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"Cinque canti" di Ludovico Ariosto
Titolo:Cinque canti
Titolo originale:Cinque canti
Autore:Ludovico Ariosto
Editore:University of California Press
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Non definito
Tags:General, European, Poetry, Literary Criticism, Ganelon (Legendary Character) - Romances, Charlemagne - Romances, Roland (Legendary Character) - Romances, Roland (Legendary Character), Ganelon (Legendary Character), Romances
Codice ISBN:9780520200098
Licenza:Pubblico dominio
DRM:Non definito
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Pubblicato il:2013-03-23
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L'autore
Ludovico Ariosto nacque in Italia, a Reggio nell'Emilia, nel 1474. Morì a Ferrara, nel 1533.

Si è dedicato principalmente alle seguenti aree: letteratura pre-illuminista.

"Cinque canti" è un libro scritto da Ludovico Ariosto.

Questa edizione in italiano è edita da University of California Press (ISBN: 9780520200098).

Incipit del libro Cinque canti di Ludovico Ariosto:

CINQVE CANTI
DI VN NVOVO LIBRO DI M.
LODOVICO ARIOSTO, I QVALI SEGVONO
LA MATERIA DEL FVRIOSO
DI NUOVO MANDATI
IN LVCE

CANTO PRIMO

alfa
Oltre che già Rinaldo e Orlando ucciso
molti in più volte avean de’ lor malvagi,
ben che l’ingiurie fur con saggio aviso
dal re acchetate, e li comun disagi,
e che in quei giorni avea lor tolto il riso
l’ucciso Pinabello e Bertolagi;
nova invidia e nov’odio anco successe,
che Franza e Carlo in gran periglio messe.

beta
Ma prima che di questo altro vi dica,
siate, signor, contento ch’io vi mene
(che ben vi menerò senza fatica)
là dove il Gange ha le dorate arene;
e veder faccia una montagna aprica
che quasi il ciel sopra le spalle tiene,
col gran tempio nel quale ogni quint’anno
l’immortal Fate a far consiglio vanno.

1
Sorge tra il duro Scita e l’Indo molle
un monte che col ciel quasi confina,
e tanto sopra gli altri il giogo estolle,
ch’alla sua nulla altezza s’avicina:
quivi, sul più solingo e fiero colle,
cinto d’orrende balze e di ruina,
siede un tempio, il più bello e meglio adorno
che vegga il Sol, fra quanto gira intorno.

2
Cento braccia è d’altezza, da la prima
cornice misurando insin in terra;
altre cento di là verso la cima
de la cupula d’or ch’in alto il serra:
di giro è dieci tanto, se l’estima
di chi a grand’agio il misurò, non erra:
e un bel cristallo intiero, chiaro e puro,
tutto lo cinge, e gli fa sponda e muro.

3
Ha cento facce, ha cento canti, e quelli
hanno tra l’uno e l’altro uguale ampiezza;
due colonne ogni spigolo, puntelli
de l’alta fronte, e tutte una grossezza;
di cui sono le basi e i capitelli
di quel ricco metal che più s’apprezza;
et esse di smeraldo e di zafiro,
di diamante e rubin splendono in giro.

4
Gli altri ornamenti, chi m’ascolta o legge
può imaginar senza ch’io ’l canti o scriva.
Quivi Demogorgon, che frena e regge
le Fate, e dà lor forza e le ne priva,
per osservata usanza e antica legge,
sempre ch’al lustro ogni quint’anno arriva,
tutte chiama a consiglio, e da l’estreme
parti del mondo le raguna insieme.


[...]
Audiolibri di:Ludovico Ariosto
Orlando furioso
Poema cavalleresco
Audiolibro del poema cavalleresco "Orlando furioso" di Ludovico Ariosto.
I libri catalogati di Ludovico Ariosto:
Cinque canti
Il Negromante (1509)
La Lena (1528)
Orlando furioso (1532)
Orlando Furioso
Satire (1517-1525)
Citazioni di Ludovico Ariosto:
Che tosto o buona o ria che la fama esce...
Piccola è questa casa, ma sufficiente pe...
[NDR|Su Ippolito d'Este] ...
Ecco il giudicio uman come spesso err...
Oh gran bontà de' cavalieri antiqui!...
Pel bosco Ferraú molto s'avvolse,| e...
Né tempo avendo a pensar altra scusa,...
La verginella è simile alla rosa...
Che chi ne l'acqua sta fin alla gola...
Forse era ver, ma non però credibile,...

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