Aiutaci. Grazie.

Inizio > Indice Racconti e poesie > Titolo: Genesi Alternativa - di Christian Michelini

Genesi Alternativa
Titolo:Genesi Alternativa
Autore:Christian Michelini
Genere:Racconto, fantascienza
Lingua:Italiano
Lingua originale:Italiano
Racconto vocale: Ascolta
Pubblicato il:2011-05-08
:

1440 visualizzazioni

Documento 05b-omega.

Il presente documento è riservato e necessita di un codice di livello 3 per potervi accedere. Tutti gli accessi non autorizzati saranno puniti secondo le leggi in vigore nel Dominio Ktareen.

Datazione unificata: 13/12/2415, ultima modifica.
Soggetto: Igmor Ptar
Luogo: Wormhole nel sistema Ginglon.
Ipotesi formulate:
- Pazzia presunta del soggetto.
- Possibile manifestazione di entità aliene ostili. Necessario indagare sulla natura del pericolo.

Il caso del comandante Igmor Ptar è di incerta valutazione, presentando dei punti oscuri che gettano ombre insidiose per i progetti futuri di espansione del Dominio Ktareen. Ci sono pervenuti i diari e le annotazioni personali del comandante, unitamente alle registrazione del computer di bordo. Ptar era stato inviato sulla stazione di controllo Tracton 15, di stanza presso il Wormhole nel sistema Ginglon. La missione permanente era di verificare possibili passaggi di materia attraverso il suddetto Wormhole, nonché forme di vita intelligente. Nessun incidente verificatosi nei primi 5 anni di controllo. I rapporti giungevano periodicamente e con regolarità, nessun segno di squilibrio psichico nel soggetto, né durante i test preliminari, né, sembra, in quei primi 5 anni.
Da questo punto iniziano le registrazioni del diario personale.

Data 15/11/2413, ore 20.15.
Oggi ho effettuato una revisione del software ricreativo inserito nel computer di bordo. Era un lavoro che mi ero ripromesso di effettuare già più di un mese fa, ma che ho dovuto procrastinare per inviare il rapporto annuale al Dominio sullo stato della stazione. Ogni volta che devo assolvere questo incarico non riesco a comprendere come possa essere un impegno così frustrante e tedioso. È necessario revisionare tutti i sistemi, con una precisione altissima se voglio evitare che quelli del Controllo Installazioni Permanenti vengano a effettuare un'ispezione. Poi devo redarre in copia leggibile tutte le annotazioni che concernono il wormhole. Insomma, esco da questa esperienza sempre un po' stanco, e mi sembrava che l'idea di pensare al software ricreativo fosse un modo per svagarmi.
I programmatori di giochi adatti alla vita sulle stazioni hanno un'idea contorta di cosa voglia dire divertirsi. Sono perlopiù rompicapo insulsi che degradano le facoltà intellettive. Con quel software penso che ben poche persone trascorrerebbero ore liete. È tempo che mi impegni personalmente per combattere la monotonia che regna sovrana su questo sperduto avamposto, e se questo significa metter mano a qualche migliaio di righe di un codice informatico, si può esser certi che non mi tirerò indietro.

Data 17/11/2413, ore 20.00.
Oggi ho ricevuto anch'io la felice notizia. Il Dominio è entrato in contatto con una nuova razza aliena. Sembrano un popolo pacifico, per quanto ho appreso tramite le solite trasmissioni ultra-luce. Dicono di chiamarsi Terrestri. È uno strano nome per quella gente. Speriamo che il Dominio riesca a instaurare felici rapporti culturali anche con loro.

Data 19/11/2413, ore 14.00.
Mentre stavo pranzando, ho saputo all'holo-comunicatore che i terrestri intendono iniziare un proficuo scambio di conoscenze e culture con il nostro mondo. Tutto questo mi sembra molto positivo per l'accrescimento delle potenzialità del Dominio Ktareen. Se veramente i Terrestri si dimostreranno fidati come lascia presumere la loro cordialità, forse il progetto di creare una Congregazione dei pianeti di questo quadrante di Galassia sarà realizzabile, sempre che non si presentino altre razze contrarie ad osteggiarci.

