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"L’isola dei senza colore e L'isola delle cicadine" di Oliver Sacks
Titolo: L’isola dei senza colore e L'isola delle cicadine
Autore: Oliver Sacks
Tipologia del supporto: Digitale
Lingua: Italiano
Genere: Non definito
DRM: Non definito
Pubblicato il: 2013-03-23
:

698 visualizzazioni

L'autore
Oliver Sacks è nato nel Regno Unito, a Londra, nel 1933.

Per sapere qualcosa di più su Oliver Sacks, potete andare sul sito web ufficiale dell'autore, disponibile a questa pagina:
http://www.oliversacks.com/.

"L’isola dei senza colore e L'isola delle cicadine" è un libro di Oliver Sacks.

Questa edizione in italiano è pubblicata da un editore non definito.

INFORMAZIONI EDITORIALI

Due viaggi in Micronesia dischiudono a Sacks una prospettiva sconfinata di orrori, meraviglie e misteri: la cecità cromatica completa ed ereditaria che si manifesta a Pingelap e Pohnpei, in una terra che è un tripudio di colori; il devastante e inspiegato lytico-bodig, che colpisce con una sorta di paralisi progressiva solo certi abitanti dell’isola di Guam, e solo quelli nati in certi anni. Sacks ci racconta questi suoi viaggi passo per passo – o meglio salto per salto dei minuscoli aerei che lo trasportano come cavallette da un’isola all’altra. Ed è come se un Melville neuro-botanico ci riconducesse alle Encantadas per metterci di fronte, con partecipazione profonda e magistrale arte narrativa, all’indecifrato rapporto fra la mente e la natura che ci circonda e di cui siamo fatti.

Incipit del libro L’isola dei senza colore e L'isola delle cicadine di Oliver Sacks:










PREFAZIONE

 


 


Questo libro si compone in realtà di due: due racconti autonomi di altrettanti viaggi in Micronesia, paralleli, sì, ma indipendenti. La mia visita in quelle isole fu breve e inaspettata - non faceva parte di alcun programma né era intesa a dimostrare o confutare una qualunque tesi: il suo solo scopo era l'osservazione. Ma per quanto siano state frutto di un impulso e prive di sistematicità, le mie esperienze laggiù furono intense e ricche, e talmente ramificate - in ogni direzione - da continuare a sorprendermi.


Andai in Micronesia in veste di neurologo (o di neuroantropologo) per osservare in qual modo individui e comunità rispondessero a condizioni endemiche insolite: una cecità cromatica completa ed ereditaria a Pingelap e a Pohnpei, e un disturbo neurodegenerativo progressivo e fatale a Guam e a Rota. Ma mi scoprii anche attirato dalla vita culturale e dalla storia di queste isole, dall'unicità della loro flora e della loro fauna, come pure dalle loro singolari origini geologiche. Se all'inizio l'osservazione dei pazienti, le visite ai siti archeologici, le passeggiate nella foresta pluviale e le escursioni subacquee sulla barriera corallina sembravano attività non collegate, in seguito finirono per fondersi in un'unica esperienza indivisibile, un'immersione nella vita delle isole.


Forse, però, fu solo al mio ritorno, quando più e più volte mi fermai a riflettere su quelle esperienze che i loro nessi e il loro significato (o almeno parte di questo) cominciarono a chiarirmisi; e fu allora che mi sentii spinto a scriverne. In questi ultimi mesi, scrivere mi ha consentito di rivisitare queste isole nella memoria - mi ha costretto a farlo. E poiché, come ci insegna Edelman, la memoria non è mai semplice ricordo o riproduzione, ma un processo attivo di ricategorizzazione (di reinterpretazione, di immaginazione, determinato dai nostri valori e dalle nostre prospettive), ecco che il ricordare mi ha portato a reinventare i miei viaggi, in un certo senso a costruire una visione personale, particolarissima e forse eccentrica di quei luoghi - una visione che in parte è scaturita dalla mia lunga storia d'amore per le isole e per la botanica insulare.


Fin dall'infanzia, ho avuto una vera passione per gli animali e le piante, una biofilia alimentata in primo luogo da mia madre e mia zia, poi dai miei insegnanti preferiti e dai compagni di scuola che condividevano questa passione: Eric Korn, Jonathan Miller e Dick Lindenbaum. Insieme andavamo a caccia di piante, con i vascoli sulle spalle; spesso partivamo all'alba per le nostre spedizioni in ruscelli e laghetti; ad ogni primavera facevamo un paio di settimane di biologia marina a Millport. Scoprivamo e ci scambiavamo libri: la "Botanica" dello Strasburger, un libro che mi è carissimo, lo ebbi da Jonathan nel 1948 (come leggo sul risguardo) e moltissimi testi da Eric, già


[...]
I libri catalogati di Oliver Sacks:
Diario di Oaxaca
Il caso di Anna H.
L'occhio della mente
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (The man who mistook his wife for a hat)
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (The man who mistook his wife for a hat) (1985)
L’isola dei senza colore e L'isola delle cicadine
Risvegli
Su una gamba sola
Un antropologo su Marte
Vedere voci
Zio Tungsteno
Citazioni di Oliver Sacks:
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