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"Ferro recente" di Marcello Fois
Titolo:Ferro recente
Autore:Marcello Fois
Editore:Giulio Einaudi Editore
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Codice ISBN:9788806177256
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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L'autore
Marcello Fois è nato in Italia, a Nuoro, nel 1960.

Per sapere qualcosa di più su Marcello Fois, potete andare sul sito web ufficiale dell'autore, disponibile alla seguente pagina:
http://www.marcellofois.it/.

"Ferro recente" è un libro scritto da Marcello Fois.

Questa edizione in italiano è stata stampata da Giulio Einaudi Editore (ISBN: 9788806177256).

INFORMAZIONI EDITORIALI

Un delitto improvviso, apparentemente inspiegabile e inspiegabilmente feroce: due ragazzi aggrediti e massacrati mentre fanno benzina a un self-service sulla statale per Nuoro e poi «graziosamente» composti di fronte alla loro Alfa targata Bologna. Quindi una serie di avvenimenti intrecciati l'uno all'altro, echi, risonanze e collegamenti che vanno dagli anni Ottanta ai giorni nostri, dall'Emilia alla Sardegna, da storie di terrorismo a storie di sangue, passione, follia. E sotto, a rimbombare cupo e nascosto, un mistero, uno di quei misteri pericolosi di una terra sarda antica, muta e tagliente come il ferro, che solo autori che la conoscono e la amano e la odiano, come Marcello Fois, riescono a raccontare. Un mistero destinato a provocare altre morti. Ferro Recente è un romanzo bellissimo in cui l'orrore e la tensione della narrativa di genere si fondono alla coralità fatale di una vera e propria tragedia, una tragedia noir. Un romanzo di echi veloci e cupe risonanze, come quando si battono le nocche su una struttura di ferro lucida, complessa e ben costruita. E di colore nerissimo. Carlo Lucarelli

Incipit del libro Ferro recente di Marcello Fois:










/**/




Prologo

 



 



 



Nuoro, 28 agosto 1980.



 



Davide controllò l'imboccatura del vicolo alle sue spalle dallo specchietto retrovisore della vecchia Escort: tutto sembrava tranquillo. Sul sedile, al suo fianco, sonnecchiava un ragazzo. Aveva sì e no quindici anni.



- Silvano, hai sonno? - chiese Davide.



Il ragazzo rispose con un cenno del capo e uno sbadiglio.



- Che cavolo stiamo aspettando? - domandò sistemandosi nel sedile.



- Tu non ti preoccupare, - sentenziò Davide, - tra mezz'ora al massimo ce ne andiamo a dormire.



Francesca si sporse dalla stradina che portava al retro del grosso palazzo del Banco di Sardegna e fece un gesto con la mano verso la Ford. Davide la intercettò dallo specchietto e fece prontamente scattare gli abbaglianti per due volte: segno che andava tutto bene.



La ragazza fece un giro su se stessa rivolgendosi all'altro capo della stradina, proprio allo sbocco verso il Corso Garibaldi, e accennò col braccio verso Mauro che scalpitava ansiosamente. A poca distanza da lui Enrico e Maria erano intenti a sistemare un pacco sotto lo sportello della cassa continua della banca.



- Tutto a posto, - sussurrò Maria. - Francesca controlla il vicolo e Davide la strada -. Poi, pensierosa: - Che matto a portarsi il ragazzino appresso -. Strinse la spalla a Enrico in un gesto complice.



Enrico imprecò per la poca luce. - Maria, se non la tieni bene quella pila non ci vedo un accidente!



Maria sistemò la pila illuminando le mani di Enrico che lavoravano intorno a una fitta rete di contatti elettrici in cima al pacco. - Mi sa che domani devono deviare la sfilata. Eh sì, questa festa del Redentore se la ricorderanno proprio, - rifletté Maria controllando il fascio di luce.



- È rudimentale, - constatò Enrico senza ascoltarla, - ma tra un'ora farà un botto che lo sentono a Istiritta. Che ore sono adesso, precisamente? - chiese. - Devo sistemare il timer.



Maria guardò l'orologio e sorrise. - Le due, - rispose.



Enrico fece scattare la lancetta del piccolo orologio collegato ai fili elettrici che prese a ticchettare. - Bene, - concluse alzandosi in piedi, - possiamo andare.



Maria gli afferrò il braccio. - Non abbiamo finito, - gli disse sfilandosi lo zainetto di cuoio che portava sulle spalle, dal quale estrasse una bomboletta di vernice spray.



Enrico sorrise accarezzandole il viso. Poi afferrata la bomboletta cominciò a tracciare nel muro del palazzo di fronte allo sportello della cassa continua una stella a cinque punte con le iniziali F e R.



Mauro fu il primo a vedere la luce blu lampeggiante. Abbandonò con uno scatto la sua postazione raggiungendo Maria ed Enrico. - I carabinieri, - esclamò senza preoccuparsi del tono


[...]
I libri catalogati di Marcello Fois:
Dura madre
Ferro recente
Gap (1999)
In Sardegna non c'è il mare
Materiali
Meglio morti
Nulla
Piccole storie nere (2002)
Piccole storie nere
Sangue dal cielo (1999)
Sangue dal cielo
Sempre caro
Sheol
Stirpe
Tamburini
Tamburini: Cantata Per Voce Sola
Citazioni di Marcello Fois:
La Sardegna da quando domineddio l'ha sc...

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