Inizio > Indice Recensioni > Scheda: Il carteggio Aspern e altri racconti di Henry James

"Il carteggio Aspern e altri racconti" di Henry James
Titolo:Il carteggio Aspern e altri racconti
Titolo originale:The Aspern Papers
Autore:Henry James
Editore:Bibliomania.it
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1888
Pagine:72
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:3 racconti
DRM:
Pubblicato il:0050-00-00
:

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L'autore
Henry James è nato negli Stati Uniti d'America, a New York City, nel 1843. È morto a Londra, nel 1916.

"Il carteggio Aspern e altri racconti" (titolo originale: The Aspern Papers) è un 3 racconti scritto da Henry James, pubblicato inizialmente in lingua inglese nel 1888.

Questa edizione in italiano è stata pubblicata da Bibliomania.it (72 pagg.).

Incipit del libro Il carteggio Aspern e altri racconti di Henry James:

I

Mi ero confidato con la signora Prest; senza di lei, in verità, avrei fatto ben pochi passi avanti: la fruttuosa idea, infatti, cadde dalle sue labbra amiche. Fu lei a trovare la scorciatoia e a sciogliere il nodo gordiano. Si ritiene che con difficoltà la donna assurga a una visione ampia e libera delle cose e delle azioni; eppure a volte, con tranquilla serenità, riesce a escogitare piani di un'audacia alla quale non attinge nessun uomo. «Semplice: fatevi prendere come inquilino». Non credo che sarei mai arrivato a una tale soluzione senza aiuto. Cincischiavo, cercando di aguzzare l'ingegno, e mi chiedevo con quali arti avrei potuto avvicinarle, quando la signora Prest saltò fuori con il suo felice suggerimento: il modo migliore per avvicinarle era di frequentare la loro casa. In realtà non conosceva le signorine Bordereau molto meglio di me; anzi avevo portato dall'Inghilterra alcuni circostanziati dementi sul loro conto che le giungevano del tutto nuovi. Molto tempo addietro il loro nome era risuonato accanto a uno dei più grandi nomi del secolo, e ora conducevano un'oscura esistenza a Venezia, povere, schive, inaccostabili, segregate in un vecchio palazzo in rovina: ecco in sostanza l'impressione che si era fatta la mia amica. Lei stessa abitava a Venezia da una quindicina d'anni, e qui aveva fatto un mondo di bene, ma la cerchia della sua benevolenza non aveva mai coinvolto le due americane, timide, misteriose e, secondo certe supposizioni, poco rispettabili - si credeva che nel lungo esilio avessero smarrito le qualità nazionali oltre a essere, come alludeva il nome, di una qualche remota ascendenza francese -, riluttanti a chiedere favori e poco desiderose di ricevere attenzione. Durante i primi anni del suo soggiorno veneziano la signora Prest aveva fatto il tentativo di incontrarle, ma questo era riuscito soltanto nei confronti della piccola, come soleva chiamare la nipote (in seguito scoprii che di fatto, in termini di centimetri, era lei la più alta delle due). Avendo saputo che la signorina Bordereau era ammalata e sospettando che fosse in stato di bisogno, era andata a trovarle per offrire aiuto e non averle sulla coscienza, se ci fosse stata una situazione di sofferenza, di sofferenza americana in particolare. La «piccola» l'aveva ricevuta nella grande sala veneziana fredda e opaca, il salone centrale della casa, con il pavimento di marmo e il soffitto a scure travi trasversali, e non l'aveva neppure invitata ad accomodarsi. Non era certo un resoconto incoraggiante, desideroso com'ero di accomodarmi in fretta, e lo feci notare alla signora Prest. Rispose, tuttavia, con grande profondità: «Ah, ma c'è una differenza: io andavo a fare un favore, voi andate a chiederlo. Se sono persone orgogliose, avete un asso nella manica». E, per cominciare, si offrì di mostrarmi la loro casa - di recarci lì in gondola. Le raccontai che ero già andato a guardarla una dozzina di volte, ma accettai perché mi affascinava gravitare intorno a quel luogo. Mi ci ero recato il giorno dopo il mio arrivo a Venezia - mi era già stato descritto in Inghilterra dall'amico verso il quale ero debitore di precise informazioni sul fatto che possedessero o meno l'epistolario - e lo avevo assediato con lo sguardo in attesa di formulare una strategia. A quanto ne sapevo, Jeffrey Aspern non era mai stato in quella casa, ma sembrava che per qualche arzigogolata ragione nascosta vi indugiasse l'eco morente del timbro della sua
voce.


[...]
Personaggi e concetti creati da Henry James:
Signora Almond (Personaggio, dal libro Washington Square)
Marian Almond (Personaggio, dal libro Washington Square)
Signora Montgomery (Personaggio, dal libro Washington Square)
Lavinia Penniman (Personaggio, dal libro Washington Square)
Austin Sloper (Personaggio, dal libro Washington Square)
Catherine Sloper (Personaggio, dal libro Washington Square)
Arthur Townsend (Personaggio, dal libro Washington Square)
Morris Townsend (Personaggio, dal libro Washington Square)
I libri catalogati di Henry James:
Daisy Miller
Giro di vite
Gli ambasciatori
Gli occhiali (Glasses) (1896)
Il carteggio Aspern e altri racconti (The Aspern Papers) (1888)
Il Carteggio Aspern E Altri Racconti Italiani
Il giro di vite (The Turn of the Screw) (1898)
Il Giro Di Vite
L'americano
L'Angolo Allegro
La Bestia Nella Giungla E Altri Racconti
Le ali della colomba
Owen Wingrave
Principessa Casamassima
Quattro racconti (Four Meetings) (1877, 1879 e 1885)
Racconti di fantasmi
Ritratto Di Signora
Roderick Hudson
Washington Square (1880)
Washington Square
Citazioni di Henry James:
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