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Ernest Hemingway
Autore: Ernest Hemingway
Nome originale: Ernest Miller Hemingway
Nazione: Stati Uniti d'America
Nato nel: 1899
Morto nel: 1961
Nato a: Oak Park
Morto a: Ketchum
Biografia di: Franca Fontana
Biografia vocale: Ascolta
Pubblicato il: 2011-05-06
:

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Hemingway, la vita, l'avventura sfrenata, il pericolo.


Ernest Miller Hemingway, (Oak Park-Illinois 1899 – Ketchum-Idaho 1961), scrittore fra i maggiori esponenti della narrativa americana contemporanea.
Nacque a Oak Park – Illinois, il 21 luglio 1899, secondogenito di una famiglia protestante dalle condizioni economiche agiate. Il padre, Clarence Edmonds Hemingway, svolgeva la professione di medico; la madre, Grace Hall, aveva studiato musica.
La famiglia possedeva un piccolo cottage con un’ampia superficie di terreno che scendeva fino alle rive del lago Bear, nel nord del Michigan, presso cui ogni estate Ernest ed i suoi cinque fratelli, insieme ai genitori, trascorrevano le vacanze.
In questo luogo di spensieratezza, Ernest, sin da piccolo vivace e curioso, sotto la guida del padre, si appassionò alla pesca, alla caccia, al nuoto, alla canoa. Restò affascinato dalla bellezza del bosco, dagli innumerevoli richiami della natura, dalla vita all’aria aperta.
Frequentò la scuola elementare senza particolare entusiasmo, poi, a quattordici anni, venne iscritto alla Municipal High School di Oak Park, presso cui imparò a suonare il violoncello; fu capitano della squadra di pallanuoto, giocò a rugby, incominciò a praticare il pugilato.
In questa scuola ebbe la fortuna di avere due insegnanti che si accorsero della facilità con cui sapeva scrivere, e che lo incoraggiarono ad esporre per iscritto tutti i suoi turbinosi pensieri. Nacquero così i suoi primi racconti, che vennero pubblicati sulle riviste scolastiche “Tabula” e “Trapeze”.
Nel 1917, portati a termine gli studi superiori, per non assecondare le aspirazioni del padre che voleva si iscrivesse all’Università, né quelle della madre che desiderava si perfezionasse nello studio del violoncello, Ernest abbandonò la famiglia.
Si recò a Kansas City, dove accettò un posto di redattore del giornale “Star”: questo primo lavoro, oltre a garantirgli l’indipendenza economica, rappresentò un tirocinio di grande utilità.
Quando gli Stati Uniti, nel 1918, presero parte alla prima guerra mondiale, Hemingway partì per l’Europa, e raggiunse il fronte italiano a Fossalta di Piave, con l’intenzione di arruolarsi come volontario nei reparti combattenti; ma a causa di un difetto alla vista, venne assegnato alla conduzione di un mezzo del servizio ambulanze della Croce Rossa Americana (A.R.C.).
Nella notte fra l’8 e il 9 luglio, in un improvviso riaccendersi di colpi di mortaio e di mitraglie, Hemingway rimase gravemente colpito alle gambe.
Nonostante le ferite, e sotto il fuoco continuo e ininterrotto, Hemingway riuscì a caricarsi sulle spalle un soldato, dilaniato da innumerevoli colpi, e a porre entrambi in salvo. Per questo gesto eroico riceverà la medaglia d’Argento dal Governo Italiano.
Dopo essere stato sottoposto all’estrazione delle innumerevoli schegge penetrate nelle ginocchia e nelle gambe, con un treno ospedale venne inviato a Milano, presso l’Ospedale della Croce Rossa Americana, per un periodo di convalescenza. Qui si innamorò di Agnes Hannad von Kurowsky, un’infermiera americana di origine tedesca.
Il 4 gennaio 1919 s’imbarcò per far ritorno in America. Giunto ad Oak Park, fu accolto trionfalmente dall’intera cittadinanza, ed elogiato dalla stampa locale per le imprese coraggiose in cui si era distinto.
Finiti i festeggiamenti, per Hemingway ebbe inizio un faticoso riadattamento alla vita civile, attraversato da una lunga crisi esistenziale. Iniziò a bere in modo esagerato e a soffrire d’insonnia; le esperienze traumatiche di Fossalta gli avevano lasciato nell’animo un segno indelebile.
Quando poi Agnes von Kurowsky troncò la loro relazione sentimentale, ne soffrì tanto da ammalarsi fisicamente, restando per lunghe settimane completamente esausto.
