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Italo Calvino
Autore:Italo Calvino
Nome originale:Italo Giovanni Calvino Mameli
Nazione:Italia
Nato nel:1923
Morto nel:1985
Nato a:Santiago de Las Vegas
Morto a:Siena
Biografia di:Franca Fontana
Biografia vocale: Ascolta
Pubblicato il:2011-05-06
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Italo Calvino (1923, Santiago de Las Vegas (Cuba) - 1985, Siena) scrittore fra i più importanti della letteratura italiana del Novecento.


Italo Giovanni Calvino Mameli nacque il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, un villaggio nei pressi dell'Avana (Cuba), da genitori italiani entrambi professori universitari. Il padre Mario, di origine ligure, era un agronomo, la madre Evelina Mameli di origine sarda, era una botanica. Erano due personalità molto forti e severe, ma che consentirono ai due figli Italo e Floriano di trascorrere un'infanzia serena e agiata.
Nel 1925 la famiglia ritornò in Italia, a Sanremo, nella Villa Meridiana in cui era anche ubicata la Stazione Sperimentale di Floricoltura, di cui il padre era stato nominato direttore, ma a volte soggiornando anche presso l'abitazione di campagna di San Giovanni Battista.
Nel 1929 iniziò a frequentare le scuole Valdesi, diventando balilla per obbligo negli ultimi anni delle elementari. I genitori non avevano dato ai figli nessuna educazione religiosa, e chiesero per entrambi l'esonero dalle lezioni di religione alle scuole statali: ciò pose i due ragazzi nella condizione di dover sopportare un certo disagio, ma tuttavia permise loro di acquisire un più alto grado di tolleranza e rispetto verso le opinioni altrui.
Nel 1934 iniziò a frequentare il ginnasio-liceo "G. D. Cassini" e, conseguito il diploma senza gli esami di maturità, sospesi a causa della guerra, nel 1942 si iscrisse alla Facoltà di Agraria dell'Università di Torino.
In quegli anni Calvino ebbe i primi incontri con le opere letterarie di Joseph Rudyard Kipling, Robert Louis Stevenson, Johan Huizinga; con le raccolte poetiche di Eugenio Montale, mantenne viva l'amicizia con Eugenio Scalfari, suo compagno di liceo, da cui trasse ulteriori stimoli per l'approfondimento di interessi culturali e politici.
Gli avvenimenti storici del Paese e l'acquisizione di una convinzione politica antifascista sempre più forte lo spinsero a non presentarsi alla chiamata alla leva della Repubblica Sociale di Salò, e a scegliere di aggregarsi ai partigiani della Brigata "Garibaldi", che operava nelle Alpi Marittime, portando con sé il fratello sedicenne. Per rappresaglia i genitori vennero tenuti in ostaggio dai tedeschi per un lungo periodo, ma sopportarono la detenzione con fermezza e coraggio. Per Calvino la partecipazione alle lotte per la Resistenza fu un'esperienza intensa e decisiva per la sua formazione umana ed anche politica.
Nel 1945, dopo la Liberazione, Italo Calvino, abbandonata la Facoltà di Agraria, e usufruendo delle facilitazioni concesse ai combattenti, si iscrisse al terzo anno della Facoltà di Lettere dell'Università di Torino, conseguendo la laurea con una tesi su Joseph Conrad.
Iscrittosi al P.C.I., in cui svolse una intensa attività politica, e stabilita la propria residenza a Torino, diede avvio alla sua carriera letteraria collaborando con vari periodici, fra i quali "La Voce della Democrazia", "La nostra lotta" e "Il Garibaldino". In quegli anni gli fu carissimo amico Cesare Pavese, al quale proponeva la prima lettura di ogni suo scritto: fu attraverso questa amicizia che Calvino riuscì a far pubblicare sulla rivista "Aretusa" di Carlo Muscetta il suo primo racconto "Angoscia" (1945). L'articolo "Liguria magra e ossuta" venne invece pubblicato sulla rivista "Il Politecnico" di E. Vittorini, di cui divenne collaboratore. Numerosi suoi articoli vennero pubblicati anche sul quotidiano "L'Unità".
Nel 1947 pubblicò con la casa Editrice Einaudi il suo primo romanzo: "Il sentiero dei nidi di ragno". Presso la stessa casa editrice Calvino aveva trovato impiego con la mansione di addetto all'ufficio stampa e alla pubblicità. Nell'ambiente della casa torinese, animato da calorose discussioni ideologiche e politiche, strinse una solida amicizia con Natalia Ginzburg e con altri intellettuali del momento: gli storici Delio Cantimori, Franco Venturi e i filosofi Norberto Bobbio e Felice Balbo.
Il 27 agosto 1950 Cesare Pavese si tolse la vita. Per Calvino fu un giorno di grande dolore e sorpresa per non aver compreso il dramma esistenziale dell'amico.
Intanto vennero pubblicate sue nuove e importanti opere: "Ultimo viene il corvo" (1949), "Il visconte dimezzato" (1952), "La formica argentina" (1952), "L'entrata in guerra" (1954), "Fiabe italiane" (1956), "Il barone rampante" (1957), "La speculazione edilizia" (1957), "La nuvola di smog" (1958), il volume antologico "Racconti" (1958), "Il cavaliere inesistente" (1959).
Nel frattempo aveva assunto presso Einaudi la qualifica di dirigente, che manterrà fino al giugno 1961, quando diventerà consulente editoriale.
Sul "Contemporaneo" intervenne nell'acceso dibattito sulla cultura marxista, mettendo in discussione la linea culturale del P.C.I. ed esponendo il proprio disagio nei confronti delle scelte politiche del vertice comunista. Coerente con le proprie divergenti opinioni, Italo Calvino il 1° agosto 1957 rassegnò con profonda amarezza le proprie dimissioni dal partito.
Italo Calvino, dopo aver compiuto un lungo viaggio in Unione Sovietica, si recò negli Stati Uniti dove visitò le maggiori località del paese, da cui trasse favorevoli impressione, poi pubblicate in un libro col titolo "Un ottimista in America" (1961). Tra il 1959 e il 1967, insieme a Elio Vittorini, fu direttore dell'importante rivista culturale letteraria "Il Menabò".