Data 21/11/2413, ore 21.30.
Poco fa mi è giunto un messaggio dall'ammiraglio Ktoran. Mi ha informati che una delegazione terrestre ha espresso il desiderio di recarsi in visita sulla mia stazione. Sembra che anche loro siano alquanto preoccupati per possibili infiltrazioni tramite i wormhole a lunga percorrenza da parte di popoli ostili e pericolosi. Hanno pensato di visitare un avamposto in particolare e hanno deciso di venire qui, nel mio remoto angolo nello spazio profondo. Sarà interessante questa esperienza, almeno spezzerà la monotonia, ma tuttavia devo esprimere il mio disappunto per queste paure ancestrali che sia il mio che il loro popolo ci portiamo dietro. Quella degli alieni brutti e cattivi mi è sempre sembrato uno stereotipo di comodo per canalizzare le nostre energie e distoglierle dai problemi del mio mondo. Non so se sia così anche per i Terrestri, spero che non siano terrorizzati anche loro dallo spauracchio dell'omino verde.

Data 22/11/2413, ore 06.30.
Mi è stato comunicato dall'ammiraglio che la delegazione terrestre si presenterà sulla stazione il giorno 25 di prima mattina. Ktoran pareva visibilmente teso, forse per lui questo impegno addizionale si sta rivelando più gravoso del previsto. Si è inoltre raccomandato di avere tutti i sistemi in piena forma. Evidentemente gli interessa particolarmente esibire strutture e persone in perfetto stato, non foss'altro che per una questione di etichetta e di buona impressione. Io, dal mio canto, sono in piena efficienza e anche la stazione è in buona salute. Già ora sono pronto per questa visita, ma comunque effettuerò quei controlli che stanno tanto a cuore alle alte sfere di comando.

Data 25/11/2413, ore 22.30.
Sono appena andati via. Oramai neanch'io riuscivo a resistere oltre. Queste formalità risultano essere oltremodo snervanti. Sono giunti qui alle sette e per tutta la giornata non hanno fatto altro che vagare di ponte in ponte a controllare i dispositivi e ad informarsi sui nostri sistemi. I Terrestri erano molto curiosi, e l'ammiraglio ha dovuto far fronte alle loro continue e pressanti richieste di maggiori delucidazione. Comprendo che per lui deve essere stato un compito ingrato, combattuto tra il loro interesse e le reticenze che gli erano imposte dall'alto comando. Tuttavia ha superato indenne la situazione, compiacendo anche il desiderio di conoscenza degli alieni. Io, d'altra parte, acconsentivo più che potevo a mostrare i vari congegni, accondiscendendo alle loro richieste per quanto mi era permesso dalla mia autorità. Dopo un frugale pasto verso sera, hanno deciso che la loro visita era stata soddisfacente e, porgendomi i saluti, mi hanno augurato buona continuazione del mio lavoro.
Quegli strani ed esili esseri sono affascinanti. Sembrano assai miti e mansueti, ma sospetto che sotto la loro abituale tranquillità nascondano un fervore e una vivacità che ancora il mio popolo non conosce. Il loro capitano, Taylor, era una persona affabile, quasi gioviale, mentre il suo subordinato era più scontroso, avvezzo alle formalità. Era presente anche un terzo personaggio, che mi hanno detto essere un funzionario non ben specificato, di nome Caroll. Annotava tutto quello che veniva detto su un computer da polso, ma devo dire che dei tre era sicuramente quello meno interessante. Era troppo riservato, estremamente taciturno; credo infatti di averlo sentito parlare al massimo una o due volte. Sembrava distratto nel compito che svolgeva, quasi come se la sua concentrazione fosse altrove.
Tutto sommato è stata una giornata impegnativa ma appagante: è così difficile che sulla stazione venga a trovarmi qualcuno, a parte il servizio bimensile di approvvigionamento. È quindi risultato un interessante diversivo, che in più mi ha dato modo di familiarizzare con una cultura così dissimile dalla nostra.

