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"Meglio morti" di Marcello Fois
Titolo:Meglio morti
Autore:Marcello Fois
Editore:Giulio Einaudi Editore
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Codice ISBN:9788806184452
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

394 visualizzazioni

L'autore
Marcello Fois è nato in Italia, a Nuoro, nel 1960.

Per sapere qualcosa di più su Marcello Fois, potete andare sul sito web ufficiale dell'autore, disponibile alla seguente pagina:
http://www.marcellofois.it/.

"Meglio morti" è un libro scritto da Marcello Fois.

Questa edizione in italiano è stata stampata da Giulio Einaudi Editore (ISBN: 9788806184452).

INFORMAZIONI EDITORIALI

«C'era un cespuglio di mirto, un cumulo di terra nera e leggera appena smossa, una piccola mano rinsecchita che affiorava dal terreno». Il corpo di una bambina ritrovato in un bosco durante una battuta di caccia, una donna finita in carcere per avere assassinato a martellate il marito, una storia di appalti truccati nel Nuorese e un mistero inquietante che in qualche modo sembra legare le tre vicende. Ines Ledda non è la prima bambina a morire. Grazia Mereu. Immacolata Còntene. Lorenza Ibba. Altre tre scomparse in due anni. Si tratta di coincidenze o c'è sotto qualcosa di molto più pericoloso? Dopo Ferro Recente Marcello Fois torna a raccontare una Sardegna dura e contraddittoria, una terra di storie antiche e di nodi non sciolti. Fois ha il talento del grande narratore, il fascino di una scrittura intensa e l'abilità di chi sa assediare il lettore. Meglio morti è tutto questo, è un noir tragico ma anche qualcosa di più, una storia che travalica il genere per arrivare al cuore della tragedia.

Incipit del libro Meglio morti di Marcello Fois:










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Capitolo primo

 



 



 



Poco più avanti si apriva una radura. La vegetazione si faceva meno irta, lasciando intravvedere un ampio spazio sterrato. Il suolo, di terra nera e odorosa, pareva appena smosso da un calpestio concitato.



- Cinghiali, - affermò Elio Parodi accosciandosi per guardare le orme da vicino. Sistemandosi la doppietta sulla spalla invitò i suoi due compagni di caccia a osservare con attenzione.



- Sono fresche, - annunciò con solennità. Poi rivolto al maresciallo Pili: - È ora di far uscire i cani -. Il maresciallo non se lo lasciò ripetere e con la solerzia consueta dei militari si avviò presso il furgoncino poco distante, all'interno del quale i cani, eccitati dall'odore della selvaggina, uggiolavano e scodinzolavano.



- Questa è una zona buona, - rifletté Elio Parodi, invitando Luigi Masuli a guardarsi attorno.



- Non mi sento molto tranquillo, - si lamentò quest'ultimo, - mi succede sempre quando vengo a caccia con te.



- Quando vieni a caccia con me, - ripetè Elio Parodi senza sollevare gli occhi dal suolo, - ci sono volute due settimane per convincerti a venire. Guarda qui: un bestione di almeno ottanta chili, - continuò mostrando una serie di orme particolarmente chiare.



Luigi Masuli annuì senza smettere di guardarsi attorno.



- Fa un freddo maledetto, - imprecò battendo le mani per scaldarsele.



Il sentiero che portava alla statale e quindi al furgoncino era disseminato di spazzatura. Il maresciallo Pili si sollevò il bavero, le querce lasciavano nell'aria gelida un odore come di legna riarsa. Le foglie scricchiolavano sotto i suoi scarponi d'ordinanza, il respiro si trasformava in fumo davanti alla sua faccia. Si era lasciato convincere a fare questa perlustrazione in zona di caccia, ma ora cominciava a pentirsi: si affaticava con niente, i trecento metri che ancora lo separavano dalla strada asfaltata gli parvero ancora più difficili da percorrere. Si sedette, con entrambe le mani sulle ginocchia e il respiro pesante. Con lo sguardo fisso sul ciglio del sentiero pensò all'estate maledetta che pareva appena trascorsa e agli inverni precocissimi che erano seguiti. Fu attratto dalla desolazione silenziosa di quel trattùro, dalla presenza invisibile di quelle persone che avevano abbandonato avanzi di ogni genere fra la boscaglia per testimoniare che c'erano state, che avevano pasteggiato fra gli alberi in una delle ultime giornate calde dell'autunno. Così, con una specie di sconforto vicino alla commozione, si alzò per raggiungere quell'area invasa di avanzi.



La voce di Luigi Masuli risuonò alle sue spalle:



- Allora, questi cani? Credevamo che ti fossi perso!



- Sporcano ogni cosa. Sono delle bestie, - tuonò il maresciallo Pili chinandosi a raccogliere una scarpa. - Non rispettano


[...]
I libri catalogati di Marcello Fois:
Dura madre
Ferro recente
Gap (1999)
In Sardegna non c'è il mare
Materiali
Meglio morti
Nulla
Piccole storie nere (2002)
Piccole storie nere
Sangue dal cielo (1999)
Sangue dal cielo
Sempre caro
Sheol
Stirpe
Tamburini
Tamburini: Cantata Per Voce Sola
Citazioni di Marcello Fois:
La Sardegna da quando domineddio l'ha sc...

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