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"In Sardegna non c'è il mare" di Marcello Fois
Titolo:In Sardegna non c'è il mare
Autore:Marcello Fois
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

398 visualizzazioni

L'autore
Marcello Fois è nato in Italia, a Nuoro, nel 1960.

Per sapere qualcosa di più su Marcello Fois, potete andare sul sito web ufficiale dell'autore, disponibile alla seguente pagina:
http://www.marcellofois.it/.

"In Sardegna non c'è il mare" è un libro scritto da Marcello Fois.

Questa versione in italiano è stata stampata da un editore non definito.

INFORMAZIONI EDITORIALI

«In Sardegna, la Barbagia è una Sardegna. Una delle tante. Poche cose uniscono i sardi in senso di popolo. Una di queste è senza dubbio il mare che li circonda. Il mare che è contemporaneamente prigione ma anche corridoio verso la libertà.»

Incipit del libro In Sardegna non c'è il mare di Marcello Fois:












Di cosa stiamo parlando...

 



 



 



Premetto che sono un sardo di Barbagia. Il che sembrerà capzioso, e, di fatto, lo è: capziosità e una certa cavillosità sono caratteristiche salienti del sardo di Barbagia. A noi le i senza puntino non ci piacciono proprio, anzi quando è possibile di puntini ne mettiamo due o tre, e aperta parentesi, e eccetera eccetera, e così via. Questo perché, se il barbaricino non ha esattamente chiaro quello che è, ha invece perfettamente stampato a fuoco dentro di sé quello che non è. Per esempio: il sardo barbaricino capisce di essere sardo, cioè di far parte di un territorio definito, solo quando ha varcato il mare. Finché non c’è mare, non c’è Sardegna che tenga. Mi spingerei fino a dire che finché non c’è il mare non c’è nemmeno Barbagia che tenga. Il frazionamento, la messa in piega, il «particolare», arrivano a definire l’indefinibile in maniera entomologica: barbaricino, certo, poniamo di Nuoro, poniamo di San Pietro, poniamo della zona del Rosario, poniamo del cortile tal dei tali e via così. E poi: figlio di, nipote di, fratello, o sorella, di... eccetera. Ogni barbaricino è un albero genealogico vivente che ha una posizione e una tassonomia precisissime; è lui, ma quello che è dipende dalla perfezione della sua collocazione nell’universo locale. Mi sono convinto nel tempo che questo bisogno di precisione dipenda dalla coscienza della propria imprecisione. E cioè che sia proprio questo bisogno di collocarsi a denunciare una incapacità atavica di autodefinirsi.



Qualunque scrittore, qualunque saggista si sia spinto a raccontare questa particolare caratteristica dei barbaricini è rimasto imbrigliato in una sequela bizantina di opposizioni, che, nella maggior parte dei casi, finiscono sempre per dimostrare la correttezza della teoria di base. Per esempio: il barbaricino ha una conoscenza comparativa, a casa sua anela a modelli esterni e li confronta costantemente con i suoi modelli autoctoni, in genere dichiarandosi dentro di sé perdente. Opportunità, civilizzazione in genere, qualità della vita, per limitarsi ai macrosistemi, alle falde del Gennargentu sembrano sirene irraggiungibili di maestosa bellezza. Ecco, la situazione si rovescia, nel particolare, quando un barbaricino varca il mare. Per esempio: il pane, in Continente, fa schifo; il nostro latte è meglio; l’aria da noi è un’altra cosa. Insomma, fuori dal proprio territorio la comparazione si rovescia e da perdenti si diventa vincenti. Vai a spiegare che non sono mai comparabili macrosistemi e microsistemi, che un Piano del Colore e il prezzo della lattuga sono due cose, se pur ugualmente importanti, totalmente diverse. Io che ho vissuto in prima persona questo particolare sistema di autodeterminazione esterna posso dire che quella differenza è inspiegabile perché la posta in gioco è la propria posizione nel


[...]
I libri catalogati di Marcello Fois:
Dura madre
Ferro recente
Gap (1999)
In Sardegna non c'è il mare
Materiali
Meglio morti
Nulla
Piccole storie nere (2002)
Piccole storie nere
Sangue dal cielo (1999)
Sangue dal cielo
Sempre caro
Sheol
Stirpe
Tamburini
Tamburini: Cantata Per Voce Sola
Citazioni di Marcello Fois:
La Sardegna da quando domineddio l'ha sc...

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