Data 28/11/2413, ore 01.00.
Queste ultime giornate sono state alquanto monotone. Non ho nessuna occupazione da svolgere. Ho trascorso le ore cercando di revisionare il software di divertimento. È risultato essere un compito improbo e, dopo tre giorni di tribolazioni sopra al terminale, mi sento solo stanco e deluso. Non penso di dedicare ulteriore tempo a questo lavoro, che sta sortendo l'unico effetto di farmi perdere il sonno. Fortunatamente con l'ultimo approvvigionamento mi sono stati recapitati anche alcuni libri-chip. Era da molto tempo che non toccavo qualche opera di narrativa. Viste le mie attuali abitudini, penso che inizierò a leggere qualcosa di quanto mi è pervenuto, non foss'altro che per trascorrere il tempo più velocemente.

Data 01/12/2413, ore 01.30.
Sono costantemente imperversato dall'insonnia. Quando arriva la sera stento ad assopirmi, mentre la mattina sono sempre assonnato e stanco, non riuscendo ad essere sveglio ed efficiente se non dopo il desinare.
Ho letto un romanzo storico che trattava delle guerre di liberazione del 2310-15, ma non sono stato favorevolmente colpito dalla trama.
Sto cercando di mettere impegno nello svolgere le poche mansioni che devo espletare, ma la scarsità di impieghi rende le giornate più lunghe e noiose del necessario.

Data 05/12/2413, ore 20.30.
L'insonnia mi sta causando difficoltà di concentrazione e attacchi di sonnolenza. Sto tentando di mettermi avanti con il consueto rapporto mensile sulle attività della stazione, ma non riesco scrivere con la dovuta lucidità. Eppure non ho mai sofferto di queste problematiche, i miei rapporti sono sempre stati esempio di efficienza. Forse nei prossimi giorni inizierò ad assumere qualche farmaco per aiutarmi a dormire normalmente.
Due giorni fa ho iniziato a leggere un vecchio romanzo ambientato su Tlafos, nell'epoca precedente all'affermazione del Dominio Ktareen. Ormai l'ho finito e devo dire che mi è parsa una ben strana opera. Tratta di argomenti che sono così lontani dalla cultura della nostra società. Narra di un susseguirsi di guerre in cui a farla da padrone sono le angosce dei protagonisti. Descrive minuziosamente gli stati emotivi delle persone, un'analisi approfondita delle loro fobie, delle loro sofferenze, dei loro tormenti. Ma ciò che è riuscito a turbarmi è il fatto che queste paure e questi dolori non erano cagionati da contingenze esteriori, bensì la maggior parte delle volte scaturivano dall'intimo del personaggio, quasi come se quelle afflizioni nascessero e proliferassero solo nelle menti delle persone, disgiunte dal contesto di degradazione in cui vivevano.
Sono rimasto sconcertato dall'uso di termini così cupi per descrivere le emozioni di esseri viventi. Ricordo che a scuola parlavano delle afflizioni dell'animo che imperversavano nella nostra società prima della costituzione del Dominio, ma parevano solo vuote cognizioni; ora, invece, tramite questo romanzo, mi è sembrato di toccare con mano quelle cupe atmosfere interiori, il tutto descritto con vivide immagini e a tinte plumbee. Non riesco a credere che nel nostro passato potessero essere esistiti problematiche e dolori così intensi ma anche così impalpabili.

Data 08/12/2413, ore 14.30.
Questa notte non ho dormito affatto. Ho trascorso le ore vagando di ponte in ponte, immerso in un torpore che mai mi abbandonava e che tuttavia non lasciava il passo alla sonnolenza. Ho provato a giocare un poco con quei rompicapi sul computer, ma ero totalmente disinteressato, per cui il mio tentativo di distrazione si è rivelato inutile. Mi sono sdraiato nel letto per leggere, ma la concentrazione mi risultava difficile; ho così passato molte ore senza fare niente, solo ascoltando i ciclici rumori emessi dai dispositivi di controllo. Mi accanivo nel desiderio di riposarmi, e, più lo facevo, meno effetti sortivo. Mi sono alzato questa mattina spossato, dedicandomi alla supervisione di routine, ma senza impegno, quasi inconcludente. Questo pomeriggio penso di dormire almeno un paio di ore.

