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Robert Musil
Autore: Robert Musil
Alias: Robert Edler von Musil
Nazione: Austria
Nato nel: 1880
Morto nel: 1942
Nato a: Klagenfurt
Morto a: Ginevra
Biografia di: Franca Fontana
Pubblicato il: 2011-05-06
:

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Robert Musil (Klagenfurt-Carinzia 1880 – Ginevra 1942), scrittore austriaco.


Robert Musil (Klagenfurt-Carinzia 1880 – Ginevra 1942), scrittore austriaco.

Nacque il 6 novembre 1880 a Klagenfurt in Corinzia da una famiglia medio-borghese. Il padre Alfred Musil, aveva un carattere arrendevole e razionale; la madre Hermine Bergauer, in poca sintonia con la personalità del marito, aveva un carattere nevrotico ed autoritario. Nel 1876 i coniugi avevano avuto una prima figlia, Elsa, che morì nello stesso anno. Robert, rimasto figlio unico, ebbe un’infanzia solitaria e infelice. I rapporti con i genitori furono sempre difficili, ed anche la presenza in famiglia di Heinrich Reiter, amico della madre, contribuì a creargli notevoli disagi. La presenza di quest’ultimo non solo alterava i rapporti coniugali della coppia, ma interferiva negativamente anche nella vita del piccolo Robert.

Nel 1881 il padre, abbandonata la professione di ingegnere, dapprima si trasferì con la famiglia a Komotau, poi nel 1882 a Stayer. In entrambi le sedi era stato nominato direttore degli Istituti tecnici locali.
Nel 1885 Robert Musil iniziò a frequentare la scuola elementare di Stayer. Ma il ragazzo aveva un carattere introverso e difficile che spesso lo poneva in contrasto anche con i propri coetanei.
L’ambiente famigliare poi non gli era di aiuto, anzi i conflitti si facevano sempre più aspri e frequenti.
Nel 1890 il padre ottenne la cattedra di insegnante al politecnico di Brünn, città in cui, nel 1891, si trasferì tutta la famiglia e dove Robert Musil si iscrisse al locale ginnasio. Ma l’anno seguente, per decisione unanime della famiglia, Robert venne inviato ad Eisenstadt e iscritto al liceo militare, presso cui rimase fino al settembre del 1894.
Tuttavia il peggio doveva ancora avvenire poiché, lasciata Eisenstadt, Musil venne inviato a proseguire gli studi, prevalentemente tecnico-scientifici, al collegio militare di Mahrisch-Weißkirchen (l’odierna Hranice): in questo luogo la disciplina terribile imposta ai cadetti era molto dura. Lo stesso Musil visse esperienze drammatiche di cui, in età adulta, si ricorderà raccontandole nel romanzo “I turbamenti del giovane Törless”.

Nel 1897 Musil lasciò il collegio ed iniziò a frequentare l’Accademia militare tecnica di Vienna, che abbandonò dopo tre mesi, decidendo di raggiungere la famiglia a Brünn.
Qui frequentò gli studi di ingegneria meccanica presso il locale Politecnico, e riprese i contatti con l’amico d’infanzia Gustav Donath, il quale, con altri giovani, aveva fondato un cenacolo letterario. In questo ambiente Musil si appassionò alla filosofia e alla letteratura. Si dedicò alla lettura di Friedrich Nietzsche, Ralph Waldo Emerson, Maurice Maeterlinck, Gabriele D’Annunzio, Jacobsen, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Oscar Wilde, autori che crearono nel suo animo un’impressione profondissima, tanto da indurlo ad iniziare i suoi primi tentativi letterari con la composizione di alcune prose liriche chiamate “Parafrasi” (1900).
Nel 1901, conseguita la laurea in ingegneria, Musil prestò un anno di servizio militare volontario in un reggimento di fanteria. Nel 1902 si trasferì a Stoccarda, dove il padre gli aveva trovato un posto di assistente volontario al politecnico; Musil, tuttavia, poco incline al lavoro impiegatizio, si sentiva invece attratto dalla letteratura e con entusiasmo iniziò la scrittura delle vicende di Törless.
Nel 1903 si trasferì a Berlino dove si iscrisse agli studi di filosofia e psicologia presso l’Università. In questo periodo si dedicò con forte interesse agli autori del classicismo tedesco, pubblicò alcuni articoli di divulgazione scientifica sulla rivista “Natur und Kultur” di Monaco e conobbe Johannes von Allesch, con il quale stabilì un’amicizia proficua e duratura.
Portò a compimento la scrittura del suo primo romanzo “I turbamenti del giovane Törless”, ma solo nel 1906, a un anno dalla sua conclusione, l’opera venne pubblicata con notevole successo di pubblico.

