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Autore:Abhinavagupta
Tratto da:Mālinīvijayavārttika
Selezionata da:wiki
Citazione:In realtà non c'è nessun membro dello yoga che possa veramente servire da mezzo per raggiungere la condizione anuttara «quella che non ha nulla che la trascenda». Il mezzo (upāya) a essa è in realtà un non-mezzo (anupāya), dal momento che esso non prevede né pratiche rituali né soppressione delle funzioni mentali. È un battello pensato per un vento leggero, senza espirazione né inspirazione, che così trasporta il sé al di là dell'oceano della dualità, sebbene la mente sia immersa nel frattempo nel fluido del mondo oggettivo. [...] Gli impulsi dei sensi possono sciogliersi soltanto grazie a uno specialissimo tipo di distacco, un distacco praticato in elegante souplesse. Al contrario, se uno pretende di soggiogarli, essi finiscono per diventare ingovernabili. (106-112)

Citato in André Padoux 2011, p. XVIII; traduzione di Raffaele Torella.
Pubblicato il:2014-03-15
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I libri catalogati di Abhinavagupta:
Īśvarapratyabhijñāvirmaśinī
Mālinīvijayavārttika
Parātriṃśikāvivaraṇa
Tantrāloka
Tantrasāra

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