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"Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia
Titolo:Il giorno della civetta
Titolo originale:Il giorno della civetta
Autore:Leonardo Sciascia
Editore:Corriere della Sera
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1961
Pagine:143
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Romanzo
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Pubblicato il:0069-00-00
:

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L'autore
Leonardo Sciascia è nato in Italia, a Racalmuto, nel 1921. È morto a Palermo, nel 1989.

È incredibile, ma anche sconfortante, come questo racconto rimanga a distanza di mezzo secolo così attuale. È una storia di mafia, ma è ancor più la storia del "modus" mafioso.

È incredibile, ma anche sconfortante, come questo racconto rimanga a distanza di mezzo secolo così attuale. È una storia di mafia, ma è ancor più la storia del "modus" mafioso: l'autore narra le ricerche effettuate dai carabinieri per cercare di risolvere l'enigma di tre omicidi tutti legati assieme da un unico filo conduttore, la criminalità organizzata. Le vicende sono legate all'ambiente dell'edilizia, con un'impresa che si oppone alle spartizioni mafiose degli appalti, e pertanto in suoi dirigenti ne pagano le conseguenze: uno dei fratelli imprenditori viene assassinato. L'indagine porta a scoprire gli intrecci politico-mafiosi, fino a giungere in cima, molto, fino al parlamento, ed addirittura al governo; un governo che non ammette l'esistenza stessa della mafia - e questo è una verità storica di quegli anni, non un artifizio letterario. Chiaramente, arrivare così in alto, fare nomi così grossi, non può che avere un'unica conseguenza nella finzione narrativa così come nella realtà: il nulla; tutti assolti, tutto come prima.
Le case fatte dall'azienda non collusa con la mafia rimangono in piedi, sono solide, si riconoscono subito, al contrario di quelle delle aziende in odor di mafia, che sono fatte con risparmio di carta e profusione di mazzette. I mafiosi evadono il fisco, ma ciò non è un grave problema da risolvere per loro, in un paese dove l'evasione fiscale non è popolarmente un reato, ma al contrario una inveterata furberia (in altri lidi uno fra i più potenti boss - Al Capone - fu incastrato proprio per evasione fiscale).
Chi si schiera contro la mafia? Comunisti, fascisti...

Incipit del libro Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia:

L'autobus stava per partire, rombava sordo con improvvisi raschi e singulti. La piazza era silenziosa nel grigio dell'alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice: solo il rombo dell'autobus e la voce del venditore di panelle, panelle calde panelle, implorante e ironica. Il bigliettaio chiuse lo sportello, l'autobus si mosse con un rumore di sfasciume. L'ultima occhiata che il bigliettaio girò sulla piazza, colse l'uomo vestito di scuro che veniva correndo; il bigliettaio disse all'autista "un momento" e aprì lo sportello mentre l'autobus ancora si muoveva. Si sentirono due colpi squarciati: l'uomo vestito di scuro, che stava per saltare sul predellino, restò per un attimo sospeso, come tirato su per i capelli da una mano invisibile; gli cadde la cartella di mano e sulla cartella lentamente si afflosciò. (''Opere – 1956.1971'', p. 391)


[...]
Explicit: Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia:

Rincasò verso mezzanotte, attraversando tutta la città a piedi. [[Parma]] era incantata di [[neve]], silenziosa, deserta. 'In Sicilia le nevicate sono rare' pensò: e che forse il carattere delle civiltà era dato dalla neve o dal sole, secondo che neve o sole prevalessero. Si sentiva un po' confuso. Ma prima di arrivare a casa sapeva, lucidamente, di amare la Sicilia: e che ci sarebbe tornato.
"Mi ci romperò la testa" disse a voce alta. (''Opere – 1956.1971'', p. 481)===Nota===«Scusate la lunghezza di questa lettera – scriveva un francese (o una francese) del gran settecento – poiché non ho avuto tempo di farla più corta». Ora io, per quanto riguarda l'osservanza di quella che e la buona regola di far corto anche un racconto, non posso dire mi sia mancato il tempo: ho impiegato addirittura un anno, da una estate all'altra, per far più corto questo racconto; non intensamente, si capisce, ma in margine ad altri lavori e a ben altre preoccupazioni. Ma il risultato cui questo mio lavoro di cavare voleva giungere era rivolto più che a dare misura, essenzialità e ritmo, al racconto, a parare le eventuali e possibili intolleranze di coloro che dalla mia rappresentazione potessero ritenersi, più o meno direttamente, colpiti. Perché in Italia, si sa, non si può scherzare né coi santi né coi fanti: e figuriamoci se, invece che scherzare, si vuol fare sul serio. Gli Stati Uniti d'America possono avere, nella narrativa e nei films, generali imbecilli, giudici corrotti e poliziotti farabutti. Anche l'Inghilterra, la Francia (almeno fino ad oggi), la Svezia e cosí via. L'Italia non né ha mai avuti, non ne ha, non ne avrà mai. Cosi è.


[...]
I libri catalogati di Leonardo Sciascia:
1912 + 1
A ciascuno il suo (1966)
A ciascuno il suo
A futura memoria (se la memoria ha un futuro)
Atti relativi alla morte di Raymond Roussel
Candido ovvero Un sogno fatto in Sicilia
Gli zii di Sicilia
I pugnalatori
Il cavaliere e la morte
Il consiglio d'Egitto
Il contesto
Il giorno della civetta (1961)
Il giorno della civetta
Il mare colore del vino
L'affaire Moro
L'onorevole
L'ordine delle somiglianze
La corda pazza
La corda pazza – Scrittori e cose della Sicilia
La lettera anonima
Citazioni di Leonardo Sciascia:
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Ce ne ricorderemo, di questo pianeta....
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