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"Cyrano di Bergerac" di Edmond Rostand
Titolo:Cyrano di Bergerac
Titolo originale:Cyrano de Bergerac
Titoli alternativi:Cyrano de Bergerac
Autore:Edmond Rostand
Editore:Newton Compton
Collana editoriale:100 pagine 1000 lire
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1897
Pagine:97
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Francese
Genere:Opera teatrale
Prezzo :1000
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale: Cirano_di_Bergerac.opus, 74109 bytes
:

1845 visualizzazioni

L'autore
Edmond Rostand nacque in Francia, a Marsiglia, nel 1868. Morì a Parigi, nel 1918.

Originariamente, il suo nome era Edmond Eugène Alexis Rostand.

Avete visto il film? Oppure non sapete chi sia questo eroe dal naso "prominente"? Qui verranno dipanati i vostri dubbi.

Quest’opera teatrale di Edmond Rostand fece scalpore alla sua prima rappresentazione in Francia.
Al di là della trama, in se interessante, si può ravvisare in tutta l’opera un umorismo, una sagacia descrittiva, un summa di bon mots, celie, facezie ma anche sentimenti profondi. In un intenso e frenetico crescendo, vengono analizzate le vicende del cadetto protagonista, dalla parola mordente e dal cuore infranto.
Un libro arguto, intelligente, per nulla frivolo, che riesce a divertire quanto a far riflettere.

PAGELLA
Scorrevolezza:7
Valore artistico:8
Contenuti:8
Globale:8

Consigliato a:

Gli amanti del teatro, soprattutto classico, dovrebbero senz’altro leggere quest’opera. L’edizione italiana in particolare è meritoria per la traduzione, e non sembra vanificare l’estro e la brillantezza della versione originale. Se vi piacciono commedie lepide e frizzanti come questa, potete indirizzarvi anche a opere come “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare oppure, nel passato recente, a “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello.

TRAMA

Cyrano de Bergerac è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, scrittore e poeta in bolletta dall'irresistibile vitalità. Leggendaria la sua abilità con la spada, almeno quanto la sua passione per la poesia e per i giochi di parole, con i quali ama mettere in ridicolo i suoi nemici, sempre più numerosi grazie al suo carattere poco incline al compromesso e al suo disprezzo verso potenti e prepotenti.