Nel 1960 raccolse la trilogia araldica "Il visconte dimezzato", "Il barone rampante" e "Il cavaliere inesistente" nel volume intitolato "I nostri antenati", accompagnandola con una importante introduzione.

Nel 1962, durante un viaggio a Parigi, fece la conoscenza con Esther Judith Singer, una traduttrice argentina e collaboratrice di organismi internazionali come l'Unesco e l'International Atomic Energy Agency, che sposerà il 19 febbraio 1964.
Al matrimonio seguì un viaggio a Cuba, dove Calvino ebbe l'occasione di rivedere i luoghi e la casa natale dove avevano vissuto i suoi genitori. Qui incontrò anche Ernesto "Che" Guevara.
Tornato in Italia si stabilì in un appartamento a Roma; della famiglia faceva parte anche Marcelo, il figlio avuto sedici anni prima da Esther col precedente marito.
Nel 1965 nacque la figlia Giovanna che portò nella vita dello scrittore un gioioso senso di pienezza.

In quegli anni la sua attività letteraria proseguì con la pubblicazione di opere accolte sempre con grande successo dal pubblico: "La giornata d'uno scrutatore" (1963), "Marcovaldo ovvero le stagioni in città" (1963), "Le cosmicomiche" (1965), "Ti con zero" (1967).
Nel luglio 1967 si trasferì a Parigi con la famiglia, in una villa sita in Square de Chätillon, con l'intento di restarvi per cinque anni. Vi rimase invece fino al 1980.
I suoi contatti culturali e sociali nella capitale francese non furono particolarmente intensi, tuttavia fece la conoscenza di letterati fra i quali G. Perec, J. Rounbaud, P. Fournel.
Uscirono altre sue importanti pubblicazioni: la fiaba "Il castello dei destini incrociati" (1969), il volume di racconti "Gli amori difficili" (1970), il romanzo "Le città invisibili" (1972), per quest'ultimo lavoro gli venne riconosciuto il Premio Feltrinelli conferito dall'Accademia dei Lincei.
Nel 1974 iniziò a scrivere sul "Corriere della Sera" racconti, resoconti di viaggio e numerosi interventi sulla realtà politica e sociale italiana. Tenne conferenze in prestigiose Università degli Stati Uniti, compì nuovi viaggi in Argentina, Messico e Giappone. Furono impegni considerevoli che tuttavia non rallentarono il suo lavoro di scrittore. Pubblicò negli anni seguenti il romanzo "Se una notte d'inverno un viaggiatore" (1979), il saggio "Una pietra sopra" (1980), il volume di racconti "Palomar" (1983), opere che accrebbero il suo prestigio in tutto il mondo.

