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"Il giardino di pietra" di Kjell Eriksson
Titolo: Il giardino di pietra
Autore: Kjell Eriksson
Editore: Marsilio Editori
Tipologia del supporto: Digitale
Lingua: Italiano
Genere: Non definito
Codice ISBN: 9788831797382
DRM: Non definito
Pubblicato il: 2013-03-23
:

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L'autore
Kjell Eriksson è nato in una nazione non definita.

"Il giardino di pietra" è un libro scritto da Kjell Eriksson.

Questa edizione in italiano è edita da Marsilio Editori (ISBN: 9788831797382).

Incipit del libro Il giardino di pietra di Kjell Eriksson:












Prologo

Le lucertole guizzavano sulla cresta del muro. Rapide, inquiete. Annunciavano il sole che entro mezz’ora sarebbe spuntato dal mare. Era un’abitudine.



Quel muro poteva benissimo essere in Irlanda. Anche se con pietre diverse, era costruito allo stesso modo. Pietra su pietra, apparentemente messe insieme con negligenza, eppure così magnificamente funzionali. Era alto un metro e mezzo, cingeva tutto il giardino e finiva in un angolo della proprietà, contro un altro muro.



La superficie grigia del tetto di eternit era incorniciata da un’edera scura. Si distingueva qualche palma, un albero di agrumi e altri alberi di media altezza che non riconosceva. Raccolse alcuni piccoli gusci, li sfregò e gli rimasero in mano dei semi scuri. Sembravano velenosi. Nel palmo, con i loro riflessi neri, quasi metallici, erano come messaggeri misteriosi, e per un attimo fu tentato di inghiottirli con un movimento rapido.



Erano velenosi? E allora? Erano belli e li aveva conservati per seminarli.



La pioggia arrivò d’improvviso. Le gocce si raccoglievano fra le onde dell’eternit. Quando lasciavano il tetto e cadevano a terra, scintillavano. Più intensamente se rimanevano in bilico un attimo prima di cadere. Come una melodia. Musica senza suono. Non era affatto una persona dalla sensibilità musicale, ma la musica magica delle gocce d’acqua lo affascinava.



Reagisci, pensò, e in quello stesso istante la pioggia cessò.



Il mare si riversava sulla spiaggia. La sera precedente aveva cercato di individuare un sistema nei movimenti incessanti delle onde. C’era una sequenza. Sette piccole e una grande. A un certo punto tutto si era fermato, un silenzio assordante, come se il mare trattenesse il respiro. Due, tre secondi, non di più.



Fiori simili a quelli dell’erba leporina avvolgevano i loro steli intorno ai suoi piedi. Lasciò filtrare una manciata di sabbia fra le dita e alzò lo sguardo verso il mare, in lontananza una nave portacontainer navigava lentamente. Aveva dei progetti, ma era troppo stanco per pensare e troppo disorientato dal paesaggio per trovarvi sicurezza. Bloccato, pensò, sono bloccato su questa spiaggia ed è qui che devo prendere una decisione.



Ma invece di prendere una decisione, si avviò verso il piccolo negozio che faceva anche da bar. Una casupola di assi di legno e lamiera, addossata a un albero sul ciglio della strada. Ramon, detto “il Fornaio”, gli tese una mano al di sopra dell’espositore di chewing-gum.



Un uomo anziano, capelli bianchi e un viso segnato da rughe profonde, lo osservava attento. Davanti a lui era seduta una donna. Indossava un vestito verde attillato.



Prese una birra, si mise a sedere all’altro tavolo, fece un cenno di saluto al vecchio e bevve un sorso. Che resti tutto così, pensò, qui a questo tavolo. Dalla montagna è arrivata l’acqua,


[...]
I libri catalogati di Kjell Eriksson:
Il giardino di pietra

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