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Salvatore Quasimodo
Autore:Salvatore Quasimodo
Nazione:Italia
Nato nel:1901
Morto nel:1968
Nato a:Modica
Morto a:Napoli
Biografia di:Franca Fontana
Biografia vocale: Ascolta
Pubblicato il:2011-05-06
:

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Scoprite con noi i due volti letterari ed umani di questo grande poeta moderno.


Salvatore Quasimodo, poeta siciliano, (1901-1968).
Nacque a Modica (Ragusa), il 20 agosto 1901 e trascorse la sua infanzia in piccoli paesi della Sicilia orientale, fra i quali Gela, Cumitini, Licata, essendo il padre capostazione delle Ferrovie dello Stato.
Era ancora bambino quando, nel 1908, avvenne il catastrofico terremoto di Messina, città nella quale subito dopo si trasferì, seguendo il padre chiamato a riorganizzare la l'importante stazione, e dove ebbe come sua prima dimora, al pari di tanti altri superstiti, i vagoni ferroviari.
Un'esperienza molto dolorosa che lasciò un segno profondo nell'animo del poeta.
A Messina compì gli studi fino al conseguimento del diploma, nel 1919, presso l'Istituto Tecnico "A. M. Jaci", nella sezione fisico-matematica.
Fu in questo periodo che ebbe inizio il sodalizio con Salvatore Pugliatti e Giorgio La Pira, che ebbe grande importanza nella formazione intellettuale di Quasimodo e che durò tutta la vita.
A Messina iniziò anche a comporre i suoi primi versi.
Nel 1919, all'età di diciotto anni, lasciò la Sicilia e si trasferì a Roma.
Con la sua terra natale tuttavia mantenne un legame sentimentale e nostalgico molto profondo, destinato poi a trasfondersi nell'opera del poeta con cadenze di dolorosa elegia.
A Roma, sotto la guida di Mons. Rampolla del Tindaro, nella città del Vaticano, studiò il latino e il greco.
Nel 1926 ebbe il suo primo lavoro presso il Ministero dei Lavori Pubblici, con incarico al Genio Civile di Reggio Calabria. Pur assicurandogli la possibilità di mantenersi, il lavoro di geometra non si conciliava con i suoi interessi letterari, così, spinto da una interiore necessità, riprese i contatti con gli amici messinesi, in particolare con Salvatore Pugliatti, i quali contribuirono a ridare fervore alla sua vena poetica.
Nel 1929 si recò a Firenze su invito del cognato Elio Vittorini, che lo fece conoscere nell'ambiente di "Solaria": qui strinse amicizia con Alessandro Bonsanti, A. Loira, Gianna Mancini, Eugenio Montale. Nelle pagine di questa rivista, nel 1930, pubblicò le sue prime liriche col titolo di "Acque e Terre".
Nel 1932 pubblicò "Oboe sommerso", un anno dopo "Odore di Eucalyptus".
Si trasferì a Milano, nel 1934, dove fu accolto con grande interesse, dentro una sorta di società letteraria di cui facevano parte poeti, musicisti, pittori e scultori.
Nel 1936 pubblicò "Erato e Apollion" Nel 1938 lasciò il suo lavoro al Genio Civile, e a fianco di Cesare Zavattini iniziò l'attività editoriale che successivamente continuò presso il settimanale "Il Tempo"; contemporaneamente collaborò alla principale rivista dell'ermetismo, la fiorentina "Letteraria".
In questo stesso anno, uscì "Poesie", la sua prima importante raccolta antologica.
Nel 1940 pubblicò "Lirici greci", accolto dalla critica con favorevole entusiasmo.
Nel 1941 gli fu affidato l'insegnamento della letteratura italiana al Conservatorio Musicale "G. Verdi" di Milano. Nel 1942 pubblicò "Ed è subito sera", in questo volume furono raccolte tutte le liriche del periodo cosiddetto ermetico, già comprese in varie pubblicazioni precedenti.
Durante il periodo bellico, nonostante le varie difficoltà, Quasimodo continuò a scrivere versi, affiancando, a questa sua attività preminente, anche quella di traduttore con risultati eccezionali, grazie all'assidua lettura dei classici latini e greci.
Le sue traduzioni: "Carmina" di Catullo, parti dell'Odissea, Il Vangelo secondo Giovanni, Edipo Re di Sofocle, Il fiore delle Georgiche di Virgilio, vennero pubblicate dopo la Liberazione.
Fu durante la tragedia del secondo conflitto mondiale che nell'animo di Quasimodo avvenne la conversione dal momento letterario a quello sociale.
La questione ermetica che in Quasimodo aveva segnato il suo punto di maggiore visibilità, di emblematica rappresentazione storica, subì un sostanziale mutamento. La frattura politica, sociale, culturale rappresentata da un così terribile evento, impresse un orientamento diverso allo sguardo del poeta. Da vicenda interna, strettamente collegata al suo modo interiore di sentire, divenne oggettiva l'attenzione alla storia di una società esterna. Quella misteriosa operazione dell'intelletto e della fantasia attraverso cui gli oggetti della mente e dei sensi diventano parola, si trasformò e assunse una dimensione più ampia, divenne espressione della sofferenza e del dolore, del sentimento di orrore e di angoscia tipico di quegli anni.
L'impegno alla solidarietà, la maggiore partecipazione umana e sociale di Quasimodo, rispetto alla realtà che lo circondava, si rispecchiarono in tutte le sue opere successive.
Opere che, in ordine di tempo, furono:
1946 - Con il piede straniero sopra il cuore;
1947 - Giorno dopo giorno;
1949 - La vita non è sogno;
1956 - Il falso e vero verde;
1959 - La terra impareggiabile;
1966 - Dare e Avere.