Nel 1908 Musil conseguì la sua seconda laurea in filosofia, ma rifiutò la carriera accademica a Berlino. Preferì trasferirsi a Graz, invitato dallo psicologo Alexius Meinong per proseguire gli studi con lui. Studi che l’anno seguente interruppe per dedicarsi completamente all’attività letteraria, stimolato anche dalle frequentazioni degli ambienti culturali berlinesi.
Pubblicò sulla rivista “Hyperion” la novella “La casa incantata”, che in una successiva redazione venne intitolata “La tentazione della silenziosa Veronika” e fu pubblicata, insieme ad una seconda novella, “Il compimento dell’amore”, sotto il titolo comune di “Incontri” (1911). Il volume non ottenne particolare successo. Nello stesso periodo pubblicò il saggio “L’indecente e il malato nell’arte” (1911).
Il 15 aprile 1911 sposò la pittrice Martha Heimann, conosciuta qualche anno prima, figlia di un ricco commerciante ebreo, e separata dal marito italiano Enrico Marcovaldi. Musil trovò nella moglie, una donna intelligente e premurosa, il sostegno ideale per affrontare un periodo non troppo proficuo della sua carriera letteraria, tanto che si convinse, seppur controvoglia, ad accettare la nomina a bibliotecario presso il Politecnico di Vienna.
Nel 1913 pubblicò sull’ultimo numero della rivista “Lose Vogel” l’importante saggio “L’uomo matematico”, che gli procurò buoni riconoscimenti.
Nel frattempo Musil, nuovamente annoiato dalla routine del lavoro impiegatizio, ancora una volta si ribellò. Dopo essersi dimesso si trasferì a Berlino per assumervi l’incarico di redattore presso la rivista “Die neue Rundschau”. Prima di iniziare il nuovo lavoro, che in poco tempo migliorò le sue condizioni economiche, Musil, insieme alla moglie, si concesse un viaggio a Roma, in cui soggiornò circa quattro mesi e durante i quali trasse spunti per il suo celebre diario romano.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Musil si trovava a Berlino. L’entusiasmo collettivo per la mobilitazione e il fascino irrazionale che aveva già conquistato numerosi intellettuali alla causa della guerra travolse anche Musil che pubblicò numerosi articoli sulla rivista “Die neue Rundschau” ed anche il saggio “Europeismo, Guerra, Germanesimo” (1914). Lo scrittore decise inoltre di presentarsi come volontario in patria, da cui venne immediatamente assegnato al Sudtirolo.
Ben presto però Musil si sentì estraneo all’ardore del nazionalismo, anche a quello più aristocratico esaltato da Thomas Mann, verso il quale provava una sottile antipatia.
Nel corso dei lunghi anni passati al fronte, prima come comandante e poi come redattore di un giornale militare, il “Soldaten-Zeitung”, Musil aveva maturato dentro di se la convinzione che la guerra aveva si provocato il crollo delle ideologie, ma non aveva modificato in nulla l’esistenza umana. Anche le correnti di pensiero, l’Empirismo e l’Idealismo, che fino a quel momento avevano dominato la storia moderna, avevano fallito. La prima era sfociata nel capitalismo, la seconda nella disgregazione dell’individuo. La sintesi di queste riflessioni, finita la guerra, le raccolse nel saggio “Europa derelitta” pubblicato nel 1922.