Uscito dalla crisi riprese a scrivere racconti, a leggere intensamente, a frequentare gli amici, con i quali si rifugiò nel nord del Michigan, per pescare e vagare nei boschi. Ma il disappunto della famiglia lo indusse a trovarsi un nuovo lavoro.
Nel gennaio del 1920 si trasferì a Toronto, in Canada, dove divenne collaboratore del settimanale “Star Weekly”; nel dicembre dello stesso anno se ne andò a Chicago, dove fu assunto come redattore del mensile “Cooperative Commonwealth”.
Fece amicizia con lo scrittore Sherwood Anderson e incontrò Hadley Richardson, una bella ragazza di cui s’innamorò, e che sposò il 3 settembre 1921.
Pochi mesi dopo, i coniugi Hemingway partirono per la Francia, stimolati dal richiamo della vita intellettuale europea, con l’incarico per Hemingway di scrivere articoli per lo “Star” e lo “Star Weekly” di Toronto.
A Parigi, dove presero alloggio, conobbero Ezra Pound, Gertrude Stein e Sylvia Beach.
Nei tre anni successivi, Hemingway, in qualità di inviato speciale, partecipò alla Conferenza Economica Internazionale di Genova, si trovò in Tracia durante la guerra greco-turca, fu invitato alla Conferenza della pace di Losanna, raggiunse l’Italia per intervistare Mussolini, si recò anche in Spagna, dove assistette alle corride di Siviglia, Madrid e Pamplona.
Nel 1923 rientrò a Toronto, per dare le dimissioni da corrispondente. Hemingway aveva deciso di dedicarsi all’attività di scrittore, mentre il lavoro di giornalista gli sottraeva troppo tempo.
In questa stessa città, il 10 ottobre 1923, nacque il suo primo figlio John, soprannominato Bumby. Al lieto evento si aggiunse un altro momento di festa: la pubblicazione del suo primo libro dal titolo “Tre storie e dieci poesie” (Three stories and ten poems).
A metà gennaio del 1924 Hemingway si trasferì nuovamente a Parigi, sistemandosi in rue Notre-Dame-des-Champs, non molto distante dall’abitazione di Ezra Pound.

Con l’aiuto di Ezra Pound, divenuto suo ottimo amico, riuscì a farsi conoscere da Ford Maddox Ford, noto critico e romanziere inglese, il quale lo nominò vicedirettore del “Transatlantic Review”. In quel periodo, oltre ad incontrare Francis Scott Fitzgerald e John Dos Passos, gli fu amica preziosa anche Sylvia Beach, che gli fece conoscere James Joyce.
Dopo qualche mese perse il lavoro, perché in un articolo aveva criticato negativamente T.S. Eliot, che a suo giudizio scriveva in modo troppo “cerebrale”.
All’inizio del 1925 l’editore americano Horace Liverigh pubblicò una sua raccolta di novelle, “Nel nostro tempo” (In our Time).
Per concedersi un periodo di vacanza, Hemingway partì per la Spagna insieme ad alcuni amici, dove assistette a diverse corride e dove gettò le basi del suo primo romanzo “Il sole sorge ancora” (The Sun also Rises), tradotto in Italia con il titolo di “Fiesta”, pubblicato nel 1926, lo stesso anno in cui venne pubblicato “Torrenti di primavera” (The torrent of Spring), due opere che fecero di lui un autore molto apprezzato e ricercato.
Per Hemingway e la sua famiglia avrebbe potuto essere l’inizio di una relativa tranquillità economica dopo anni di sacrifici, ma fu anche il momento dell’abbandono di Hadley e del piccolo Bumby.
Hemingway si era innamorato di Pauline Pfeiffer, una redattrice di “Vouge” che sposò il 10 maggio 1927. Per ritrovare la tranquillità smarrita a causa dei problemi familiari, Hemingway riprese febbrilmente a scrivere, e prima della fine dell’anno furono pubblicati quattordici racconti in un volume dal titolo “Uomini senza donne” (Men Without Women).
Verso la fine di marzo 1928, Hemingway tornò in America e mise su casa a Key West, all’estrema punta meridionale della Florida, di fronte a Cuba, dove Pauline diede alla luce Patrick, il suo secondogenito.
In dicembre lo raggiunse la notizia del suicidio del padre. Nell’aprile del 1929 la Scribner’s pubblicò “Addio alle armi” (A farewell to Arms), che in poche settimane divenne il libro più venduto in America. In questa sua importante opera, la grande guerra, combattuta in Italia, e la tragedia di Caporetto, venivano raccontate con grande precisione ed effetto altamente drammatico.
