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"Tutte le novelle 1" di Giovanni Verga
Titolo:Tutte le novelle 1
Titolo originale:Tutte le novelle 1
Autore:Giovanni Verga
Editore:Arnoldo Mondadori Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Pagine:425
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Raccolta di novelle
Argomento:Verismo
Prezzo :750
Licenza:Pubblico dominio
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
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(Anteprima, 24 kbit)

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L'autore
Giovanni Verga nacque in Italia, a Catania, nel 1840. È morto a Catania, nel 1922.

In origine, il suo nome era Giovanni Carmelo Verga.

Si è dedicato principalmente a queste aree: verismo.

Le novelle veriste di Giovanni Verga sono entrate nella storia della narrativa italiana, e sono oggetto di studio per milioni di studenti. Il loro lucido realismo, lo stile asciutto e diretto, l'uso funzionale del vernacolo popolare, la descrizione di ambienti e situazioni tipiche dell'Italia ottocentesca, ne fanno i migliori esempi di narrativa verista, e un imperituro affresco della provincia italiana.

Novelle contenute:

Nedda (bozzetto siciliano)
Primavera
La coda del diavolo
X
Certi argomenti
Le storie del castello di Trezza
Cavalleria Rusticana
La lupa
Fantasticheria
Jeli il pastore
Rosso Malpelo
L'amante di Gramigna
Guerra di Santi
Pentolaccia
Il come, il quando ed il perché
Il Reverendo
Cos'è il Re
Don Licciu Papa
Il Mistero
Malaria
Gli orfani
La roba
Storia dell'asino di San Giuseppe
Pane nero
I galantuomini
Libertà
Di là del mare
Il bastione di Monforte
In piazza della Scala
Al veglione
Il canarino del n. 15
Amore senza benda
Semplice storia
L'osteria dei "buoni Amici"
Gelosia
Camerati
Via Crucis
Conforti
L'ultima giornata

Incipit del libro Tutte le novelle 1 di Giovanni Verga:

Nedda

Il focolare domestico era sempre ai miei occhi una figura rettorica, buona per incorniciarvi gli affetti più miti e sereni, come il raggio di luna per baciare le chiome bionde; ma sorridevo allorquando sentivo dirmi che il fuoco del camino è quasi un amico. Sembravami in verità un amico troppo necessario, a volte uggioso e dispotico, che a poco a poco avrebbe voluto prendervi per le mani o per i piedi, e tirarvi dentro il suo antro affumicato, per baciarvi alla maniera di Giuda. Non conoscevo il passatempo di stuzzicare la legna, né la voluttà di sentirsi inondare dal riverbero della fiamma; non comprendevo il linguaggio del cepperello che scoppietta dispettoso, o brontola fiammeggiando; non avevo l'occhio assuefatto ai bizzarri disegni delle scintille correnti come lucciole sui tizzoni anneriti, alle fantastiche figure che assume la legna carbonizzandosi, alle mille gradazioni di chiaroscuro della fiamma azzurra e rossa che lambisce quasi timida, accarezza graziosamente, per divampare con sfacciata petulanza. Quando mi fui iniziato ai misteri delle molle e del soffietto, m'innamorai con trasporto della voluttuosa pigrizia del caminetto. Io lascio il mio corpo su quella poltroncina, accanto al fuoco, come vi lascierei un abito, abbandonando alla fiamma la cura di far circolare più caldo il mio sangue e di far battere più rapido il mio cuore; e incaricando le faville fuggenti, che folleggiano come farfalle innamorate, di farmi tenere gli occhi aperti, e di far errare capricciosamente del pari i miei pensieri. Cotesto spettacolo del proprio pensiero che svolazza vagabondo intorno a voi, che vi lascia per correre lontano, e per gettarvi a vostra insaputa quasi dei soffi di dolce e d'amaro in cuore, ha attrattive indefinibili. Col sigaro semispento, cogli occhi socchiusi, le molle fuggendovi dalle dita allentate, vedete l'altra parte di voi andar lontano, percorrere vertiginose distanze: vi par di sentirvi passar per i nervi correnti di atmosfere sconosciute: provate, sorridendo, senza muovere un dito o fare un passo, l'effetto di mille sensazioni che farebbero incanutire i vostri capelli, e solcherebbero di rughe la vostra fronte.
E in una di coteste peregrinazioni vagabonde dello spirito, la fiamma che scoppiettava, troppo vicina forse, mi fece rivedere un'altra fiamma gigantesca che avevo visto ardere nell'immenso focolare della fattoria del Pino, alle falde dell'Etna. Pioveva, e il vento urlava incollerito; le venti o trenta donne che raccoglievano le olive del podere, facevano fumare le loro vesti bagnate dalla pioggia dinanzi al fuoco; le allegre, quelle che avevano dei soldi in tasca, o quelle che erano innamorate, cantavano; le altre ciarlavano della raccolta delle olive, che era stata cattiva, dei matrimoni della parrocchia, o della pioggia che rubava loro il pane di bocca. La vecchia castalda filava, tanto perché la lucerna appesa alla cappa del focolare non ardesse per nulla; il grosso cane color di lupo allungava il muso sulle zampe verso il fuoco, rizzando le orecchie ad ogni diverso ululato del vento. Poi, nel tempo che cuocevasi la minestra, il pecoraio si mise a suonare certa arietta montanina che pizzicava le gambe, e le ragazze incominciarono a saltare sull'ammattonato sconnesso della vasta cucina affumicata, mentre il cane brontolava per paura che gli pestassero la coda. I cenci svolazzavano allegramente, e le fave ballavano anch'esse nella pentola, borbottando in mezzo alla schiuma che faceva sbuffare la fiamma. Quando le ragazze furono stanche, venne la volta delle canzonette: - Nedda! Nedda la varannisa! - sclamarono parecchie. - Dove s'é cacciata la varannisa?
- Son qua - rispose una voce breve dall'angolo più buio, dove s'era accoccolata una ragazza su di un fascio di legna.
- O che fai tu costà?
- Nulla.
- Perché non hai ballato?
- Perché son stanca.
- Cantaci una delle tue belle canzonette.
- No, non voglio cantare.
- Che hai?
- Nulla.


[...]
Audiolibri di:Giovanni Verga
Storia di una capinera
Romanzo epistolare
Audiolibro del romanzo epistolare romantico "Storia di una capinera" di Giovanni Verga.
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Romanzo
Audiolibro del romanzo romantico "Eva" di Giovanni Verga.
Tutte le novelle 1
Raccolta di novelle
Audiolibro delle celebri novelle veriste di Giovanni Verga.
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Romanzo breve
Audiolibro del romanzo sentimentale "Una peccatrice" di Giovanni Verga.
I libri catalogati di Giovanni Verga:
Cavalleria Rusticana
Eros (1875)
Eros
Eva (1873)
Eva
I Malavoglia (1881)
I nuovi tartufi
I ricordi del capitano d'Arce
Il Marito di Elena (1882)
Il marito di Elena
La lupa
Le storie del Castello di Trezza
Mastro Don Gesualdo (1889)
Mastro don Gesualdo
Mastro-don Gesualdo
Nedda
Novelle Rusticane
Novelle sparse
Per le vie
Primavera e altri racconti
Citazioni di Giovanni Verga:
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