter progredire, deve necessariamente dimenticare, è anche vero che senza la memoria, crea un mondo peggiore.

“Se l’uomo per poter progredire, deve necessariamente dimenticare, è anche vero che senza la memoria, crea un mondo peggiore. Dobbiamo dimenticare ricordando.”

In questi giorni è tragicamente tornato alla ribalta il problema della convivenza fra palestinesi e israeliani. Basta vedere le immagini dei bombardamenti, le vittime, il clima di tensione (sperando che i telegiornali ci dicano come stanno veramente le cose), per capire che non esiste una reale volontà di portare avanti il processo di pace di cui si parla tanto: purtroppo, a quanto pare, si è tornati di nuovo indietro di trent’anni.
Dopo l’elezione di Hamas ho stupidamente sperato nel sogno d’una pacifica convivenza, invece questa mi pare ogni giorno più irraggiungibile. I sopravvissuti allo sterminio degli ebrei si sono stabiliti in una terra che, da allora, non ha più conosciuto la pace. È un problema, quello dei sopravvissuti, dalle profonde radici, sono convinta che un’esperienza simile si possa comprendere solo vivendola di persona, capire cosa significa realmente perdere tutto e trovare il coraggio di ricominciare da capo, da un’altra parte.
Noi possiamo solo immaginare cosa si provi.
Un problema che hanno dovuto affrontare i ruandesi, dopo il loro massacro, i bosniaci, i croati, tutte vittime di un genocidio, una parola che a molti ricorda Hitler, invece rimane attuale in tutta la sua tragicità, è molto triste ammettere che la storia non ci ha insegnato niente, è una parola che non avrei più voluto sentire. Nella maggior parte dei casi i superstiti restano in quel che rimane delle loro case, i più fortunati riescono a rifarsi una vita il più lontano possibile.
Questo libro parla del popolo armeno, vittima del primo genocidio moderno della storia perpetrato dai turchi nel 1915. Purtroppo, a suo tempo, anche l’Italia appoggiò da subito il regime nazionalista di Mustafa Kemal. Gabriele D’annunzio, ad esempio, inviò aiuti in Turchia, questi ricambiarono mandando gli uomini dell’organizzazione speciale, pronti a istituire i primi nuclei delle “camicie nere”.
Ancora oggi gli armeni vivono spostandosi, una popolazione che non trova pace, né una sua identità.
L’autore affronta un viaggio intorno al mondo per girare un documentario, e ritrovare gli armeni della diaspora. Così scopre che in Egitto, fino agli anni ’60 vivevano 30.000 armeni, costretti poi ad andare via a causa del regime nasseriano nazionalista. Fortunatamente proprio qui un ricco notabile armeno fonda l’unione di beneficenza armena, un'organizzazione che oggi ha sedi in tutti gli stati.
In Israele invece si scopre che nel 1978 vietarono la trasmissione di un film sul quartiere armeno di Gerusalemme, l’unica spiegazione plausibile a questa censura sta nel loro proposito di tenere legata la parola “genocidio” al solo concetto della Shoa, visto che nel suddetto filmato si menzionava anche la strage degli armeni. Ovviamente ognuno può trovare altre spiegazioni, ma questa per me è la più veritiera.
La vita degli armeni non è mai stata facile, nel 1982 negli Stati Uniti hanno fatto di tutto per cambiare i libri di storia, definendo il loro massacro come un “supposto” genocidio: mi sono chiesta da dove nascesse questo interesse da parte degli Stati Uniti: non era una gran perdita di tempo cambiare i libri di storia? A che scopo poi, visto che l’Armenia, in fondo, è una terra tanto lontana?
Sappiate dunque che i turchi, a quei tempi, offrirono un milione di dollari per istituire una cattedra di turcologia all’università dell’Ucla. Fortunatamente la lobby armena americana riuscì a bloccare tutto.
Un libro che racconta le esperienze degli armeni costretti a vivere di ricordi, a nascondersi, proprio in Turchia molti hanno preferito cambiare cognome per non avere problemi. Un libro che racconta sacrosante verità dimenticate, a discapito dei negazionisti turchi.

I libri catalogati di Pietro Kuciukian:
Dispersi. Viaggio fra le comunità armene nel mondo (1998)

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