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"Diario di Oaxaca" di Oliver Sacks
Titolo: Diario di Oaxaca
Autore: Oliver Sacks
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore
Tipologia del supporto: Digitale
Lingua: Italiano
Genere: Non definito
Codice ISBN: 8871081919
DRM: Non definito
Pubblicato il: 2013-03-23
:

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L'autore
Oliver Sacks è nato nel Regno Unito, a Londra, nel 1933.

Per sapere qualcosa di più su Oliver Sacks, potete consultare il sito web ufficiale dell'autore, disponibile a questa pagina:
http://www.oliversacks.com/.

"Diario di Oaxaca" è un libro di Oliver Sacks.

Questa edizione in italiano è stata pubblicata da Giangiacomo Feltrinelli Editore (ISBN: 8871081919).

INFORMAZIONI EDITORIALI

L'autore abbandona il campo d'azione della neurologia e si avventura in un viaggio scientifico e letterario nel cuore del Messico. Motivo ufficiale del viaggio è la ricerca di una specie rara di felce, ma trattandosi di Sacks la missione scientifica si tinge ben presto di un'infinità di sfumature. Insieme ad alcuni botanici e a un manipolo di appassionati, Sacks affronta una ricerca che presto assume le caratteristiche di un'avventura ben più complessa e ricca di sorprese. Scritto in forma di diario, Oaxaca, Messico ci restituisce in presa diretta l'atmosfera del viaggio in tutte le sue possibili variazioni, ci mette a parte delle riflessioni dell'autore con l'intimità riservata a un confidente e ci rende suoi compagni di viaggio.

Incipit del libro Diario di Oaxaca di Oliver Sacks:










1. VENERDÌ

 


 


 


Eccomi dunque in viaggio per Oaxaca, dove insieme ad altri appassionati di botanica trascorrerò una settimana alla ricerca di rare specie di felci, felice di lasciarmi alle spalle il freddo inverno newyorkese. Già sull'aereo (un volo dell'AeroMéxico) si respira un'atmosfera completamente diversa. Appena decollati tutti si alzano, incuranti delle spie luminose ancora accese: c'è chi chiacchiera nei corridoi, chi comincia ad aprire le borse con le cibarie, qualche mamma allatta il suo bebé, dando vita a improvvisate scene tipiche di un mercato o di un caffè messicani. Appena messo piede sull'aereo ci si sente già in Messico. E' la stessa sensazione che ho provato qualche volta sui voli italiani o spagnoli, ma in questo caso è più intensa, con quell'atmosfera di "fiesta" e allegria che mi circonda. Com'è importante conoscere le altre culture, riconoscere la loro peculiarità e unicità, e rendersi conto, allo stesso tempo, di quanto poco universale sia la propria! Com'è rigida e immobile, invece, l'atmosfera sui voli di linea nordamericani! Incomincio a pensare che questo viaggio mi piacerà. E' così difficile al giorno d'oggi divertirsi, eppure la vita andrebbe goduta fino in fondo.


Quando viene servito il pranzo, il mio vicino di posto, un gioviale uomo d'affari messicano originario del Chiapas, mi augura «Bon appetit!» seguito dalla versione spagnola «¡Buen provecho!» Non capisco niente del menu, per cui scelgo la prima cosa che mi capita, e sbaglio, perché mi viene portata un'"empanada", mentre avrei preferito del pollo o del pesce. Il mio impaccio, la mia incapacità di parlare altre lingue, ahimè, sono un problema. Non mi piace l'"empanada", ma ne mangio un po’ come tributo alla mia acculturazione.


Il mio vicino mi chiede il motivo del mio viaggio in Messico. Gli spiego che faccio parte di un gruppo di appassionati di botanica diretti a Oaxaca, nel sud del paese. Siamo in parecchi su questo volo da New York, e ci ritroveremo con gli altri a Città del Messico. Quando gli dico che si tratta del mio primo viaggio in Messico, incomincia a parlare con toni entusiastici del paese e mi presta la sua guida. Devo assolutamente andare a vedere, mi dice, l'enorme albero di Oaxaca, vecchio di migliaia di anni, un vero fenomeno della natura. Gli confesso di conoscerlo già in fotografia, fin da bambino, e che è una delle attrazioni che mi hanno spinto a questo viaggio a Oaxaca. Notando che ho strappato le pagine finali e quella iniziale della bozza di un libro che avevo con me per prendere appunti, e notando il mio disappunto per aver finito la carta, mi offre due fogli del suo blocco (come uno stupido ho lasciato il mio nella valigia che ho consegnato al check-in).


Avendo poi osservato che avevo scelto l'"empanada" senza sapere che cosa


[...]
I libri catalogati di Oliver Sacks:
Diario di Oaxaca
Il caso di Anna H.
L'occhio della mente
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (The man who mistook his wife for a hat)
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (The man who mistook his wife for a hat) (1985)
L’isola dei senza colore e L'isola delle cicadine
Risvegli
Su una gamba sola
Un antropologo su Marte
Vedere voci
Zio Tungsteno
Citazioni di Oliver Sacks:
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