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Honoré de Balzac
Autore:Honoré de Balzac
Nazione:Francia
Nato nel:1799
Morto nel:1850
Nato a:Tours
Morto a:Parigi
Correnti letterarie:Realismo
Biografia di:Franca Fontana
Biografia vocale: Ascolta
Pubblicato il:2011-05-06
:

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- Honoré Balzac? - No, cittadino, io sono Honoré _de_ Balzac, prego!


Honoré de Balzac (1799-1850), romanziere francese, fra i massimi esponenti della corrente letteraria del realismo.
Nacque a Tours, il 20 maggio 1799; nell'atto di nascita fu registrato senza il de nobiliare, di cui, peraltro, la sua famiglia comincerà poi abusivamente a fregiarsi.
Il padre, Bernard-François Balssa, cognome poi trasformato in Balzac, e la madre Anne-Charlotte-Laure Sallambier, si sposarono a Parigi. Lei aveva diciannove anni, lui cinquantuno.
Dal matrimonio, dopo la morte di un fratello vissuto appena un mese, nacquero Honoré (1799), Laure-Sophie (1800), Laurence (1802), Henry François (1807). Quest'ultimo però non era figlio di Bernard-François: infatti Laure non aveva resistito al fascino nobiliare di un giovane, parente del castellano di Saché. Il marito non si rammaricò più di tanto, dimostrandosi paziente uomo di mondo.
Honoré non ebbe un'infanzia felice: dopo appena quattro mesi dalla nascita e fino ai quattordici anni, trascorse la sua vita lontano dalla famiglia. Prima venne messo a balia, poi a mezza pensione nel collegio Le Gay a Tours, infine, nel 1813, venne mandato nel collegio degli oratoriali di Vendôme. In quel luogo, la disciplina molto rigida, e lo studio forsennato, gli provocarono una grave prostrazione psichica. Fu costretto ad un anno di riposo.
Finiti gli studi secondari nel 1816, Balzac si trasferì a Parigi, dove si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza. Allo studio affiancò il lavoro, dapprima presso l'avvocato Jean-Baptiste Guyonnet-Merville, poi, nel 1818, fu ammesso nello studio del notaio Passez. All'università della Sorbonne, si appassionò ai corsi di filosofia tenuti da Victor Cousin, e volle cimentarsi nella creazione di un trattato filosofico sulla "Immortalità dell'anima", che ebbe scarso rilievo.
Nel 1819 conseguì la laurea in giurisprudenza, ma rifiutò la carriera legale.
In quello stesso anno, sempre a Parigi, si trasferì in una mansarda a Rue Lesdiguières, decidendo di seguire la vocazione di scrittore. Tuttavia, la sua prima opera teatrale, "Cromwell", una tragedia in cinque atti, non ottenne critiche favorevoli. Balzac tuttavia non si scoraggiò, ritenendo l'opera teatrale un genere letterario non congeniale ai propri mezzi: l'abbandonò quindi per dedicarsi alla prosa. Fra il 1823 e il 1825 scrisse i suoi primi romanzi, pubblicati con pseudonimi diversi, ma anch'essi non suscitarono grande entusiasmo. Nel frattempo, per garantirsi i necessari mezzi di sostentamento, intraprese diverse attività commerciali.
Nel 1825 diventò socio di una casa editrice, nel 1826 avviò una stamperia, nel 1827 costituì una società per gestire una fonderia per la produzione di caratteri tipografici. Ma gli affari andarono malissimo, e Balzac fu costretto a liquidare tutto. Ottenne un aiuto finanziario sia dalla madre che da M.me Laurie de Berny, una donna sensibile e colta con la quale, già da qualche anno, aveva iniziato una relazione sentimentale.
Conclusa la parentesi imprenditoriale, che rallentò la sua attività di scrittore, Balzac riprese a scrivere intensamente. Nel 1829 pubblicò la sua prima opera di una certa importanza, "Gli Sciuani", firmata con il suo vero nome.
Nei venti anni successivi l'intensità con cui lavorò fu straordinaria: affinando la sua tecnica narrativa, iniziò a raccogliere grande successo di pubblico e ad esser considerato anche negli ambienti intellettuali. Arrivò a comporre un centinaio di opere letterarie, fra romanzi, racconti e drammi teatrali, svolgendo contemporaneamente anche l'attività di pubblicista per diverse testate giornalistiche e la professione di giornalista di costume per riviste specializzate.
La sua esistenza scorreva frenetica tra mondanità, continui viaggi in diverse città europee, frequentazione di artisti e scrittori come Victor Hugo e Latouche.
Spesso lasciava Parigi per incontrare Eva Hanska, una nobile polacca, conosciuta nel 1833, moglie di un ricco proprietario ucraino, e con la quale ha una importante storia d'amore basata spesso su una frequente corrispondenza epistolare.
Nel 1836 acquista il quotidiano "La Chronique de Paris". Successivamente questa impresa si rivelò un ulteriore disastro, che gli rovinerà definitivamente le finanze.
Nel 1837 intraprese un lungo viaggio in Italia, anche per sfuggire ai creditori, e soggiornò a Milano (dove incontrò Alessandro Manzoni), Venezia, Genova, Firenze, Bologna (dove rese visita a Gioachino Rossini).
Nel 1939, nonostante il suo orientamento conservatore si pronunciò pubblicamente contro la pena di morte. Nell'agosto dello stesso anno venne eletto presidente della Societé des Gens de Lettres. Gli venne invece respinta la candidatura all'Académie de France. Intanto la sua salute, logorata da un lavoro massacrante, iniziò a dare segni di cedimento: lo affliggevano forti emicranie e dolorosi spasmi allo stomaco.
Nel 1842 apprende della morte del marito di M.me Hanska. Finalmente può coronare il suo desiderio: sposare quella che considera la donna della sua vita. Ma il matrimonio viene rimandato, sia per il timore di lei di perdere, sposando uno straniero, la cospicua eredità lasciatale dal marito, sia per il malcontento dei suoi famigliari.
Il lavoro continua intenso: Balzac ha maturato l'idea di raccogliere tutta la sua produzione narrativa in un'unica monumentale opera dal titolo "Commedia Umana", per farne un unico grande affresco sugli ideali, sui sentimenti, sulle passioni umane della società del suo tempo.
Nel luglio dell'anno successivo Balzac si reca a Pietroburgo, per incontrare M.me Hamska: non la vedeva da otto anni. Al suo rientro a Parigi riprende il lavoro con maggiore intensità, rinunciando alla vita mondana. Ha in progetto di acquistare un'elegante abitazione abitarvi con M.me Hanska dopo le nozze. Realizzerà questo desiderio nel 1946, diventando proprietario di un palazzo in Rue Fortunée (oggi Rue Balzac).
Nel 1849 la sua seconda candidatura all'Académie de France non viene accolta, e riceve solamente i voti di Victor Hugo e Lamartine. A settembre riparte per Wierzchownia per raggiungere M.me Hanska.
Balzac si trova ormai in gravissime condizioni di salute quando, dopo anni di paziente attesa, arriva il tanto desiderato matrimonio, celebrato il 14 marzo 1850 a Wierzchownia.
Al loro rientro a Parigi vanno a vivere in Rue Fortunée.
Balzac non si riprende dalla malattia che lo fa soffrire terribilmente. Muore il 18 agosto 1850, dopo aver ricevuto la visita di Victor Hugo.