Insieme a tante altre traduzioni (Lirici greci, Shakespeare, Neruda, Molière, Ovidio, Eschilo, Ruskin), egli pubblicò numerosi saggi, tra i quali i maggiori furono: "Il poeta e il politico e altri saggi", "Scritti sul teatro", "Milano in inchiostro di china".

Il 10 dicembre 1959, a Stoccolma, ottenne il Premio Nobel per la Letteratura.

Nel 1960 dall'Università di Messina gli venne conferita la laurea Honoris Causa, ed inoltre fu insignito della cittadinanza Messinese. Nel 1967 anche l'Università di Oxford gli conferì la medesima laurea.

Il 14 giugno 1968, mentre si trovava ad Amalfi per presiedere un premio di poesia, venne colpito da ictus e morì durante il trasporto in auto a Napoli.

A questa pagina di ALK Libri potete trovare la recensione della raccolta delle sue poesie.

Galleria di immagini

I libri catalogati di Salvatore Quasimodo:
Acque e terre
Dalla Grecia
Domande e risposte
Due epigrafi
Ed è subito sera
Erato e Apòllion
Giorno dopo giorno
Il falso e vero verde
La terra impareggiabile
La vita non è sogno
Oboe sommerso
Poesie
Visibile, invisibile
Citazioni di Salvatore Quasimodo:
S’indovinava la stagione occulta dall’an...
Ognuno sta sul cuor della terra trafitto...
So che non stai bene, che vivi come tutt...
I filosofi, i nemici naturali dei poeti,...
La rassegnazione alla solitudine, oppost...
Ma c'è in Esenin, evocatore di ritmi, lu...
Ogni incontro, discorso, paesaggio si tr...
Avidamente allargo la mia mano:d...
Desiderio delle tue mani chiaren...
Dolore di cose che ignoromi nasc...
E quel gettarmi alla terra,quel...
Fatica d'amore, tristezza,tu chi...
''Mi trovi deserto, Signore,nel tuo...
Se mi desti t'ascolto,e ogni pau...
''Si china il giornoe colgo ombre d...
S'udivano stagioni aeree passare,...
Tindari, mite ti sofra larghi co...
''Ti rivedo. Paroleavevi chiuse e r...
Un po' di sole, una raggera d'angelo,...
Ali oscillano in fioco cielo,lab...
Autunno mansueto, io mi posseggo...
Avara pena, tarda il tuo donoin...
Camminano angeli, muticon me; no...
Città d'isolasommersa nel mio cu...
Di te amore m'attrista,mia terra...
Ed è morteuno spazio nel cuore....
Farsi amore un'altra morte sento...
I morti maturano,il mio cuore co...
In te mi getto: un frescodi nava...
Io tento una vita:ognuno si scal...
Lievita la mia vita di caduto,es...
Non so odiarti: così lieveil mio...
Non una dolcezza mi matura,e fu...
Odore buono del cielosull'erbe,...
Un sole rompe gonfio nel sonnoe...
Seguiremo case silenziose,dove m...
Ti cammino sul cuore,ed è un tro...
Con Òboe sommerso Quasimodo rinun...
A te piega il cuore in solitudine,...
Ad una fronda, docilela luce osc...
Alle sponde odo l'acqua colomba,...
Dal giorno, superstitecon gli al...
I monti a cupo sonnosupini giacc...
Mansueti animali,le pupille d'ar...
Nella palude calda confitto al limo,...
Per averti ti perdo,e non mi dol...
Sillabe d'ombre e foglie,sull'er...
Terrena notte, al tuo esiguo fuoco...
Ancora un anno è bruciato,senza...
Illeso sparì da noi quel giornon...
Nello spazio dei colli,tutto inv...
Isole che ho abitatoverdi su mar...
Ancora un verde fiume mi rapinae...
E come potevamo noi cantarecon i...
Scende la sera: ancora ci lasciate,...
Giorno dopo giorno: parole maledette...
Invano cerchi tra la polvere,pov...
Ora l'autunno guasta il verde ai coll...
La luna rossa, il vento, il tuo color...
Dicevi: morte, silenzio, solitudine;...
Con gli occhi alla pioggia e agli elf...
La mia terra è sui fiumi stretta al m...
Tu non m'aspetti più col cuore vile...
Dalla natura deforme la fogliasi...
Visibile, invisibileil carettier...
Dove sull'acque violaera Messina...
Io non cercoche dissonanze, Alfe...
In principio Dio creò il cieloE...
La loro morte copre uno spazio immens...
Non maledire, eterno straniero nella...
Il mito di Quasimodo sorge dalla maturit...
L'antimito (o il nuovo mito) di Quasimod...
Non è stato un tradimento e non è stato...

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