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"Sheol" di Marcello Fois
Titolo:Sheol
Autore:Marcello Fois
Editore:Seuil
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Codice ISBN:9788858403259
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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L'autore
Marcello Fois è nato in Italia, a Nuoro, nel 1960.

Per sapere qualcosa di più su Marcello Fois, potete andare sul sito web ufficiale dell'autore, disponibile alla seguente pagina:
http://www.marcellofois.it/.

"Sheol" è un libro scritto da Marcello Fois.

Questa versione in italiano è pubblicata da Seuil (ISBN: 9788858403259).

Incipit del libro Sheol di Marcello Fois:

























I







C’era una cosa…





 





 





C’ERA UNA cosa che lo faceva andare in bestia. Una cosa per la quale poteva scordare persino i più elementari princìpi di civiltà: quando spegnevano le cicche nel suo posacenere. Per Ruben Massei, ispettore della Mobile del Commissariato Zona Centro di Roma, il posacenere aveva un valore esclusivamente decorativo. Era un elemento dello spazio, indispensabile nella specifica cosmogonia del suo tavolo, ma assolutamente privo di funzioni inerenti al fumo. Anche perché Ruben Massei odiava il fumo.





E poi le persone sono diverse, ognuno organizza il proprio spazio a sua immagine. Insomma, c’erano i tavoli di alcuni dei suoi colleghi, sui quali avventurarsi sarebbe stato l’equivalente che frugare fra i segreti di Ustica. Ogni volta che squillava il telefono sulla scrivania dell’ispettore Pittalis, per esempio, si presentava puntualmente da risolvere il mistero di dove fosse il telefono.





Così qualche volta, i colleghi, si divertivano a sovvertire l’ordine delle sue cose. Spostavano il blocchetto degli appunti; spostavano l’ordine delle pratiche disposte in rigoroso ordine alfabetico a destra in alto del piano; spegnevano le cicche sul suo posacenere intonso, appunto. L’agente fu costretto a toccargli una spalla per farsi notare. — Il dottor Centi — disse schiarendosi la gola.





L’ispettore Massei fece uno scatto, come chi si sveglia da un colpo di sonno. — Sì? — chiese vedendo per la prima volta il giovanotto in divisa al suo fianco.





— Il dottor Centi — ripetè lui, — dice che può riceverla adesso. Ha provato a chiamarla con l’interno, ma era sempre occupato — si giustificò imbarazzato dalla mancanza di reazione dell’ispettore. Ruben Massei si drizzò sulla sedia. — L’interno, occupato? — domandò a se stesso correndo con lo sguardo verso il telefono. Afferrando la cornetta, vide lo spessore sotto all’impugnatura che, impedendole di riattaccarsi, bloccava la linea. Si guardò intorno perforando col viso aggrottato i colleghi che parevano presissimi ad occuparsi di qualcosa. — Molto divertente! — urlò. — Davvero non sto più nella pelle dal divertimento!





aggiunse in risposta alle risate soffocate che aleggiavano nella stanza. L’agente sollevò le spalle sforzandosi di non ridere. Si limitò a guardare l’ispettore con uno sguardo che voleva significare “non se la prenda”.





Sto arrivando! — tagliò corto Ruben Massei, che di tutto aveva voglia fuorché della comprensione di un ragazzino. Con un colpo di reni fece indietreggiare la sedia girevole e si alzò in piedi assumendo l’aria più severa che aveva a disposizione.





L’agente lo precedeva di due o tre passi. Ma davanti alla porta dell’ufficio del commissario ebbe come un ripensamento. — Un


[...]
I libri catalogati di Marcello Fois:
Dura madre
Ferro recente
Gap (1999)
In Sardegna non c'è il mare
Materiali
Meglio morti
Nulla
Piccole storie nere (2002)
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Sangue dal cielo (1999)
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Sheol
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Tamburini: Cantata Per Voce Sola
Citazioni di Marcello Fois:
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