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"Metz Yeghèrn - Breve storia del genocidio degli Armeni" di Claude Mutafian
Titolo:Metz Yeghèrn - Breve storia del genocidio degli Armeni
Titolo originale:Un Aperçu sur le genocidie des Armenies
Autore:Claude Mutafian
Editore:Guerini e Associati
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1995
Pagine:72
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Francese
Genere:Saggio storico
Argomento:Genocidio degli Armeni
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale: Metz_Yeghern_rece_Denise.opus, 385911 bytes
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30787 visualizzazioni

L'autore
Claude Mutafian è nato in Francia, a Clamart, nel 1942.

Sono stati scritti numerosi libri riguardanti il genocidio armeno, alcuni ne descrivono gli avvenimenti a grandi linee, riferendosi però al periodo della Prima Guerra Mondiale.

“L’impero deve essere ripulito dagli armeni e dai libanesi. Noi abbiamo distrutto i primi con la spada, distruggeremo i secondi con la fame”.
Enver 1916

Sono stati scritti numerosi libri riguardanti il genocidio armeno, alcuni ne descrivono gli avvenimenti a grandi linee, riferendosi però al periodo della Prima Guerra Mondiale. In realtà questo sterminio iniziò molto tempo prima. L’Armenia è uno stato dell’Asia che, al contrario della Grecia, ad esempio, non chiese mai l’indipendenza, era più interessata ad una pacifica convivenza nel rispetto delle tradizioni e culture differenti: le loro richieste si basavano soprattutto sui diritti d’uguaglianza e libertà culturale, all’interno dell’Impero Ottomano. Proprio a causa delle loro più che legittime richieste, si iniziava a diffondere una certa tensione che poneva gli Armeni in serio pericolo. Pericolo tangibile, confermato dall’approvazione dell’Articolo 61, durante il Congresso di Berlino del 1878, che doveva garantire la sicurezza di questo popolo. Questo non fu mai rispettato, così, per cercare di tutelarsi, nacquero i primi partiti politici armeni.
Il sultano Abdul Hamid doveva far fronte in qualche modo al risveglio culturale degli Armeni, e contemporaneamente gestire le rivolte dei Curdi; pensò quindi di utilizzare proprio loro, i Curdi, per dare inizio alla repressione degli Armeni. Lo sterminio iniziò nel 1894: Abdul Hamid voleva eliminare gli Armeni dall’Impero Ottomano, alimentando così anche il fanatismo della popolazione musulmana, che massacrava con l’approvazione delle autorità che osservavano indifferenti. Gli Armeni erano un popolo cristiano, chi non era ucciso era costretto a convertirsi all’Islam. L’impero Ottomano era un mosaico composto da cristiani, ovvero Slavi, Greci, Siriani e Armeni, e musulmani come Turchi, Curdi e Arabi: da sempre i Turchi si consideravano un popolo superiore, ecco perché non si poterono mai fondere in un’unica nazione dove poter vivere pacificamente. Il cosiddetto “Panturchismo” aveva lo scopo di riunire i popoli turchi, per questo si dovevano espellere gli Arabi e sterminare gli Armeni, un piccolo sacrificio in nome del loro ideale; purtroppo gli Armeni rappresentavano una barriera posta fra Turchi Ottomani e Turchi dell'Azerbaigian.
Nel 1915 iniziarono a deportare gli intellettuali Armeni verso l’Anatolia, e qui venivano uccisi. Vi era uno schema preciso da seguire, per far sì che nessuno si accorgesse della deportazione. La scusa usata era semplice: la guerra era ormai alle porte, così si convinceva la popolazione ad allontanarsi provvisoriamente, per una questione di sicurezza. La loro destinazione era Aleppo, ma la fame, la sete, le malattie e le torture delle bande armate, durante il lungo percorso attraverso il deserto, li sterminarono prima. In tre mesi un milione di persone perse la vita fra mille sofferenze. Si calcola che gli Armeni fossero più di due milioni e mezzo; se ne salvarono solo trecentomila. Dopo Abdul Hamid, dopo i Giovani Turchi, fu Mustafà Kemal a liquidare gli ultimi Armeni. Nel 1923 la conferenza di Losanna eliminò ogni accordo mai preso a loro tutela, cancellando le nozioni di “Armenia” e “Armeno”, così la pulizia etnica operata dai Turchi si perse nel tempo. I processi a carico di questi carnefici furono ridicoli. Le nuove autorità volevano dissociare i Giovani Turchi dalla nazione, facendo credere che si trattava di giovani “manipolati”, inconsapevoli delle loro azioni, quindi innocenti. Furono condannati, ma subito dopo il verdetto fu annullato. Tutto questo nonostante le testimonianze, e le conclusioni pubblicate nella Gazzetta ufficiale Ottomana. Più volte si è cercato di giustificare questo sterminio adducendo motivazioni di tipo religioso, utilizzando l’argomento della Guerra Santa quando faceva più comodo. Le prove hanno sempre dimostrato che non era un problema di religione o territorio, ma di razza. L’ONU ammise che si trattò di un genocidio solo nel 1948. La negazione dei fatti da parte del popolo turco raggiunse livelli osceni: arrivarono a falsificare i titoli che descrivevano il massacro documentato da numerose foto, cambiati con diciture tipo “Turchi massacrati dagli Armeni”, asserendo che questi volevano creare un loro stato ad Oriente della Turchia, quindi si videro costretti a scatenare una guerra di liberazione. La guerra divenne un genocidio, e gli Armeni in ogni modo, pur non avendo diritto a un loro stato, non ne avevano bisogno, perché erano già presenti in questi territori da millenni al contrario dei Turchi, che si insediarono molto tempo dopo.
Quello degli Armeni fu il primo genocidio della storia, e ancora oggi i Turchi negano ogni responsabilità. Ammettere le colpe, invece, sarebbe una prova concreta del loro cambiamento, morale e culturale; guardare al passato con occhio critico e con voglia di riscatto, sarebbe un modo per chiudere definitivamente la pagina più nera della loro storia. Mi auguro che questo avvenga prima che la Turchia entri a far parte dell’Europa: le nuove generazioni possono cambiare qualcosa, ma principalmente dimostrare che loro per primi sono cambiati, perché noi, oggi, non possiamo condannarli per le colpe dei loro padri.

PAGELLA
Scorrevolezza:9
Valore artistico:9
Contenuti:10
Globale:9

Consigliato a:

Consiglio questo libro a chi vuole approfondire la storia dei popoli meno conosciuti.
Questo è un interessante sito dove potrete trovare ulteriori notizie sul massacro degli armeni:
http://www.theforgotten.org/site/intro_ita.html

Curatrice dell'opera è Antonia Arslan, autrice del romanzo "La masseria delle allodole".

I libri catalogati di Claude Mutafian:
Metz Yeghèrn - Breve storia del genocidio degli Armeni (Un Aperçu sur le genocidie des Armenies) (1995)
Citazioni di Claude Mutafian:
L’impero deve essere ripulito dagli arme...

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