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Simone de Beauvoir
Autore: Simone de Beauvoir
Nome originale: Simone-Lucie-Ernestine-Marie Bertrand de Beauvoir
Nazione: Francia
Nato nel: 1908
Morto nel: 1986
Nato a: Parigi
Morto a: Parigi
Biografia di: Franca Fontana
Pubblicato il: 2011-05-06
:

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Simone de Beauvoir (Parigi 1908 – Parigi 1986), scrittrice e saggista francese.


Simone-Lucie-Ernestine-Marie Bertrand de Beauvoir nacque a Parigi il 9 gennaio 1908 in una famiglia dell’alta borghesia.
Il padre, uomo molto scettico e mondano, era avvocato ed aveva una grande passione per il teatro. La madre era cattolica osservante ed educò le figlie con metodi rigorosi e tradizionali.

Simone e la sorella minore Hélène trascorsero un’infanzia felice, anche quando sopraggiunsero disagi e ristrettezze economiche causate dalla bancarotta del nonno materno.
A dieci anni Simone incominciò a scrivere quasi per gioco e divenne amica e inseparabile compagna di scuola di Elizabeth Mabille, simpaticamente chiamata Zaza, che perse la vita in tragiche circostanze. Fu un’esperienza molto dolorosa da cui Simone trasse un forte impulso verso l’indipendenza.
Iscritta all’Istituto “Désir” rivelò un’intensa passione per gli studi, soprattutto per le materie letterarie, e fu un’allieva esemplare. Simone dedicò particolare interesse alla lettura dei grandi classici francesi, poi si accostò agli autori contemporanei, appassionandosi alle opere dei surrealisti di quegli anni.
In questa fase di cambiamento e maturazione perse la fede e si allontanò dalla religione, decise inoltre di dedicarsi all’insegnamento.
Proseguì gli studi al Liceo di Neuilly e all’Istituto Cattolico di Parigi, quindi si iscrisse alla Università della Sorbona dove, dopo la laurea in lettere, nel 1929, ottenne l’”Agrégation” in filosofia.
Nel corso di questi anni conobbe Merleau-Ponty, Lévy-Strauss, Raymond Aron, Paul Nizan e Jean-Paul Sartre. Fra Simone e Jean-Paul nacque immediatamente una forte intesa intellettuale e sentimentale, che mantenne la coppia solidamente unita per tutta la vita, pur senza giungere al matrimonio.
Nel 1931 cominciò la sua carriera di insegnante di filosofia, prima a Marsiglia, poi a Rouen, infine a Parigi. Con Jean-Paul Sartre iniziò anche a viaggiare in diversi paesi: Spagna, Italia, Grecia, Marocco.
Insieme a Sartre, con cui condivideva una profonda passione per la letteratura, seguì tutti gli eventi culturalmente più significativi di quel periodo. Insieme approfondirono la conoscenza degli scrittori europei: James Joyce, Franz Kafka, Marcel Proust, André Gide e Virginia Woolf; della letteratura americana: Ernest Hemingway, John Dos Passos, William Faulkner; e quella dei più importanti autori della filosofia tedesca: Edmund Husserl, Martin Heidegger. Tutto questo mentre l’Europa stava vivendo intensi avvenimenti politici; il nazismo era ormai salito al potere in Germania, la guerra civile spagnola era in corso e la seconda guerra mondiale era ormai alle porte.
Simone visse con molta partecipazione questi avvenimenti pur senza impegnarsi attivamente; solamente negli anni della lotta di Resistenza, Simone e Jean-Paul Sartre sentirono fortemente la necessità di una trasformazione radicale della società e assunsero un ruolo politicamente attivo che, qualche anno dopo la fine della prima guerra mondiale, spinse entrambi ad aderire al marxismo pur mantenendosi su posizioni molto attente e critiche.
Nel 1943, abbandonato l’insegnamento, pubblicò il suo primo romanzo, che aveva portato a termine due anni prima, dal titolo “L’Invitata”. Il romanzo che la rivelò come scrittrice narra dell’intesa a tre fra Simone, Sartre e Olga Kosakiewicz.
Nel corso della seconda guerra mondiale Simone, che era rimasta a Parigi durante l’occupazione tedesca, scrisse il suo secondo romanzo, “Il sangue degli altri” (1944), Un’opera nella quale affrontò le tematiche delle responsabilità individuali dell’intellettuale di fronte alla guerra. Ad una approfondita riflessione su guerra e resistenza è rivolto anche il suo terzo romanzo, dedicato a Jean-Paul Sartre, dal titolo “Tutti gli uomini sono mortali” (1947).
Scrisse inoltre un’opera teatrale, “Le Bocche inutili” (1946), il saggio “Pirro e Cinea” (1944), in cui affrontò il problema di un’etica esistenzialista, poi ancora i saggi “Per una morale dell’ambiguità” (1947) e “L’esistenzialismo e la saggezza delle nazioni” (1948), con i quali volle esprimere il suo pensiero in merito alle opinioni divergenti, suscitate dalla diffusione dell’esistenzialismo.