Nella sua opera colossale, la "Commedia Umana", Honoré de Balzac rappresenta, con forza e incisività, la società francese del suo tempo, il nuovo mondo borghese uscito dalla Rivoluzione. Balzac vi rappresenta tutti i ceti sociali e tutte le professioni, e con descrizioni ineguagliabili racconta le passioni umane più diverse: la gelosia, l'avarizia, l'amor materno, l'ambizione. Con scrupolosa esattezza descrive gli ambienti, le vie, gli interni delle case e dei palazzi dentro cui i suoi personaggi vivono. La ricchezza descrittiva, in ogni sua forma, psicologica, ambientale o avventurosa, è uno dei fondamentali pregi dell'opera balzachiana.

La composizione della "Commedia Umana" comprende tutti i suoi romanzi, circa una novantina, raccolti secondo un complesso piano distinto in tre grandi gruppi: Studi di costume, Studi filosofici, Studi analitici.

1) Gli Studi di costume si suddividono in sei aree:
a) Scene della vita privata, di cui fanno parte: "Il colonnello Chabert" (1832), "La donna di trent'anni" (1832), "Papà Goriot" (1835), "La vendetta" (1830).
b) Scene della vita di provincia, che comprendono: "Il curato de Tours" (1832), "Eugénie Grandet" (1833), "Le illusioni perdute" (1843).
c) Scene della vita parigina compendiano: "Splendori e miserie delle cortigiane" (1845), "La cugina Bette" (1847), "Storia della grandezza e della decadenza di Cesare Birotteau" (1832), "Il cugino Pons" (1847), "La fanciulla dagli occhi d'oro" (1835).
d) Scene della vita militare, di cui fanno parte: "Gli Sciuani" (1829), "Una passione nel deserto" (1830).
e) Scene della vita politica che contiene fra gli altri "Un tenebroso affare" (1842).
f) Scene della vita di campagna che raggruppa: "Il medico di campagna" (1833), "Il curato del villaggio" (1839), "I contadini" (1844).

2) Gli Studi filosofici comprendono:
"La pelle di zigrino" (1831), "L'elisir di lunga vita" (1831), "Addio" (1832), "L'albergo rosso" (1832), "La ricerca dell'assoluto" (1834).

3) Gli Studi analitici comprendono:
"Fisiologia del matrimonio" (1830), "Piccole miserie della vita coniugale" (1845-46).

Da ricordare anche le sue opere teatrali: "Cromwell" (1819),"Vautrin" (1839),"Mercadet" (1848).

Gli elementi romantici sono spesso presenti in Balzac sotto forma di gusto per gli intrecci avventurosi, per le psicologie contorte, per le forti tinte drammatiche. Ciononostante egli può essere definito il creatore del romanzo realista Europeo, tenendo conto che egli ha caratterizzato i suoi personaggi inserendoli in particolari tipologie psicosociali. I protagonisti delle sue opere sono analizzati secondo uno studio psicologico forse molto semplice, ma ciascuno di essi incarna in maniera esemplare un tipo umano, che sovente rappresenta un'intera categoria sociale.

Galleria di immagini


Un busto di Balzac realizzato da Auguste
Rodin.

Monumento funebre di Honoré de Balzac.
I libri catalogati di Honoré de Balzac:
Addio
Addio - Il figlio maledetto - El Verdugo
All'insegna del gatto che gioca alla palla
Eugenia Grandet (Eugénie Grandet) (1833)
Eugénie Grandet
Farragus, capo dei Divoranti
Il ballo di Sceaux
Il colonnello Chabert (Le colonel Chabert) (1832)
Il colonnello Chabert (Le colonel Chabert) (1832)
Il Figlio Maledetto
Il giglio della valle
Il medico di campagna (Le médecin de campagne) (1833)
Il parroco del villaggio
L'ultima incarnazione di Vautrin
L'unica dote
La borsa
La commedia umana
La cugina Betta
La cugina Bette (La cousine Bette) (1846)
La cugina Bette
Citazioni di Honoré de Balzac:
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