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"Cent'anni di solitudine" di Gabriel García Márquez
Titolo:Cent'anni di solitudine
Titolo originale:Cien años de soledad
Autore:Gabriel García Márquez
Editore:Arnoldo Mondadori Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1967
Pagine:405
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Spagnolo
Genere:Romanzo
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
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Pubblicato il:0011-00-00
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L'autore
Gabriel García Márquez nacque in Colombia, ad Aracataca, nel 1927. È morto a Città del Messico, nel 2014.

Il suo nome originale è Gabriel José de la Concordia García Márquez.

"Cent'anni di solitudine" (col titolo originale: Cien años de soledad) è un romanzo di Gabriel García Márquez che è stato per la prima volta pubblicato in spagnolo nel 1967.

Questa versione in italiano è edita da Arnoldo Mondadori Editore (405 pp.).

TRAMA

Cent'anni di solitudine è la storia delle sette generazioni della famiglia colombiana dei Buendía nella città di Macondo. Il capostipite, fondatore di Macondo, José Arcadio Buendía, e Ursula Iguarán, sua moglie (e cugina di primo grado), lasciano Riohacha, in Colombia, per trovare una vita migliore e una nuova casa. Una notte, durante il viaggio, accampato sulla riva di un fiume, José Arcadio Buendía sogna "Macondo", una città fatta di specchi che riflette il mondo dentro e attorno ad essa. Dopo essersi destato, decide di fondare Macondo lungo quel fiume; dopo giorni di peregrinazione nella giungla, la fondazione di Macondo da parte di José Arcadio Buendía è utopica.

Il fondatore credeva che Macondo fosse circondata dall'acqua, e da quell'isola, inventa un mondo in base alle sue conoscenze e percezioni. Ben presto, dopo la sua fondazione, Macondo diventa una città in preda ad eventi insoliti e straordinari che coinvolgono le generazioni della famiglia Buendía, incapaci o non disposte ad evitare le loro ripetute (e spesso auto-inflitte) disgrazie. Infine un uragano distrugge Macondo, la città degli specchi. Alla fine della narrazione, un membro della famiglia decifra un'iscrizione in codice che generazioni di uomini Buendía avevano tentato invano di interpretare. Il messaggio segreto informa il destinatario di ogni fortuna o sventura vissuta dalla famiglia Buendía.

La ripetitività del tempo e dei fatti è appunto il grande tema del romanzo, un tema in cui l'autore riconosce la caratteristica della vita colombiana e attraverso cui vediamo delinearsi altri elementi: l'utilizzo di un "realismo magico" che mostra un microcosmo arcano in cui la linea di demarcazione fra vivi e morti non è più così nitida e in cui ai vivi è dato il dono tragico della chiaroveggenza, il tutto con un messaggio cinicamente drammatico di fondo.

Incipit del libro Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez:




Cent’anni di solitudine




Gabriel Garcìa Màrquez

Cent’anni di solitudine

Feltrinelli

Titolo originale dell’opera

Cien años de soledad

© 1967 Editorial Sudamericana, Buenos Aires

Traduzione dallo spagnolo di Enrico Cicogna

A Jomì Garcìa Ascot

E Marìa Luisa Elìo

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.

Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica cos truito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era cos ì recente, che molte cose erano prive di nome, e per ci-tarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni, verso il mese di marzo, una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l’ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia. Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto, e i legni scric-chiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi, e perfino gli oggetti perduti da molto tempo ricomparivano dove pur erano stati lungamente cercati, e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades. “Le cose hanno vita propria,” proclamava lo zingaro con aspro accento, “si tratta soltanto di risvegliargli l’anima.” José Arcadio Buendìa, la cui smisurata immaginazione andava sempre più lontano dell’ingegno della natura, e ancora più in là del miracolo e della magia, pensò che era possibile servirsi di quella invenzione inutile per sviscerare l’oro della terra. Melquìades, che era un uomo onesto, lo prevenne: “Per quello non serve.” Ma a quel tempo José Arcadio Buendìa non credeva nell’onestà degli zingari, e cos ì barattò il suo mulo e una partita di capri coi due lingotti calamitati.

Ursula Iguaran, sua moglie, che faceva conto su quegli animali per rimpinguare il deteriorato patrimonio domestico, non riuscì a dissuaderlo. “Molto presto ci avanzerà tanto oro da lastricarne la casa,” ribatté suo marito. Per parecchi mesi si ostinò a dimostrare la veracità delle sue conge tture. Esplorò la


[...]
Explicit: Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez:

Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte. Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell'istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra.


[...]
I libri catalogati di Gabriel García Márquez:
12 Racconti Raminghi
Cent'anni di solitudine (Cien años de soledad) (1967)
Cent'anni di solitudine
Cronaca di una morte annunciata (Cronica de una muerte anunciada) (1981)
Cronaca Di Una Morte Annunciata
Dell'Amore e di altri demoni
Diatriba d'amore contro un uomo seduto
Foglie Morte
I Funerali Della Mamá Grande
Il generale nel suo labirinto
L'Amore Ai Tempi Del Colera
L'amore al tempo del colera (El amor en los tiempos del cólera) (1985)
L'amore al tempo del colera
L'autunno del patriarca
La Incredibile E Triste Storia Della Candida Erendira E Della Sua Nonna Snaturata (La increíble y triste historia de la cándida Eréndira y de su abuela desalmada) (1972)
La mala ora
Memoria Delle Mie Puttane Tristi
Nessuno scrive al colonnello (El coronel no tiene quien le escriba) (1961)
Nessuno Scrive Al Colonnello
Notizia di un sequestro
Citazioni di Gabriel García Márquez:
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