Nel 1945, insieme a Jean-Paul Sartre, Raymond Aron, Michel Leiris, Jean Paulhan, Maurice Merleau-Ponty, Albert Olliver ed altri amici, fu tra i fondatori della rivista “Les Temps Modernes”. In essa pubblicò numerosi articoli, partecipando all’ampio dibattito sui temi fondamentali della vita contemporanea e sulle posizioni filosofiche dell’esistenzialismo che coinvolsero, oltre allo stesso Jean-Paul Sartre, altri scrittori importanti fra i quali Albert Camus.
Nel 1947, per un giro di conferenze, si recò negli Stati Uniti, dove conobbe lo scrittore Nelson Algren, con cui ebbe un’intensa relazione amorosa che tuttavia non spezzò l’unione con Jean-Paul Sartre.
Nel 1949 pubblicò un altro importante saggio “Il secondo sesso”, da cui ottenne riconoscimenti internazionali. In questa opera, partendo dall’analisi sulle conoscenze biologiche, psicoanalitiche, storiche, antropologiche esistenti sulla donna, affronta il problema della libertà e della condizione della donna sul piano sociale e morale.
Nel 1954 pubblicò “I Mandarini”, dedicato a Nelson Algren. In questo grande romanzo, da molti considerato la sua opera più importante e che le valse il prestigioso Premio Goncourt, Simone, con grande sensibilità ed equilibrio, analizzò le speranze, le inquietudini e le incertezze del dopoguerra francese.
Di grande rilievo sono anche i due libri nei quali Simone raccolse riflessioni, impressioni ed esperienze vissute in occasione di due importanti viaggi, quello negli Stati Uniti e quello in Cina dai titoli rispettivamente: “L’America giorno per giorno” (1948) e “La lunga marcia” (1957). Fece altri viaggi importanti in Brasile, in Russia, a Cuba, e tornò molto spesso anche in Italia.
Scrittrice ormai affermata, Simone de Beauvoir si dedicò anche alla sua autobiografia, uscita in quattro volumi: “Memorie di una ragazza perbene” (1958), “L’Età forte” (1960), “La forza delle cose” (1963) e “A conti fatti” (1972). Sono opere particolarmente preziose in quanto non solo permettono di conoscere le vicende personali dell’autrice, ma rappresentano la diretta testimonianza sull’atmosfera e sull’acceso dibattito politico e culturale svoltosi in Francia nei primi decenni del dopoguerra. D’intonazione autobiografica è anche il libro “Una morte dolcissima” (1964), un’opera molto sentita e affettuosa dedicata alla morte della madre. Venne inoltre pubblicato un altro intenso romanzo, “Le belle immagini” (1966).
La particolare attenzione e sensibilità di Simone de Beauvoir per le problematiche femminili si ritrovano in un altro bellissimo volume comprendente tre storie di donne in crisi dal titolo “Una donna spezzata” (1967).

Simone de Beauvoir nel maggio del 1968 seguì con particolare simpatia le lotte degli studenti parigini. Ormai divenuta oggetto di grande ammirazione, ma anche di aspre polemiche per le particolari posizioni assunte come scrittrice e come donna, non mancò di porsi in prima fila in favore del movimento femminista. Marciò in testa alle manifestazioni e firmò manifesti di rivendicazione della parità di scelta fra i due sessi all’interno del sistema sociale. Partecipò inoltre alla fondazione della “Lega per i diritti delle donne” di cui, nel 1974, divenne Presidentessa.
Simone de Beauvoir proseguì la sua attività letteraria affrontando ancora una volta i temi angosciosi della malattia, della vecchiaia e della morte, con il saggio “La terza età” (1970), un appassionato atto di accusa contro l’atteggiamento della società verso gli anziani, e il libro “La cerimonia degli addii” (1981), con il quale raccontò gli ultimi dieci anni vissuti con Jean-Paul Sartre, il suo declino e la sua morte.
Nel 1979 venne pubblicato il suo primo romanzo “Lo spirituale un tempo” che aveva scritto nel 1938.
Le lettere di Jean-Paul Sartre a Simone de Beauvoir sono state raccolte nel volume “Lettere al Castoro e ad altre amiche”(1983). Castoro era il nomignolo affettuoso con il quale Jean-Paul Sartre la chiamava. Di particolare interesse è il volume di saggi e interviste dal titolo “Quando tutte le donne del mondo” pubblicato nel 1982.

Simone de Beauvoir morì a Parigi il 14 aprile 1986 e venne sepolta accanto a Jean-Paul Sartre, nel cimitero di Montparnasse.
La sua raccolta di “Lettere a Sartre” venne pubblicata postuma nel 1989.

Le opere di Simone de Beauvoir hanno elaborato la filosofia esistenzialista fondata da Jean-Paul Sartre, applicandone gli orientamenti al problema dell’emancipazione femminile.
L’importanza di Simone de Beauvoir, osservatrice profonda e critica della società del suo tempo, è legata alla tempestività della sua incisiva azione culturale e alla coerenza del suo impegno rivolto al cambiamento. Simone scelse di guardare la vita ad occhi aperti, senza indietreggiare di fronte alle ipocrite convenzioni di una società perbene, senza sfuggire all’angoscia della realtà. La sua fu una scelta morale le cui radici affondano in una cultura permeata dalle prime diffusioni della psicanalisi, dal movimento surrealista, dal bisogno imprescindibile di una trasformazione dell’esistenza collettiva che fosse innanzitutto trasformazione della coscienza individuale.
Simone de Beauvoir, con grande sincerità e capacità di analisi, seppe scrivere di se e delle donne per scuotere le immagini subalterne che gli uomini avevano costruito. Con grande consapevolezza ed equilibrio seppe percorrere nuove strade alla scoperta di un universo femminile ancora inesplorato.
I suoi personaggi femminili si esprimono tutti nel segno di una maturazione profonda raggiunta con tenacia e senza riferimenti a modelli precostituiti. Per tantissime donne è stata un esempio di coraggio e di libertà, di intelligenza e di passione.

Galleria di immagini

I libri catalogati di Simone de Beauvoir:
I Mandarini (Les Mandarins) (1954)
Il secondo sesso
La terza età
Una donna spezzata (La Femme rompue) (1967)
Citazioni di Simone de Beauvoir:
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