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Ultimi giorni di Francis
Titolo:Ultimi giorni di Francis
Autore:Christian Michelini
Genere:Racconto, In forma di diario
Lingua:Italiano
Lingua originale:Italiano
Pubblicato il:2011-07-03
:

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10 Settembre.
Oggi è una bella giornata. Il sole splende alto in cielo, le nuvole sono lontane all'orizzonte. Forse sono gli ultimi vagiti di un'estate prossima a finire. Spero che non venga a piovere. La pioggia mi ha sempre messo tristezza.

15 Settembre.
Questa mattina mi sono svegliato di buon ora, contrariamente a quanto faccio di solito. Oggi volevo spezzare la lenta monotonia delle giornate. Ho deciso di non leggere, almeno per un giorno. Ho guardato un poco di televisione. Sempre i soliti programmi. Mi sono messo un po' a giocare con il computer. Qualche gioco di guida. E qualche combattimento contro degli avversari troppo deboli per la mia esperienza. Ma io sono fatto così: se non vinco non sono contento.
Ho sentito un po' di musica; Beethoven, soprattutto, ma anche Mozart.
Questo pomeriggio sono uscito con alcuni miei amici. Siamo andati in centro, a vedere un offerta di libri usati. Non c'era niente che mi interessasse. Sono tornato a casa.
Ora sono qui. Non so cosa fare.
Veramente lo saprei cosa fare, ma non ne ho la forza.

19 Settembre.
Oggi mi è accaduto qualcosa di strano. Mi sono alzato tardi, come mio solito. Il cielo era azzurro. Il sole ancora caldo. Accendo il computer, vado in bagno. Erano le 12.30. Ritorno in camera. Non possono essere passati più di dieci minuti. Ne sono invece trascorsi venticinque.
Strano. Sì, è strano come noi, persi nelle nostre fantasticherie, riusciamo a non accorgerci del passare del tempo. La nostra mente vaga, il nostro intelletto indugia. Quando pensiamo, diventiamo immemori di quanto sta attorno a noi.
O almeno credo.

25 Settembre.
Niente di nuovo. Le solite giornate. Le solite notti insonni. Tutto scorre, sempre uguale, senza novità. La monotonia mi sta assalendo con crudeltà. Non riesco a sfuggirle.

27 Settembre.
È successo di nuovo. Questa volta di sera. Ero di fronte al computer. Stavo leggendo su Internet le novità informatiche. Avevo appena finito di scorrere un articolo. Era appena terminata la prima parte della Sinfonia n. 40 di Mozart. Erano le 22.10. Penso fugacemente di leggere un'altro sito. Lo apro. Inizio a leggere. Ma c'è qualcosa che non va. Ci rifletto un'attimo. Poi capisco. Dalle casse sento provenire la terza parte della Sinfonia n. 40 di Mozart. Sono le 22.23.
Dove sono andati a finire quei 12 minuti che mancano all'appello?

29 Settembre.
Sta accadendo qualcosa di anormale in me. Sento che mi sto ammalando. Come è possibile perdersi dei momenti della propria vita? Come è possibile che non rimanga memoria di ciò che facciamo?
Non ho idea di cosa fare.

30 Settembre.
Ancora. Di nuovo. È accaduto nuovamente. Mezz'ora, questa volta. Mezz'ora svanita, volatilizzata, obliata, scomparsa. So cosa stavo facendo prima. So cosa stavo facendo dopo. Non so cosa facessi in quella mezz'ora. Non so nemmeno dov'ero. In effetti, probabilmente non ero, e basta.

4 Ottobre.
Cosa è accaduto in me? Cosa è cambiato. Non lo so. Non posso saperlo.
Sono ossessionato dall'idea di perdere momenti della mia vita. Adesso ho l'abitudine di fissare l'orologio per interminabili minuti. Quando sono sveglio da un'ora, cerco di pensare a tutte le azioni che ho compiuto in quel tempo, per verificare se ci siano anomalie o mancanze. Quando sono trascorse due ore, la stessa cosa. Prima di addormentarmi, una nuova verifica.
Ma cosa avrò poi da verificare? Tanto le mie giornate sono sempre le stesse.

6 Ottobre.
Non posso continuare così! Non resisto più. Mi sembra di impazzire. L'ossessione di perdere tempo mi smarrisce.

7 Ottobre.
È accaduto! Lo so con certezza. Questa volta un'ora. Un'ora svanita dal mio ricordo, perduta dalla mia coscienza! Cosa ho fatto? Dove sono stato? Ero io?
Non ho risposte, solo nuove domande.

8 Ottobre.
Devo fare qualcosa. Non posso continuare così! Devo calmarmi. Devo svagare la mia mente. Uscirò.

9 Ottobre.
Questa sera sono andato al cinema. Davano un bel film con Robin Williams. È stato piacevole. Poi sono andato con i miei amici in un pub. Abbiamo parlato. Le solite cose. Sono tornato a casa.

11 Ottobre.
Oggi è la solita monotonia. Riprendono le mie ossessioni. Forse dovrei uscire più spesso come ho fatto ieri.

13 Ottobre.
Ancora! Di nuovo!
Un'ora smarrita, un ora scomparsa!

15 Ottobre.
Devo farmi controllare. Non posso più resistere. Sono malato! Oggi vado dal dottore.

18 Ottobre.
Ieri dal dottore non ho concluso niente. Mi ha prescritto degli psicofarmaci. Saranno inutili.
Perché perdo tempo? Perché perdo il tempo?

19 Ottobre.
È colpa della casa. Non posso più stare in casa. Queste mura mi rinchiudono. Voglio aria, liberta!
Oggi vado fuori. Devo uscire.

25 Ottobre.
Ieri sono uscito, ma a cosa è valso? Sono ancora più solo e abbattuto.
Chi mi può aiutare?

27 Ottobre.
Sempre qui. Sempre, come al solito. Cosa posso fare? Perché dovrei fare qualcosa?

3 Novembre.
Nessuno sa come aiutarmi?

20 Novembre.
Ho bisogno di una mano.

10 Dicembre.
Ho bisogno di una mano.

1 Gennaio.
Ho bisogno

1 Febbraio.
di una mano.

1 Marzo.
Ho

1 Marzo.
una

1 Marzo.
mano.


Marzo 2000

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