Data 13/12/2413, ore 02.30.
Non riesco più a sopportare tutto il silenzio che mi circonda. E mi risulta oltremodo estenuante la solitudine in cui sono costantemente immerso. Se almeno qualcuno fosse con me, forse le ore trascorrerebbero in modo più agevole, senza che vengano tormentate da questa uggia costante che mi pervade. Se ci fosse una persona, potremmo chiacchierare, potremmo giocare insieme: qualcosa per distrarci lo troveremmo. Invece così, solo, tutto mi sembra futile, niente più mi aggrada. La mattina mi levo e mi pare intollerabile lo sforzo di dover superare un'altra giornata. Solo verso il primo pomeriggio sopraggiunge una tregua con il mio umore cupo, e mi sembra di poter andare avanti senza che la tristezza si riaffacci al mio cospetto. Purtroppo però, giunto a sera, il malumore si riappropria del mio spirito, unitamente all'insonnia che non mi lascia mai un momento di requie quando le luci si abbassano. Sono ormai molti giorni che continua questo spossante travaglio. Devo trovare assolutamente un diversivo che mi distolga mentalmente dalle mie afflizioni.
Aggiunta; Ore 3.00.
Che strano, fino a un mese fa non avevo neanche idea di cosa volesse dire veramente affliggersi.

Data 15/12/2413, ore 22.30.
Niente di nuovo in questi giorni, il mio malessere continua costante e imperterrito.
Oggi tuttavia è accaduto un episodio che ha spezzato questa monotonia. In queste ultime settimane avevo trascurato completamente Putsy, la gatta che da tre anni vive con me sulla stazione. Mi limitavo a darle il cibo, evitavo sempre di giocare con lei perché ero troppo assillato dalle mie preoccupazioni. Lei allora ha incominciato a disinteressarsi a me, e da giorni la vedevo di rado, mentre mi aggiravo tra i ponti. Oggi però dovevo andare a controllare un problema operativo ad un condotto nella sezione di ingegneria. Ero come sempre intorpidito dal sonno e non riuscivo a concentrarmi sul quel dannato programma che dava accesso alle modifiche che dovevo apportare al circuito. Visto che dal computer non riuscivo a risolvere nulla, decisi di effettuare la riparazione direttamente sul luogo. Quando però tolsi il pannello che proteggeva i chip, sobbalzando vidi emergere dal condotto un'ombra minuta e rapida che, disturbata, miagolando corse via a nascondersi. Sull'istante non riconobbi la gatta, ebbi come un tuffo al cuore vedendo qualcosa muoversi, sapendo di essere solo sull'avamposto. Poi mi rammentai di Putsy, e riacquistai immediatamente la calma. In ogni caso è stato un vero spavento vedere comparire all'improvviso quella sagoma laddove non avrei mai immaginato si andasse a rintanare la mia gatta.

Data 18/12/2413, ore 21.30.
Le ore mi paiono sempre interminabili. I miei compiti mi lasciano una tale abbondanza di tempo libero, che sto costantemente senza far nulla, cercando di leggere o ascoltando un po' di musica. Ma anche così, sono sempre annoiato. Mi sento sempre pervaso da una tetraggine che mai mi abbandona, questi giorni mi paiono cupi e scialbi, dominato qual sono da una insofferenza che mi nuoce e mi affligge senza requie.

Data 19/12/2413, ore 00.30.
Prima di andare a letto sono passato a controllare lo stato del wormhole. Stranamente, le emissioni di tachioni hanno avuto un picco anomalo verso le 22.00. Non era mai accaduto un evento del genere, domani, se sarò abbastanza riposato, cercherò di indagare sulle cause di questo fenomeno.