Nel 1980, rientrato in Italia, si stabilì a Roma ed iniziò la sua collaborazione con "La Repubblica", diretto dal suo vecchio compagno di liceo Eugenio Scalfari, in cui scrisse racconti e riflessioni su argomenti di cultura e di costume. Altri viaggi lo portarono in Israele, in Iran e in Spagna.
La grave crisi aziendale della Einaudi indusse Calvino a pubblicare presso la casa editrice milanese Garzanti la raccolta di articoli scritti dal 1974 al 1984 dal titolo "Collezione di sabbia" (1984), e la raccolta di racconti "Cosmicomiche vecchie e nuove" (1984).
Avendo inoltre ricevuto l'incarico di tenere una serie di conferenze negli Stati Uniti, a Cambridge e alla Harvard University, Calvino preparò le "Lezioni Americane" che tuttavia rimasero incompiute e pubblicate postume nel 1988 da Garzanti. La stessa casa editrice pubblicò postumo il libro "Sotto il sole giaguaro" (1986).

Durante una sua permanenza a Castiglione della Pescaia lo scrittore venne colto da ictus cerebrale: da qui venne urgentemente ricoverato nell'Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, e sottoposto a intervento chirurgico, che purtroppo non riuscì a salvarlo.
Italo Calvino morì 19 settembre 1985 a Siena; gli erano accanto la moglie, la figlia e gli amici più intimi. Venne sepolto nel cimitero di Castiglione della Pescaia.

Italo Calvino nel panorama della letteratura italiana ha assunto un'importanza notevole, sia per la nitidezza stilistica della sua prosa, sia per gli indirizzi particolari della sua narrativa. Infatti, non cedendo alle lusinghe d'un neorealismo esclusivo, ha perseverato nel seguire, con onestà artistica e chiarezza d'intenti, quella che è stata definita la sua vocazione nativa, ossia una qual certa predilezione per un'impronta fiabesca della prosa.
Italo Calvino percorre le vie della fantasia con stile gradevole, con impegno cosciente e con artistica leggerezza: si esprime con una scioltezza ed efficacia ammirevoli e senza dubbio la sua misura naturale è il racconto, in cui riesce a calare le vicende dei suoi personaggi in un clima poeticamente allegorico e fantastico, sempre capace di coinvolgere il lettore.
Con estrema lucidità e razionalità, nei suoi numerosi articoli giornalistici e nei saggi ha affrontato il rapporto fra l'uomo e la realtà sia industriale che tecnologica, in espansione dei primi decenni del dopoguerra, dedicando particolare attenzione ai problemi etici e morali che la società moderna poneva alle singole persone, nelle quali Calvino riconosceva un'indissolubile mescolanza di ragione e istinto, di positività e latente nequizia.

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I libri catalogati di Italo Calvino:
Collezione Di Sabbia
Fiabe Italiane
Giornata D'uno Scrutatore
Gli amori difficili
Il barone rampante (1957)
Il barone rampante (1957)
Il barone rampante
Il Castello Dei Destini Incrociati
Il cavaliere inesistente
Il coniglio velenoso
Il Principe Che Sposò Una Rana (Il principe che sposò una rana)
Il sentiero dei nidi di ragno (1947)
Il sentiero dei nidi di ragno
Il visconte dimezzato
L'Entrata In Guerra
La giornata d'uno scrutatore (1963)
La giornata di uno scrutatore
La Speculazione Edilizia
La spirale
La Strada Di San Giovanni
Citazioni di Italo Calvino:
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