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"Su una gamba sola" di Oliver Sacks
Titolo:Su una gamba sola
Autore:Oliver Sacks
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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L'autore
Oliver Sacks è nato nel Regno Unito, a Londra, nel 1933.

Per sapere qualcosa di più su Oliver Sacks, potete andare sul sito web ufficiale dell'autore, disponibile a questa pagina:
http://www.oliversacks.com/.

"Su una gamba sola" è un libro scritto da Oliver Sacks.

Questa edizione in italiano è stata stampata da un editore non definito.

INFORMAZIONI EDITORIALI

Un incidente di montagna in Norvegia: Oliver Sacks si ritrova su un letto con una gamba che, nella sua percezione, non gli appartiene più. All’inizio, pensa che il suo caso sia semplice e banale. Poi, si trova sprofondato in un «abisso di effetti bizzarri e anche terrificanti». Quella gamba alienata dal suo corpo lo induce a indagare «l’orrore e la meraviglia che occhieggiano dietro la vita e che sono celati, per così dire, dietro la superficie usuale della salute». Perdere la percezione di un arto lede l’immagine di se stessi, obbliga a chiedersi che cosa sia questo Sé che agisce in noi. Anche questa volta, Sacks indaga, e ci fa partecipi della sua indagine, attraverso il racconto: che sarà il racconto di uno strano viaggio «in avanti e all’indietro – perché questa sembra essere la natura del pensiero: ricondurci al suo punto di partenza, alla casa atemporale della mente». Su una gamba sola apparve per la prima volta nel 1984.

Incipit del libro Su una gamba sola di Oliver Sacks:










1. LA MONTAGNA

 


 


No, quel mondo, nel suo silenzio immenso, non aveva nulla di attraente, accoglieva il visitatore a suo rischio e pericolo, anzi non lo accoglieva, sopportava soltanto la sua intrusione, la sua presenza; da esso emanavano forze elementari quietamente minacciose, non già ostili, ma piuttosto mortali in semplice indifferenza.


 


THOMAS MANN, "La montagna incantata".


 


 


La giornata di sabato 24 cominciò coperta e imbronciata, ma con una promessa di bel tempo a giorno inoltrato. Sarei quindi potuto partire di buon'ora per la mia arrampicata, attraverso i frutteti e i boschi che si trovavano all'inizio della salita, in modo da raggiungere per mezzogiorno, secondo i miei calcoli, la sommità del monte. A quell'ora probabilmente il cielo si sarebbe schiarito, e dalla cima avrei potuto abbracciare con lo sguardo un panorama meraviglioso - tutt'intorno le montagne più basse, che digradavano giù nello Hardanger Fjord, e il grande fiordo medesimo visibile in tutta la sua lunghezza «Arrampicata» suggerisce l'idea di picchi rocciosi da scalare, di corde, ma non si trattava di un'arrampicata di questo genere; più semplicemente, dovevo salire per un ripido sentiero di montagna, e non prevedevo alcun particolare problema o difficoltà. Mi sentivo forte come un toro, nel fiore degli anni, allo zenit della vita; assaporavo già, con piena fiducia, il piacere della passeggiata.


 


Ben presto trovai l'andatura giusta - un'andatura meravigliosamente agile, che mi faceva guadagnare terreno in fretta. Ero partito prima dell'alba, e alle sette e mezzo avevo raggiunto, credo, i seicento metri di altezza. Già le nebbie del mattino cominciavano a diradarsi. Ora salivo per un oscuro bosco di conifere, procedendo più lentamente, sia per le radici contorte che affioravano sul sentiero, sia perché ero incantato dal mondo di vegetazione minuta che allignava nel bosco, e ad ogni passo mi fermavo per osservare una nuova felce, un muschio, un lichene. Anche così, poco dopo le nove avevo superato la zona dei boschi e raggiunto il grande cono che costituiva la montagna vera e propria, dominando il fiordo con i suoi milleottocento metri circa di altezza. Con mia grande sorpresa, a questo punto trovai una staccionata con un cancello, che portava un avvertimento ancora più sorprendente:


 


ATTENTI AL TORO!


 


Per coloro che non fossero in grado di leggere la scritta in norvegese, c'era anche un disegno, piuttosto buffo, di un omino incornato da un toro.


 


Mi arrestai, scrutai il disegno e mi grattai la testa. Un "toro"? "Quassù"? Che ci starebbe a fare, qui, un toro? Non avevo visto neanche greggi al pascolo, né fattorie, più in basso. Forse era un cartello inchiodato lì per scherzo dagli abitanti del posto, o da un


[...]
I libri catalogati di Oliver Sacks:
Diario di Oaxaca
Il caso di Anna H.
L'occhio della mente
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (The man who mistook his wife for a hat)
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (The man who mistook his wife for a hat) (1985)
L’isola dei senza colore e L'isola delle cicadine
Risvegli
Su una gamba sola
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Citazioni di Oliver Sacks:
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