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Lei si chiama…
Titolo: Lei si chiama…
Autore: Mancuso Daniele
Genere: Racconto, Contemporaneo
Lingua: Italiano
Lingua originale: Italiano
Pubblicato il: 2011-07-03
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Dopo essersi fatto strada tra il fiume di persone che riempiva il locale, Riccardo riuscì ad intravedere i suoi due amici a un tavolo in profondità, mentre sorseggiavano della birra da due grossi boccali.
“Oh, alla fine gliel’hai fatta!” disse Paolo alzandosi e venendo incontro all’amico per abbracciarlo.
“Si scusatemi, ma mio padre mi ha tenuto mezz’ora al telefono. E poi c’è un casino per strada!” si giustificò Riccardo.
“Ciao Riccardo.” disse il ragazzo alzandosi goffamente dal tavolo.
“We Federico, come stai?” rispose Riccardo tendendogli la mano, ricambiata da una presa molle. I tre si sedettero, e l’ultimo arrivato, avvicinando la cameriera, ordinò una birra grande.
“Allora Riccardino -iniziò Paolo- che mi dici di bello? È da Settembre dell’anno scorso che non ti fai né sentire né vedere. E menomale che ci avevi fatto una testa così per non rompere i contatti dopo la fine del quinto!”
"Lo so Paolé, c’hai ragione! Il fatto è che sto con una da otto mesi ormai, e il tempo per gli amici è poco.”
“Ah, allora è una cosa seria stavolta. Non è come ai tempi di scuola…” disse Paolo strizzando l’occhio a Riccardo.
“No no. Per me i tempi delle ragazzate sono finiti, caro mio! Adesso sto con una ragazza straordinaria, ed ho intenzioni serie.”
“Beh, allora presentamela. Così poi gli racconto quello che combinavi a scuola!”
“Ma smettila” rispose Riccardo dando un pugno scherzoso sulla spalla a Paolo. Poi aggiunse: “E tu piuttosto, cosa fai? Fai sempre il Don Giovanni o hai messo la testa a posto?”
“Io non voglio mica metterla la testa a posto, scherzi? Sto benissimo così: vado con gli amici in discoteca, fingo di studiare all’università così i miei non mi rompono, e ho le mie storie. Le cose serie non fanno per me, lo sai!”
“Sei sempre il solito. E tu invece, che mi dici Federico?” disse Riccardo rivolto all’amico. Quest’ultimo aveva lo sguardo assente e si toccava la barba incolta. Per un momento non sembrava aver captato la domanda, ma poi parlò: “Tutto bene. Adesso anch’io sto con una”
“Ma davvero?” esclamò Paolo dopo una breve risata guardando Riccardo. “Dai, racconta!”
“Beh -iniziò Federico dopo aver sorseggiato la sua birra- è stato un incontro improvviso. Inaspettato direi. È entrata nella mia vita, e non me la tolgo dalla testa.”
“Davvero? Allora è una cosa seria” disse Riccardo contento.
“Si, proprio così. Una cosa molto seria”.
“Ma va?” esclamò ironicamente Paolo.
Federico rivolse all’amico lo sguardo spento: “All’inizio mi affascinava, perché mi faceva sentire diverso, superiore a tutti. Ma era pura illusione, e adesso sto a pezzi con lei”
Riccardo e Paolo si scambiarono uno sguardo perplesso. Dopo una sorsata di birra, l’amico aggiunse: “Da quando stiamo insieme, non esco più con gli amici, e non parlo più con i miei. Non ho nemmeno voglia di mangiare, e dormo al massimo tre ore a notte.”
“E cosa ti ha fatto per ridurti così?” chiese Riccardo preoccupato.
“Non sono il primo che l’ha conosciuta. È stata con tante persone. Molti non si lavavano più, altri si ingozzavano fino ad esplodere. Ed altri ancora hanno tentato più volte il suicidio”.
Paolo e Riccardo si guardarono di nuovo, mentre il loro amico continuava a accarezzarsi la barba. Poi Paolo disse sorridendo: “Ma scusa, ma allora scaricala no? Dai che se te la levi dalla palle, te le presento io le donne come si deve!” e diede una pacca sulla spalla dell’amico.
“Vorrei lasciarla, ma non ci riesco. Lei non se ne vuole andare, e io non posso mandarla via.”
A questo punto Riccardo, avvicinandosi a Federico, gli chiese: “Ma si può sapere chi cavolo è? Come si chiama?” Ma l’amico guardava nel vuoto senza rispondere.
“Allora? Come si chiama?” aggiunse Paolo.
“Lei si chiama….depressione.” Federico finì la birra e riprese a lisciarsi la barba.

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