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"Quest'anno a Gerusalemme" di Mordecai Richler
Titolo:Quest'anno a Gerusalemme
Titolo originale:This Year In Jerusalem
Autore:Mordecai Richler
Editore:Adelphi
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1994
Pagine:333
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:Romanzo
Prezzo :18
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Anna Rita Federici
:

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L'autore
Mordecai Richler nacque in Canada, a Montréal, nel 1931. È morto a Montréal, nel 2001.

Un ragazzo ebreo canadese, l’autore, racconta un aspetto della sua vita legato alla sua religione, vissuta nella famiglia e tra gli amici come estraneità alla società che lo accoglie.

La quarta di copertina
Storia di una aliyah (salita in Israele) mai avvenuta, nel credo e nella “mitologia” che spingevano un ragazzo a desiderarla e nel disincanto di un adulto che ha trovato nella sua nazionalità, nei suoi legami affettivi e sociali, la sua casa, il suo focolare nazionale. Un romanzo che è a suo modo una ricomposizione accorata e razionale del conflitto arabo-israeliano. I ricordi sono intrecciati con l’analisi dei fatti, la sua vita con la storia dello Stato di Israele, i suoi amici si perdono e si moltiplicano tra quelli che hanno fatto aliyah pieni di speranza e di illusioni.

L’intreccio
Un ragazzo ebreo canadese, l’autore, racconta un aspetto della sua vita legato alla sua religione, vissuta nella famiglia e tra gli amici come estraneità alla società che lo accoglie. Un passaggio di fase in fase, la spiritualità, la politicizzazione, l’ideologia, tese alla costruzione di una “cittadinanza” israeliana, alla preparazione di un ricongiungimento alla Terra promessa. Un ricongiungimento che non avverrà mai, una mancanza vissuta in un duplice sentimento, tra la nostalgia del vecchio struggente sogno e l’allignamento di nuove proprie radici nella sua nazionalità effettiva, nella sua autentica terra.

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Il commento
-L’anno prossimo a Gerusalemme!- è stato a lungo un modo di dire per augurarsi che presto si sarebbe potuti tornare nella terra dei padri, ritrovarsi in Terra santa: il sogno della liberazione lungo 2000 anni ora si è avverato, nel nostro tempo è accaduto. Quest’anno a Gerusalemme, il titolo, ha il sapore gioioso della possibilità finalmente avveratasi di poter fare ritorno e al tempo stesso amaro, della inattuabilità e inattualità di quel sogno per l’autore che sceglie, pur visitando Israele due volte, di non farvi mai definitivo ritorno. Senza ipocrisie, smagato, indaga senza tralasciare nulla della costruzione e della situazione di fatto dello Stato di Israele, dei diversi stati d’animo e le aspettative dei suoi cittadini, dall’immigrato mosso da mera scelta opportunistica, al sopravvissuto per cui si è realmente avverato il sogno della liberazione; e della “gestazione” del nascente Stato di Palestina, della rabbia sorda, della violenza che nutrono i palestinesi nei confronti di chi “… si è presentato con un Libro in mano dicendo: -Questa è la terra che Dio Onnipotente ha promesso a me e ai miei discendenti migliaia di anni fa. … Adesso siamo tornati, per lo meno ciò che è rimasto di noi, perciò spostatevi o andatevene.-” In un linguaggio chiarissimo ci porge le notizie, le informazioni per poter interpretare la storia, capire il conflitto, equidistante (lo si capisce, dopo un lungo travaglio), dalle due cause ma non privo di simpatia per ciascuna di esse. E non privo di ispirazioni cui, chi può, dovrebbe dare ascolto.
Non posso però concludere nulla che riguardi Mordecai Richler senza citare due suoi romanzi che sono capolavori: “La versione di barney” che fa ridere e piangere insieme, e molto altro, e “Solomon Gursky è stato qui”, fantastica epopea del leggendario Solomon, amato e tormentato, gentiluomo e gangster. Sono tra i libri più belli che ho letto in questi ultimi anni e non credo che si possa non averli letti. Leggeteli.

I libri catalogati di Mordecai Richler:
La versione di Barney (Barney's Version) (1997)
La versione di Barney
Quest'anno a Gerusalemme (This Year In Jerusalem) (1994)
Solomon Gursky è stato qui
Citazioni di Mordecai Richler:
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