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Diario del 23°
Titolo: Diario del 23°
Autore: Christian Michelini
Genere: Racconto, fantascienza
Lingua: Italiano
Lingua originale: Italiano
Pubblicato il: 2011-05-08
:

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Diario del 23°.
16 Giugno 2216.


Oggi per la prima volta ho avuto occasione di mettermi di fronte ad un computer del 23° secolo. È stata un’esperienza affascinante, per una persona che, come me, proviene dal vecchio 21°. È tutto completamente diverso, tutto così... be’, potrei dire originale: ne sono rimasto veramente stupito, di sasso quasi. Non ci sono cose nuove rispetto al 21°, questo è IL nuovo, e basta. Tutto è talmente strano che non so da dove iniziare. Tralascerò allora tutto, e mi concentrerò di volta in volta su piccoli aspetti.
Cominciamo.
La prima cosa che ho imparato è stato lo scaricamento della posta elettronica. Odette è il nome del mentore di posta. Odette è la personalità dedicata allo smistamento della posta presso la gerarchia (o meglio, il gerarca!) Raskolnikov. Raskolnikov è l’unità informatica locale cui sono addetto... ma già così sembra intricato, e lo è per certo: non chiedetemi di più su chi sia Raskolnikov, perché ancora io non ho capito quasi nulla.
Torniamo a Odette. La prima impressione che ho di lei è che sia una bella ragazza (almeno il suo avatar, una donna umana di 23 anni, dalla corporatura snella, occhi azzurri, capelli biondi... sembra che i programmatori abbiano creato questo ologramma basandosi sugli stereotipi di un vecchio telefilm degli anni ‘80... 1980...). La seconda impressione che ho di lei è il nome, uscito puro e suadente dalle sue labbra: Odette. La voce, quel nome, mi riportano alla memoria le vecchie letture di Proust, e Odette nel capolavoro proustiano non era proprio una santa.
Non so più cosa aspettarmi, e ogni commento mi pare superfluo.
Odette dunque: non so se gioire, per la donna, o disperarmi, per l’assistente che “dovrebbe solo” scaricare la posta.
Già, la posta, non posta elettronica, come eravamo abituati noi cavernicoli del 21°. Qui, la posta cartacea, semplicemente, non esiste. Provatevi voi a mandare ogni giorno un cargo verso il sistema Vega con i pacchi postali...
Odette, dopo essersi presentata di nome e di fatto, mi comunica immediatamente che sono arrivati 3476 messaggi (!!!). Subito il mondo incomincia a girarmi attorno, e temo di essere capitato nel mio peggior incubo... neanche nella modesta Internet del 21°, con tutto lo spamming, la spazzatura di vario genere, i virus, le pubblicità, gli amici impertinenti e i comunicati della massima importanza, ero arrivato ad un numero di quattro cifre nei messaggi scaricati. Oh, è vero, però: ci sono più di 200 anni di arretrati...
Quando sto già pensando a mettermi in pensione, ancor prima di lavorare (eh sì, nel 23° si può!), ecco che arriva un messaggio che, se da una parte mi risolleva, perché non dovrò più smistare quella caterva di mail, dall’altra mi atterrisce, lasciandomi di stucco.
Infatti, la voce languida di Odette mi annuncia, pacatamente: “Scaricati 2314 messaggi virus, 1160 messaggi spazzatura, 2 messaggi rilevanti”.
Ma non ho un momento per riprendermi: Odette subito mi riferisce che ha messo in quarantena i 2314 virus, cestinato i 1160 messaggi di spam, e messo i 2 messaggi “rilevanti” in Posta in arrivo, che, strano a dirsi, esiste ancora nel 23°.
Ah, non so proprio orientarmi in questo mondo per me nuovo; certo non pretendo di orientarmi almeno per... diciamo sette o otto anni (senza considerare quei 200 anni di innovazione tecnologica che mancano all’appello...).
Dopo queste due bordate di contraerea, del tipo rocket jump del vecchio, ormai vecchissimo, videogame Quake, tanto per intenderci, c’era ben poco che potesse ancora meravigliarmi (anche tenuto conto di Odette stessa). Ebbene, nel controllare i virus che mi erano arrivati con la posta, sono riuscito non solo a stupirmi nuovamente, ma a rimanere totalmente stralunato, tipo occhi fuori dalle orbite, per intenderci.
Il primo allegato virale che mi passa davanti contiene un virus chiamato semplicemente “pin”.
Un aghetto, un’inezia.
Peccato che l’inezia mi occupa 41,4 Terabyte.
Cioè, sono più di 41 milioni di megabyte, 10.000 enciclopedie!


Christian Michelini, Giugno 2002.

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