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"I Templari nel XIII secolo" di Georges Bordonove
Titolo:I Templari nel XIII secolo
Titolo originale:La vie quotidienne des Templiers au XIII° siecle
Autore:Georges Bordonove
Editore:Rizzoli
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:2001
Pagine:230
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Francese
Genere:Saggio storico
Argomento:La vita dei Templari
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Denise Mereu
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L'autore
Georges Bordonove è nato in Francia, ad Enghien-les-Bains, Val-d'Oise, nel 1920. È morto ad Antony, nel 2007.

I principali ambiti in cui Georges Bordonove si è impegnato sono: storiografia.

Le leggende sui Templari sono sempre state affascinanti e misteriose: molti aspetti del loro ruolo e della loro figura nella storia sono ancora oggi oggetto di interessanti dibattiti.

“Perché la morte, caro fratello, è alla fine di tutte le nostre pene, la nostra ricompensa e la nostra salvezza. E il martirio è la sola gloria che possiamo acquisire nella nostra condizione di creature umane”.

Le leggende sui Templari sono sempre state affascinanti e misteriose: molti aspetti del loro ruolo e della loro figura nella storia sono ancora oggi oggetto di interessanti dibattiti. Nel XIII secolo i Templari raggiungono la loro massima espressione di potenza. Per capire appieno il significato delle loro imprese è necessario far riferimento agli episodi avvenuti in Terrasanta. Quelli che si credevano i veri valori che spinsero questi cavalieri a fondare il Tempio, composto da giovani disposti a qualsiasi tipo di sacrificio in difesa della Terrasanta, divennero, nel tempo, meno spirituali e più politici. La loro ascesa, e quindi il loro potere, diventava inarrestabile, si escogitò quindi un modo per imputare loro il fallimento dell’Occidente; fu Filippo il Bello che, falsificando la gloria e le gesta dei Templari, riuscì in quest’ardita impresa.
La loro vita non era semplice; ogni giorno dovevano attenersi a delle regole ferree: sottoposti ad una disciplina che non ammetteva sgarri, le punizioni erano dure e umilianti. Al bando l’ozio e le conversazioni allegre, era proibito giocare a scacchi, andare al galoppo, fare doni di valore, mostrarsi soddisfatti di sé o allegri. Un sistema, questo, che li sottoponeva ad ogni genere di controllo: queste sono informazioni giunte fino a noi grazie alle cronache del tempo, scritte in francese antico e latino, che hanno preservato la loro fama fino ai nostri giorni.
La prima crociata risale al 1095; questa ebbe una grandissima adesione, che si spiegava facilmente. Infatti, avere la possibilità di liberare i luoghi santi prendendo la croce, voleva dire guadagnarsi il paradiso, o più semplicemente era un modo per evitare i debiti, o i guai con la giustizia. Molti vedevano nella chiesa l’unica possibilità per risalire da una classe inferiore, in una società che poneva molti limiti. Chi era già feudatario, ad esempio, pretendeva compensi adatti alla sua posizione in società. Per questo, con le prime vittorie, ci furono anche le prime diatribe sui possedimenti. L’obiettivo principale era reprimere l’Islam, per evitare che gli arabi invadessero un giorno l’Europa, problema particolarmente sentito dalla chiesa cattolica. Erano, queste, motivazioni talmente forti da trasformare i “Soldati di Cristo” in “Pellegrini di guerra”. Se si esclude l’entusiasmo iniziale di questi giovani, alimentato proprio dalla chiesa, i problemi erano diversi e reali: ci si doveva armare, e trovare i soldi per sopravvivere durante il lungo viaggio. C’era da tempo nell’aria una voglia di riscatto da parte dell’Europa stanca, che finalmente prendeva coscienza delle sue potenzialità, così si decise di conquistare Gerusalemme. Gli arabi, però, si dimostrarono forti e ben organizzati.
Si istituì un concilio per rendere ancora più chiare le regole di comportamento da seguire, i doveri, le norme per essere nominato nuovo “fratello”. Bisognava avere almeno venti anni e una certa prestanza fisica, per brandire le armi più pesanti. Nonostante l’entusiasmo sincero che suscitavano i Templari, erano criticati da quella parte di nobiltà e di opinione pubblica che si appellava al diritto canonico, che vietava di versare sangue umano: la lancia, in ogni caso non poteva essere brandita da un religioso. Il punto fermo che metteva tutti d’accordo era solo uno: non si poteva lasciare la Terrasanta in mano ai pagani, perché quella era la culla della cristianità, non era dunque uno scontro di razze ma una motivata difesa dei luoghi sacri. Era molto raro che un Templare lasciasse sue tracce personali nella storia, proprio perché ogni cosa era fatta in nome dell’Ordine, così si finivano i propri giorni nel totale anonimato. Le regole da rispettare erano tante, non si diventava Templare in poco tempo. Erano continuamente osservati in modo da punire subito qualsiasi colpa, e ovviamente la punizione più grave era l’espulsione definitiva dall’Ordine. La formazione templare era lunga, si doveva avere la certezza che questi giovani non rinnegassero la loro fede all’Ordine alla prima occasione. L’Ordine viveva anche delle donazioni, che col tempo venivano sempre meno. Non perché si iniziasse ad avere sospetti sui Templari, ma proprio a causa delle numerose crociate, che via via li impoverirono drasticamente. Dopo la caduta di Gerusalemme, la Terrasanta era considerata ormai perduta e l’Ordine in pieno declino, anche se ancora non si osava dare la piena responsabilità ai Templari. Dopo gli ultimi scontri del 1277, il mondo islamico si ritrova diviso e senza un capo cui fare riferimento.
Questo libro spiega in modo chiaro quali furono le basi di quello che purtroppo è rimasto un perenne conflitto, che tutt’ora non riesce a trovare una soluzione civile e non violenta per la convivenza fra popoli e religioni diverse.

PAGELLA
Scorrevolezza:7
Valore artistico:8
Contenuti:8
Globale:8

Consigliato a:

Consiglio questo libro a tutti gli appassionati del genere storico.

I libri catalogati di Georges Bordonove:
I Templari nel XIII secolo (La vie quotidienne des Templiers au XIII° siecle) (2001)
Citazioni di Georges Bordonove:
Perché la morte, caro fratello, è alla f...

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