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"2005 dopo Cristo" di Babette Factory
Titolo:2005 dopo Cristo
Titolo originale:2005 dopo Cristo
Autore:Babette Factory
Editore:Giulio Einaudi Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:2005
Pagine:403
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Romanzo
Argomento:Thriller-commedia
Prezzo:15,8
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Anna Rita Federici
:

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L'autore
Babette Factory è nato in Italia.

Un nuovo gruppo di autori, riunito sotto il nome collettivo Babette Factory, per un thriller-commedia dagli ingredienti presi dalla nostra storia: un grande vecchio, trame occulte, strategie consolidate, una democrazia bloccata.

La quarta di copertina
Un nuovo gruppo di autori, riunito sotto il nome collettivo Babette Factory, per un thriller-commedia dagli ingredienti presi dalla nostra storia: un grande vecchio, trame occulte, strategie consolidate, una democrazia bloccata; visti sotto una nuova luce, ricombinati in un nuovo ordine riescono a colpire esattamente lì dove s’è annidato il nostro sgomento: la nostra storia esaurita, i suoi significati ormai intercambiabili che vanamente si adempiono attraverso l’inconfutabile verità televisiva a beneficio di una pallida generazione.

L’intreccio
Il Grande Vecchio Sinisgalli, artefice del berlusconismo si appresta ancora una volta, in un prossimo futuro orchestrato, pilotato da lui medesimo e agito da sue creature, consapevoli ed inconsapevoli, di cui attraverso tutto il mondo tiene le fila, ad instaurare un nuovo corso, il post-berlusconismo, che gli metterà l’Italia in tasca e gli consegnerà una cittadinanza ormai divenuta semplicemente pubblico. Ma ogni traccia dipanata sfugge, perde significato, si sgretola e la costruzione così congegnata crolla lasciando solo il vuoto dell’inquietudine, dei desideri confusi e irrealizzati di una generazione insulsa, l’immagine di una prospettiva senza speranze.

Il commento
È difficile parlare di qualcosa che rappresenta una realtà tanto inquietante e inopinata quanto possibile e vicina. Ci si affonda come in un delirio e noi ci siamo dentro; come uno scontro frontale visto al rallentatore, assistiamo atterriti alla scena: la Storia che procede verso uno dei suoi tanti nodi, punti di non ritorno, e invece di doppiarlo, scioglierlo e lasciarselo alle spalle, s’affloscia, s’esaurisce e torna indietro. Ed ecco sciorinati come in un bazar tutti gli articoli già visti della nostra vecchia Repubblica in una sequenza di avvenimenti articolati in una avvincente storia, ma impazziti: il Grande vecchio che trama senza costrutto, la strategia del Gattopardo per non cambiare, la storia che si ricombina a piacere e all’infinito, un regime che si serve di poteri forti mentre i poteri forti si servono del regime, una protesta giovanile inconsistente o cannibalesca e inconcludente. Ma non finisce qui, abbiamo anche articoli di ultima generazione: la verità che accade solo nella televisione, l’allegra violenza del crimine insieme alla sua assoluta gratuità, la nuova concezione di una storia acconciata convenientemente.
Un romanzo credibile: la programmazione e la rappresentazione di un post-berlusconismo che ha già digerito berlusconismo e Berlusconi, la figura di un Berlusconi senza luoghi comuni, anzi personaggio che all’ombra delle trame che lo coinvolgono sembra quasi rappresentare l’ultimo barlume di uno Stato; l’immagine del Grande Vecchio, Sinisgalli che decide di sopprimere Berlusconi affinché santificandolo tutto possa continuare come prima.
Molti personaggi buoni, qualcuno meno buono; assolutamente buttato via il bel personaggio di Abate, un poco scontata e piccina la sua fine rispetto alla “grandezza del personaggio”, ma forse perfettamente adeguata là, dove ci conduce la storia: sacche molto private, ovvero, si salvi chi può. Il disegno si snoda infine, dopo una impostazione iniziale verosimile e ben costruita, in un intrico di tracce sfilacciate e alla deriva: e allora? e allora? ci chiediamo inquieti.
Scolorisce il nodo del “regime berlusconiano” (povero Berlusconi, pupazzo di un puparo), perché, tremate tremate, ecco il 2005 come visione contemporanea e futura allo stesso tempo, come nuova concezione della storia verso cui ci si sta realisticamente avviando: non ci credete? Pensate solo al dibattito surreale e impensabile fino a qualche anno fa sulla contrapposizione, e in qualche caso sopraffazione, della riesumata teoria creazionista, o del disegno intelligente, a quella evoluzionista di Charles Darwin. Paura, eh?

I libri catalogati di Babette Factory:
2005 dopo Cristo (2005)

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