Data 20/12/2413, ore 19.15.
Oggi ho ricontrollato i dati in mio possesso, sembra effettivamente un'anomalia come avevo analizzato ieri. La causa rimane sconosciuta; ho compiuto ulteriori esami ma non ne ho potuto ricavare nulla di più di quanto già sapevo. Ho informato l'ammiragliato di quanto è avvenuto, tuttavia loro non sembrano affatto preoccupati. Invece io mi sento turbato: in cinque anni che sono qui tutto è sempre stato nella norma, mai è avvenuto qualcosa che si discostasse dalla solita routine.
A volte mi viene da pensare che sappiamo così poco di cosa esiste al di là di questo wormhole. E se ci fossero davvero delle entità ostili dall'altro lato della galassia? Se veramente approfittassero di questo wormhole per attraversare migliaia di anni luce per venire fino a qui? Questi pensieri mi sconcertano. Siamo del tutto impreparati ad un possibile attacco alieno. Questa stazione sarebbe spazzata via in un sol colpo, io scomparirei in un attimo senza neanche rendermi conto di quanto sta accadendo.
Mi sento afferrare da un gelido presentimento quando rifletto su queste cose. Da quando ho riscontrato quel fenomeno dell'emissione di tachioni, non faccio altro che affliggermi pensando a come sarebbe terribile morire in questo modo. Cinque anni passati in un remoto avamposto a non far nulla, una vita insignificante, lontana da ogni luogo civilizzato, lontano dagli eventi che scuotono il nostro popolo. Sperduto, dimenticato, solitario. Mi pare un'esistenza inutile e vana.
Tra due anni, quando avrò finito l'incarico su questa stazione, me ne andrò immediatamente. Non voglio più abitare in questo buco ai margini dello spazio conosciuto. Desidero vivere un'esistenza bella, gioiosa, avventurosa; non devo starmene a marcire in questo remoto posto.

Data 23/12/2413, ore 23.30.
Pochi minuti fa il computer ha registrato una nuova anomalia nell'emissione di tachioni, localizzata nel sistema Gaigiger. Sto effettuando controlli ulteriori.

Data 25/12/2413, ore 15.30.
C'era qualcosa. Ne sono sicuro. Per un attimo, mentre fissavo i monitor, ho visto un oggetto uscire dal wormhole. È stato solo momento, perché subito è sparito. Procedeva ad una velocità molto elevata. Non sembrava una cometa o una meteora, era più grande dei solito materiale interstellare che vedo emergere dal wormhole. Un altro tassello da riposizionare in questo enigma che sta divenendo sempre più intricato.

Data 26/12/2413, ore 0.40.
Niente. Non riesco comprendere il motivo di quanto sta accadendo. Il computer non riesce a fornirmi una motivazione valida che possa spiegare queste strane manifestazioni.
Inizio a preoccuparmi seriamente. Pensieri turbolenti si annidano in me, presagi funesti, idee assillanti e ricorrenti di morte. Ormai porto avanti il mio incarico con indolenza, quasi per forza di inerzia. La mia mente vaga mentre esercito le mie mansioni, il mio cervello è costantemente deconcentrato, immerso in plumbee immagini che inibiscono la razionalità.
Sono impaurito. Cosa sta accadendo? Esiste un reale pericolo. Non so darmi risposte convincenti, vivo nell'apatia inframmezzata da incubi e parossistici deliri esiziali.
Ora non penso solo a me stesso, non temo solo per la mia incolumità. Il pensiero fugace e opprimente di una possibile guerra affligge il mio spirito. In questi tempi ho imparato veramente cosa significa l'afflizione, la sofferenza, giacché le ho sperimentate sulla mia persona. Prima erano solo vuoti concetti, ora sono esecrabili realtà. Così, alla luce di queste nuove acquisizioni, ora posso temere il dolore anche quando lo vedo negli altri. Se penso a tutta la gente che soffre e si affligge, il mio cuore ha un sobbalzo. Quante guerre abbiamo combattuto per arrivare a quanto siamo oggi? Troppe. Sarebbe stato possibile giungere allo sviluppo attuale senza tanti soprusi e senza combattere? Questo non so dirlo. Ma, anche nella mia triste condizione attuale, confido che si possa sempre migliorare. Con l'intelligenza, la cultura, la sensibilità, forse qualcosa in noi può cambiare. Proprio nel momento in cui sento la guerra come imminente e ineluttabile, mi sento di ricusarla e aborrirla con maggiore tenacia. Il futuro non è nelle armi. Il futuro è nella conoscenza, nella comprensione, nella tolleranza. Se deponiamo la spada che mortifera ci portiamo sempre al fianco, con essa deporremo anche il seguito di disgrazie, vessazioni, angherie che la gente ha da secoli dovuto subire.