Spaventoso e inarrestabile con una spada in mano, egli, però, nutre segretamente un candido ed impossibile amore per la bella Rossana, sua cugina. Ma la sorte gli riserva qualche amara sorpresa, infatti, a teatro, una sera, dopo aver umiliato un attore che aveva osato levare i suoi occhi sulla bella Rossana, ed aver sconfitto in duello un gentiluomo che gli si era contrapposto (il famoso "ed al fin della licenza io tocco!") riceve un invito ad un incontro segreto proprio dalla sua amata. Non sta più nella pelle per la gioia e, pieno di incontenibile vitalità, mentre si avvia a rientrare al suo alloggio, incontra un suo amico pasticcere e poeta che gli chiede aiuto e protezione da un gran numero di sicari (si dice che fossero addirittura cento) intenzionati ad aggredirlo nella notte, mandati da qualche potente messo in ridicolo dai suoi versi. Cyrano non chiede altro, d'impeto li affronta e li sbaraglia da solo compiendo un'altra delle sue imprese leggendarie. Si reca poi trepidante al suo appuntamento, convinto che il suo sogno d'amore stia per realizzarsi. Alla vista di Rossana riesce a malapena a mantenere un contegno formale, pronto a liberare i propri sentimenti appena l'amata manifesterà i suoi. Però la sua adorata, ha ben altro in mente. Si appella alla loro amicizia ed al loro affetto per confidargli il proprio amore per un altro uomo, si tratta di un giovane cadetto, tale Cristiano de Neuvillette, bello, del quale si è innamorata a prima vista e che, sebbene non abbia mai scambiato una parola con lui, crede fermamente dotato di ogni altro talento. Addirittura Cirano deve prometterle solennemente di proteggere e guidare questo giovanotto per non farle soffrire l'ansia di saperlo indifeso in un ambiente "pepato" come quello dei cadetti, sempre pronti a sguainare la spada. A Cyrano non resta che accettare e prendersi cura di costui, sulle prime solo per la promessa a Rossana, che lui ama sempre disperatamente, poi per una sincera amicizia che nasce tra i due. Cristiano è bello, onesto, coraggioso e leale, ma purtroppo non possiede alcuna delle doti capaci di stimolare quell'amore fatto anche di intelligenza e di poesia cui Rossana anela. Cyrano fa del suo meglio per insegnare all'amico i rudimenti di quelle dolci schermaglie verbali che tanto sarebbero gradite alla bella Rossana, ma questi non ne risulta assolutamente capace. Infatti, sotto il balcone di Rossana, complice l'oscurità Cyrano si improvvisa prima come "suggeritore", poi lui stesso parla spacciandosi per l'amico... il famoso "cos'è un bacio se non un giuramento fatto un po' più d'appresso, un apostrofo rosa tra le parole t'amo!"... e la passione da lui suscitata andrà a coglierla il buon Cristiano che riesce così a conquistare la sua amata, ma l'unione tra i due giovani è osteggiata dal potente di turno, De Guiche, invaghitosi della bella. La guerra appena scoppiata, costituisce a questo punto per costui una perfetta occasione per allontanare i due innamorati: Cristiano e Cyrano finiranno insieme al fronte, con la loro compagnia di cadetti. Qui Cyrano prosegue nella sua opera, sa che l'unico modo per poter continuare ad esternare in tutta la sua immensità quest'amore per Rossana è di continuare a manifestarlo come quello di Cristiano. In fin dei conti i due si completano, uno bello ma senza talento l'altro con un grandissimo talento, ma brutto. Cyrano tutti i giorni scrive una lettera per l'amata e tutte le notti attraversa le linee nemiche per farla recapitare. Questo Cristiano non lo sa. Ma un giorno al campo dei cadetti, sebbene fossero praticamente accerchiati dal nemico, giunge una carrozza piena di vettovaglie, guidata dall'amico poeta e pasticcere e con una dama a bordo. Si tratta di Rossana che, travolta dalla impetuosità del sentimento manifestato in tutte le lettere ricevute, ha sfidato ogni pericolo per rivedere il suo amato bene, a cui dichiara che l'amore così divinamente espresso in tutte quelle lettere le ha conquistato tanto il cuore da convencerla che è la forza di quella poesia che lei ama veramente e che quindi lo avrebbe amato anche se lui fosse stato brutto. Cristiano, che quelle lettere non le ha scritte, capisce, non ha talento poetico ma non è stupido, vuole chiarirsi con l'amico di cui comprende il sentimento e gli chiede di dire la verità a Rossana perché lei possa a sua volta capire chi ama veramente tra i due. Anche lui è pronto a sacrificarsi, sia per la felicità di Rossana che per quella del suo grande amico, tanto da offrirsi volontario per una pericolosissima missione di ricognizione che riesce a compiere venendo però ferito molto gravemente. Cyrano cerca di soccorrerlo ed alla domanda che l'amico gli rivolge, ormai in punto di morte, se l'amata ha fatto la sua scelta, con un gesto apparentemente di estremo altruismo, risponde che sì, Rossana ha saputo la verità ed ha scelto lui, Cristiano, come compagno della propria vita. Cristiano muore. Rossana, a cui in realtà Cyrano non ha detto nulla e non dirà mai nulla, decide di ritirarsi in convento. Trascorsi molti anni, durante i quali ogni sabato si è recato in convento in visita alla cugina, Cyrano cade in una vile imboscata e viene ferito gravemente ma, compiendo uno sforzo sovrumano riesce a non mancare a quello che era divenuto lo scopo della sua vita, l'incontro settimanale con l'amato bene. Per la prima volta quella sera giunge in leggero ritardo, e suo malgrado si tradisce. Invitato a leggere l'ultima lettera scritta come Cristiano, frastornato com'è, la dice a memoria e Rossana se ne avvede. Adesso anche lei comincia a capire, troppe coincidenze alle quali non aveva dato peso ora si mostrano come elementi chiari, è lui, Cyrano che ha dato vita ai suoi sentimenti, è lui il vero protagonista di tutti i suoi sogni. Ma ormai è troppo tardi, Cyrano muore. Due sentimenti fondamentali come l'amore e l'amicizia trovano in questo dramma la loro estrema sublimazione sotto molteplici aspetti ed alla fine è l'amicizia sincera, totale e virile nata tra Cyrano e Cristiano che sembra prendere il sopravvento mostrandosi più forte anche dell'amore stesso. Un'altra ipotesi però appare forse più vicina al personaggio "umano" di Cyrano: incline al fantastico, al sogno, egli, continuando a dare il suo spirito al bell'aspetto del suo amico, mantiene in vita quello che ormai è divenuta una sua creatura, una propaggine del suo essere ed è attraverso quest'uomo ideale, nel quale si è identificato (e sicuramente rifugiato) che lui stesso ha "sentito" e deciso di ricevere l'amore di Rossana.

Incipit del libro Cyrano di Bergerac di Edmond Rostand:

(Si ode dietro la porta un tumulto di voci; poi un cavaliere entra bruscamente.)

Il Portiere, andandogli dietro: A voi! Quindici soldi!
Il Cavaliere: Entro gratis!
Il Portiere: Perché?
Il Cavaliere: Sono cavalleggiere della Casa del Re.
Il Portiere, a un secondo cavaliere che è entrato: E voi?
Secondo Cavaliere: Non pago!
Il Portiere: Ma....
Secondo Cavaliere: Son moschettier: l'ho detto.


[...]
I libri catalogati di Edmond Rostand:
Cirano de Bergerac
Cyrano de Bergerac
Cyrano di Bergerac (Cyrano de Bergerac) (1897)
L'Aiglon
Citazioni di Edmond Rostand:
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