Dopo due anni di lavoro dapprima presso il Ministero degli Esteri, poi al Ministero della Guerra, nel 1921, Robert Musil, ormai raggiunta una buona posizione economica, acquistò una casa a Vienna, in cui si trasferì e dove visse per diciassette anni.
In questo periodo avvennero le pubblicazioni di alcune sue opere importanti: il dramma “I fanatici” (1921), per il quale, due anni dopo, ottenne il premio “Kleist”. Le novelle “Grigia” (1921), “Tonka” (1922) e “La portoghese” (1923), che successivamente vennero raccolte in un unico volume dal titolo “Tre donne”. Pubblicò inoltre la poesia “Iside e Osiride” (1923), mentre nello stesso anno venne messa in scena, a Berlino, la commedia “Vinzenz e l’amica degli uomini importanti” (1923), accolta dal pubblico con grande entusiasmo.
Dal 1925 l’editore Rowohlt, a cui Musil aveva affidato le pubblicazioni delle sue ultime opere, iniziò a versagli regolari anticipi per la scrittura di un nuovo romanzo.
A questo importante lavoro, che assorbirà tutte le sue energie, che lo impegnerà per tutto il resto della sua vita e che sarà considerato uno dei capolavori della letteratura del novecento, lo scrittore darà il titolo “L'uomo senza qualità”.
Ma le scarse risorse economiche e la pressione del lavoro influirono negativamente sulla sua salute, che subì un crollo. Soffrì di una forte intossicazione da fumo, fu sottoposto ad un intervento chirurgico alla cistifellea, cadde in un grave esaurimento nervoso.
Nel novembre del 1930 finalmente uscì il primo volume del romanzo che comprende la 1° e la 2° parte. Il successo della critica fu entusiastico, ma non altrettanto lo fu quello delle vendite. Musil tuttavia aveva comunque raggiunto una considerevole notorietà.
Nel 1931 Musil si trasferì con la famiglia a Berlino, nella speranza di trovare la tranquillità necessaria per poter portare a termine il romanzo. Nel 1933 venne pubblicato il secondo volume de “L'uomo senza qualità”, in cui sono compresi i primi 38 capitoli della 3° parte. Nel frattempo Hitler era salito al potere e Musil spontaneamente decise di lasciare la Germania per tornare a Vienna.
Nel 1935, durante un viaggio in Svizzera dedicato a numerose pubbliche letture, Musil affidò alla casa editrice “Humanitas” di Zurigo la pubblicazione delle “Pagine postume pubblicate in vita”. A Basilea incontrò invece Thomas Mann.

Nel marzo del 1938, quando l’Austria venne annessa al Reich hitleriano, per Musil divenne impossibile rimanere a Vienna, non solamente perché la moglie era ebrea, ma anche per il clima di avversione che circondava gli scrittori e per la mancanza di estimatori e amici. In quello stesso anno “L'uomo senza qualità” venne messo all’indice in Germania e in Austria, e qualche anno più tardi la sua casa di Vienna venne requisita.
Nell’agosto del 1938, dopo un breve viaggio in Italia, i coniugi Musil si trasferirono a Zurigo. Fu l’inizio dell’esilio. Attraverso le istanze di amici americani, che lo aiutarono anche economicamente, ebbero inizio i tentativi di ottenere il visto d’entrata negli Stati Uniti, senza esiti positivi. Falliti anche i tentativi di emigrare in Inghilterra e in Francia, i coniugi Musil lasciarono Zurigo per stabilirsi a Ginevra, nel sobborgo di Chêne-Bougeries. Musil riprese a lavorare intensamente al proseguimento dell’opera “L'uomo senza qualità”, e contemporaneamente continuò a scrivere brani autobiografici, nuove pagine di saggi e anche aforismi.

Furono anni di disperazione e tristezza che videro Musil isolato da amici e conoscenti. A questa condizione si aggiunsero la povertà e la precarietà di un permesso di soggiorno sempre sull’orlo della revoca. La ricerca di una maggiore tranquillità spinse lo scrittore a trasferirsi in una nuova casa con giardino, che trovò nel sobborgo ginevrino di Champel.