Data 28/12/2413, ore 1.30.
Non mi sento molto bene. A tratti sono immerso in un respiro affannoso, mi sembra mancare l'aria, boccheggio spaurito e solo nella mia stanza. Un'oppressione nefanda mi attanaglia, un vago sentore di pericoli imminenti mi strugge. Non riesco a trovare ragioni a quanto mi sta accadendo. Ritengo che non sia solo frutto della mia immaginazione quanto ho visto, anche se il computer non sembra avvallare le mie ipotesi. E tuttavia ho un timore irrazionale che continuamente mi assale. Devo porre un veloce rimedio. Devo trovare il tassello che mi manca per comporre il mosaico.
Aggiornamento, ore 3.00.
È accaduto di nuovo. Questa volta ne sono sicuro. Un oggetto è entrato nel wormhole. Non era una cometa. Era un'astronave. Non vi è alcun ombra di dubbio. Qualcuno sta continuamente attraversando il tunnel per motivi a me ignoti. Non so cosa fare. Questo alone di mistero è terribile. Una nuova razza aliena, di cui non sappiamo nulla, è in piena attività dalle due parti del wormhole. E potrebbe costituire un estremo pericolo per il mio popolo.
Devo assolutamente agire.

Data 29/12/2413, ore 1.00.
È stato tremendo. Una notte di completa insonnia, preda inerme di un panico assordante e annichilente. Poi un sonno spossante, tetro e infido, saturo di incubi esiziali e mefitici.
Sono completamente soggiogato dalle mie fobie. Non posso continuare a starmene qui, seduto, senza sapere quello che accadrà. Devo muovermi, andarmene da questo luogo di pena, cercare, indagare, scoprire.

Data 30/12/2413, ore 2.00.
Un'altra notte di acuti orrori. E non riesco più a sopportarli.

Data 31/12/2413, ore 21.30.
Sono pronto. Ho sistemato tutto qui alla stazione. La prossima volta che un cargo verrà a rifornire l'impianto, troverà i miei diari personali e tutte le annotazioni che saranno utili all'ammiragliato per comprendere il gesto che sto per compiere.
Ho vinto l'incertezza, l'indecisione. Ora so cosa fare. Non sono utile qui, fermo sulla stazione, ad attendere gli eventi. Devo muovermi in prima persona, attivamente. E l'unico modo per essere utile è andare al di là del wormhole. Devo assolutamente scoprire cosa ci aspetta dall'altra parte della galassia, poiché qui non ho più scopo alcuno. Ho lasciato scritto il mio testamento raggruppato insieme ai miei effetti personali, dei quali non avrò bisogno dove mi sto recando. Temo infatti che la mia missione sarà infruttuosa. Mi attende la morte, con ogni probabilità. Ma se sussiste anche una sola possibilità di riuscita, allora la mia vita sarà stata spesa nel migliore dei modi.


Qui terminano le registrazioni del comandante. Non ci è pervenuta alcuna informazione aggiuntiva o posteriore su quanto è accaduto. Non sappiamo dove sia, né se sia ancora vivo.
In questi due anni è stata controllata attentamente la zona del wormhole, ma non sono state registrate anomalie. Nessuna strana attività in prossimità del tunnel.
Il caso del comandante Ptar è stato il primo di molti. Soprattutto negli ultimi dodici mesi, si sono evidenziati strani casi di presunte pazzie. Si è avuto un incremento esponenziale delle malattie mentali. Abbiamo notato una particolare somiglianza di alcuni di questi casi con quelle che i Terrestri chiamano turbe mentali, quali sindromi maniacali, ossessioni, fobie. Stiamo valutando la natura di queste malattie, e appurando le cause che ne hanno scatenato un così grande incremento, a partire dall'incontro, tre anni fa, con la razza proveniente dal pianeta Terra.

Aprile 1999

Scrivi un commento







Libro | Scrittore | Citazione

Aiutaci!