Inizio > Indice Recensioni > Scheda: L'isola di Arturo di Elsa Morante

"L'isola di Arturo" di Elsa Morante
Titolo:L'isola di Arturo
Titolo originale:L'isola di Arturo
Autore:Elsa Morante
Editore:Giulio Einaudi Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1957
Pagine:393
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Romanzo
Prezzo :9
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Prima pagina vocale: Ascolta la prima pagina vocale
:

1260 visualizzazioni

L'autrice
Elsa Morante nacque in Italia, a Roma, nel 1912. Morì a Roma, nel 1985.

Abbiamo disponibile la prima pagina vocale nonché una pagina di citazioni dal libro "L'isola di Arturo" di Elsa Morante.

TRAMA

Ambientato intorno al 1938. Arturo Gerace è nato sull'isola di Procida e vive lì tutta l’infanzia e l’adolescenza. L'isola racchiude tutto il suo mondo, e tutti gli altri posti esistono per lui solo nella dimensione della leggenda. Passa il suo tempo a leggere storie sugli “eccellenti condottieri”, a studiare l’atlante per progettare i suoi viaggi futuri e a fare fantasie sulla figura del padre che crede il più grande eroe della storia. Tutto ciò che è legato al padre Wilhelm per lui è sacro. Anche gli amici del padre sono per lui delle figure mitiche: il solo fatto di essere stati degni di amicizia li rende ai suoi occhi delle persone straordinarie.

Arturo è orfano della madre e non ha mai conosciuto una donna: nei momenti di assenza del padre vive esclusivamente in compagnia della sua cagna Immacolatella a cui è molto legato. Quando il padre porta a casa Nunziata, una nuova sposa, Arturo ne è inconsapevolmente attratto e prova sentimenti contrastanti che non riesce a spiegarsi; non riesce nemmeno a chiamarla per nome reputandola, almeno all'inizio, un essere brutto e inferiore e non tollerando che ella possa sostituirsi alla madre defunta. Nelle lunghe assenze del padre sono loro soli a vivere nella grande casa. Nunziata cerca di instaurare un rapporto con Arturo, ma lui, geloso delle attenzioni che Wilhelm le riserva nei primi mesi di matrimonio, oppone un muro impenetrabile.

Tutto cambia quando a loro si aggiunge il piccolo Carmine Gerace, il figlio di Nunziatella e del padre. Durante la notte del travaglio, Arturo sente Nunziata urlare e disperarsi, ha il terrore che, come sua madre, anche la matrigna possa morire di parto. Solo allora incomincia a capire cosa prova veramente per lei.

Dopo la nascita, Nunziatella si dedica completamente a Carmine e Arturo ne diventa terribilmente geloso. Così, per attirare l'attenzione di Nunziatella, decide di tentare il suicidio ingurgitando delle pastiglie di sonnifero lasciate incustodite dal padre. Tuttavia Arturo non muore, ma trascorre dei giorni a letto in un torpore surreale durante i quali Nunziatella lo ricopre di attenzioni. Appena guarito e dopo aver maturato la consapevolezza di essere innamorato di Nunziatella, Arturo cerca di baciarla, deteriorando per sempre il loro rapporto.

Ormai completamente ignorato dalla matrigna, Arturo fa conoscenza di un'amica di Nunziatella, Assunta, che diventa l'amante con la quale il ragazzo cerca di sfogare l'amore represso verso Nunziatella; scopre tuttavia di non essere l'unico amante della donna. A tutto ciò si aggiunge la delusione più grande, quella ricevuta dal padre. Egli arriva persino a dimenticare il sedicesimo compleanno del figlio, dando in questo modo suprema prova di disinteresse. Inoltre, come Arturo scopre parlando con un amico del padre, Wilhelm non è il grande eroe che il ragazzo aveva sempre adorato fin dall'infanzia, e i suoi misteriosi viaggi non sono epiche avventure ma soggiorni non più lontano di Napoli.

Ormai, deluso da tutti, Arturo non ha più motivo di rimanere sull'isola e si arruola volontario nella seconda guerra mondiale, insieme all'amico Silvestro, per non rimettere mai più piede a Procida.

Incipit del libro L'isola di Arturo di Elsa Morante:

Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo ad informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli.


[...]
I libri catalogati di Elsa Morante:
Aracoeli
Diario 1938
L'isola di Arturo (1957)
L'isola di Arturo (1957)
La Storia (1974)
Menzogna e sortilegio
Racconti dimenticati
Citazioni di Elsa Morante:
Una speranza, a volte, indebolisce le co...
Vivere senza nessun mestiere è la miglio...
Il lavoro non è per gli uomini, è per i...
E così in eterno ogni perla del mare ric...
Ah, è un inferno essere amati da chi non...
Dalle altre femmine, uno può salvarsi, p...
L'amore vero è così: non ha nessuno scop...
A uno non basta la contentezza di essere...
È meglio non viziare troppo il prossimo...
Il sacrificio è la sola, vera perversion...

Scrivi un commento







Libro | Scrittore | Citazione

Aiutaci!