Il 15 aprile 1942 Robert Musil morì improvvisamente di apoplessia cerebrale mentre si trovava al suo tavolo di lavoro, intento nella scrittura del terzo volume de “L'uomo senza qualità”, che resterà incompiuto. Per sua volontà il corpo venne cremato e le ceneri disperse dalla moglie in un bosco presso la sua ultima abitazione.

Robert Musil senza dubbio è stato il più importante narratore austriaco del Novecento. Con le sue opere seppe indagare nella crisi di una cultura e di un costume di vita legato alla società asburgica ed al suo impero, e con il capolavoro “L'uomo senza qualità”, narrato su un fondo autobiografico, seppe esprimere il senso più intimo e profondo dell’epoca e dello spirito che la animava.
La definizione di “uomo senza qualità” vuole essere ironica: Ulrich, il personaggio centrale dell’opera, è ricco di straordinarie qualità spirituali, ma è neutralizzato in ogni azione da un atteggiamento rinunciatario e pessimistico che si traduce in intima, inespressa disperazione, in costante rinuncia alla vita pratica.
Nel suo immobilismo si riflette l’incapacità sociale di agire e l’incombente decadenza del mondo asburgico, ambedue intesi come simboli del fatale declino della intera società moderna; è significativo al riguardo che Musil abbia voluto ambientare la storia del protagonista negli anni precedenti la prima guerra mondiale, per sottolineare con amara ironia il senso di vuoto e l’imminenza della fine che si celavano sotto le strutture all’apparenza integre della monarchia asburgica.
Con “L'uomo senza qualità”, Musil ci ha lasciato una delle interpretazioni più sottili e profonde sia della sensibilità individuale contemporanea, sia della coscienza inquieta di un’area, quella della Mitteleuropa, su cui si addensavano le nubi minacciose del conflitto mondiale che l’avrebbe travolta pochi anni dopo.

Galleria di immagini

Personaggi e concetti creati da Robert Musil:
Ulrich Anders (Personaggio, dal libro L'uomo senza qualità vol. 1)
Agathe Anders (Personaggio, dal libro L'uomo senza qualità vol. 1)
I libri catalogati di Robert Musil:
Il compimento dell'amore
Il giovane Törless
L'uomo senza qualità
L'uomo senza qualità vol. 1 (Der Mann ohne Eigenschaften) (1978)
L'uomo senza qualità vol. 2 (Der Mann ohne Eigenschaften) (1978)
La casa incantata
La guerra parallela (1992)
La tentazione della silenziosa Veronika
Romanzi brevi, novelle e aforismi (Die Verwirrungen des Zöglings Törleß | Vereinigungen | Drei Frauen | Nachlaß zu Lebzeiten) (1986)
Tre donne
Citazioni di Robert Musil:
La metafisica è il sospetto verso ciò ch... [leggi]
La stupidità vanitosa e più elevata non... [leggi]
La sordidezza è una solitudine di più e... [leggi]
Nello sviluppo di ogni sottile energia m... [leggi]
Affiorava in lui un dolore sconfinato, i... [leggi]
Uno slogan? Buon Dio, è qualcosa che osc... [leggi]
Abbiamo riconosciuto per legge la libert... [leggi]
Per il benessere e la felicità non c'è b... [leggi]
L'arte non è un lusso, è un fine ultimo,... [leggi]
[...] si parla ora di pace, come se fina... [leggi]
Un governo che riesce a mettere insieme... [leggi]
Tra i partiti austriaci non vi è accordo... [leggi]
Certo, se si vuole assolutamente definir... [leggi]
La morale è la fantasia. Cit... [leggi]
La nobiltà dello spirito, rispetto a que... [leggi]
Ma se il senso della realtà esiste, e ne... [leggi]
Chi voglia varcare senza inconvenienti u... [leggi]
Dalle più violente esagerazioni, se lasc... [leggi]
Di un uomo importante non si deve sapere... [leggi]
E poiché possedere delle qualità presupp... [leggi]
In fondo quell'esperienza [NDR|di... [leggi]
[…] anche l'amore era fra quelle esperie... [leggi]
Lo sport [...] si potrebbe definire il s... [leggi]
In una collettività ogni strada porta a... [leggi]
E un bel giorno ecco il bisogno frenetic... [leggi]
Dinanzi alla legge tutti i cittadini era... [leggi]
[...] l'abitante di un paese ha almeno n... [leggi]
[...] Ulrich venne chiamato a rapporto d... [leggi]
Se è attuazione di sogni ancestrali il p... [leggi]
Non esiste altro esempio di destino ines... [leggi]
Nessuno sapeva bene che cosa stesse nasc... [leggi]
Non esiste una sola idea importante di c... [leggi]
Ti assicuro, io ce l'ho il coraggio, qua... [leggi]
La probabilità di apprendere dal giornal... [leggi]
In senso borghese erano tutto immoralist... [leggi]
D'altra parte non desiderava che l'amant... [leggi]
Grazie al suo temperamento, fino allora... [leggi]
Questa bellezza? – si pensa, – sì, va be... [leggi]
Negli anni della maturità pochi uomini s... [leggi]
Hai ragione quando dici che più nulla è... [leggi]
Per nessuna cosa ho così poco talento co... [leggi]
Sua Signoria [NDR|Il conte Leinsdo... [leggi]
Certi interrogativi sono stati tolti dal... [leggi]
Dio non intende che si prenda il mondo a... [leggi]
- Ogni grande libro spira questo amore p... [leggi]
Si poteva chiamarlo dedizione, ma la par... [leggi]
E lo stesso si poteva dire della fedeltà... [leggi]
Se per varie circostanze storiche non fo... [leggi]
Perché, comunque sia, è certo che su que... [leggi]
[NDR|Diotima ad Arnheim]«C... [leggi]
Quel segreto consiste nel fatto che non... [leggi]
[NDR|Diotima ad Arnheim]«A... [leggi]
In amore come in affari, nella scienza c... [leggi]
In tutto quel che intraprendeva – e cioè... [leggi]
«Non bisogna essere nulla di speciale!»... [leggi]
I migliori e più evidenti successi dell'... [leggi]
Idealità e morale sono i mezzi migliori... [leggi]
Quel che ci tranquillizza è la successio... [leggi]
Se le circostanze gli sono propizie l'uo... [leggi]
Un uomo che vuole la verità, diventa sci... [leggi]
Si rimproverò con veemenza: «Se io vales... [leggi]
Le visite a quella donna erano divenute... [leggi]
Se Božena fosse stata bella e pura, se e... [leggi]
Quasi ogni prima passione è di breve dur... [leggi]
«[...] se un uomo ha perso se stesso e h... [leggi]
«[...] Anch'io son legato a due fili. A... [leggi]
«[...] è certo che un uomo lo si compren... [leggi]
«Quali sono le cose che mi sconvolgono?... [leggi]
Törless dunque sedeva immobile, in perfe... [leggi]
Che si accettino o no gli schemi e le «v... [leggi]
I bambini non hanno ancora l'anima. Anc... [leggi]
Cos'era quella beatitudine sottile e rod... [leggi]
Ogni cervello non è qualcosa di solitari... [leggi]
Tutte le cose sono talvolta presenti due... [leggi]
Nell'arte c'è una finezza che apprezzo:... [leggi]
Importante è essere l'avvenimento, e non... [leggi]
Talvolta non si conosce qualcosa che si... [leggi]
E i sogni non sono in noi, non sono nean... [leggi]
La grande poesia musiliana non consiste... [leggi]
Musil non tralascia mai di operare da pe... [leggi]
Musil parte dal punto fluido di una real... [leggi]
Pochi autori di questo secolo insegnano... [leggi]
Se Musil fosse morto subito dopo aver pu... [leggi]

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