Nel 1930, tornato a Key West dopo un breve periodo di permanenza a Parigi, iniziò la stesura di un nuovo libro sulle corride, alternando alla scrittura la sua nuova passione, la pesca in alto mare.
Il 12 novembre 1932 Pauline mise al mondo Gregory, il terzo figlio di Hemingway.
Nell’ottobre dello stesso anno venne pubblicato il romanzo “Morte nel pomeriggio” (Death in the Afternoon), a cui fece seguito, nel 1933, un terzo libro di racconti, “Chi vince non prende nulla” (Winner take Nothing).
Verso la fine del 1933 Hemingway decise di partire con Pauline per l’Africa, verso la Piana di Serengeti, sulle colline di Ngorongoro e nelle steppe della Valle del Rift (Kenya e Tanganica). Furono mesi di caccia grossa, un’esperienza appassionante a cui fece seguito il romanzo “Verdi collina d’Africa” (Green Hills of Africa), pubblicato nel 1935.
L’uragano che sconvolse la zona di Key West, e che uccise migliaia di persone fra i reduci della prima guerra mondiale, malamente sistemati nei campi di lavoro di Matecumbe, offrì ad Hemingway l’occasione per scrivere un nuovo romanzo: “Avere e non avere” (To Have and Have not), pubblicato nel 1937.
Nel 1936 scoppiò la guerra civile in Spagna, ed Hemingway la raggiunse l'anno successivo, nel ruolo di corrispondente di guerra della “North American Newspaper Alliance”.
Qui Hemingway fece la conoscenza di Martha Gellhorn, giornalista intelligente e irrequieta, con la quale andò a convivere. Pauline, venutane a conoscenza, dapprima sopportò, poi chiese il divorzio.
Per alcune sopravvenute divergenze con l’agenzia di stampa per la quale lavorava, Hemingway si ritrovò senza contratto e dunque rientrò a Key West.
Nel febbraio del 1939, insieme a Martha Gellhorn, si trasferì a Cuba, nella piccola cittadina di Finca Vigia, a venti chilometri dall’Avana. Si dedicò alla scrittura di brevi racconti sulla guerra spagnola, ma ben presto, nella sua mente, prese forma l’idea di una storia più ambiziosa, tutta raccolta in tre giorni, e ambientata nelle retrovie di Franco nella Sierra de Guadarrama, a nord-ovest di Madrid. Ad un gruppo di partigiani si doveva aggiungere un giovane americano, Robert Jordan esperto di esplosivi. Hemingway si buttò su questa trama con grandissimo entusiasmo e ci lavorò per quasi un anno e mezzo. Per titolo scelse “Per chi suona la campana” (For Whom the Bell Tolls).
La Scribner’s pubblicò il romanzo nell’ottobre 1940 e fu un trionfo. Già nel primo anno vendette oltre mezzo milione di copie, e la Paramount offrì all’autore la somma più alta mai stata pagata prima per la riduzione cinematografica di un libro.
Il 5 novembre 1940 Hemingway sposò Martha Gellhorn con rito civile.

In Europa intanto aveva avuto inizio la seconda guerra mondiale: Hemingway, inviato di guerra della “Collier’s”, raggiunse il Vecchio Continente. Dapprima si fermò a Londra, che era in grande fermento per i preparativi dello sbarco in Normandia; poi raggiunse la Francia al seguito di alcune divisioni corazzate.
Mentre si trovava a Parigi, Hemingway, partecipando a numerosi incontri fra scrittori, fotografi, giornalisti; conobbe Mary Welsh, redattrice di “Time” e “Life”, alla quale fece immediatamente la corte. Il 6 marzo 1945 se ne tornò in America. Il suo matrimonio con Martha ormai era irrimediabilmente naufragato. Nel 1946 formalizzò il suo matrimonio con Mary Welsh.
In questo periodo iniziò a scrivere un nuovo romanzo, “Il Giardino dell’Eden” (The Garden of Eden). Il tema è la felicità dell’Eden che l’uomo finisce inevitabilmente per perdere, ma il libro però non fu portato a termine.
Nel 1948, con la moglie Mary, tornò in Italia; si fermò a Cortina, a Venezia, a Fossalta di Piave, poi nell’isola di Torcello, dove riprese a scrivere. Il fascino del paesaggio veneto gli ispirò un nuovo romanzo, “Di là dal fiume e tra gli alberi” (Across the River and into the Trees), pubblicato nel 1950.
Rientrato a Cuba, il 1951 fu per lui un anno pieno di dolori: morì sua madre, morì di cancro Pauline, morirono anche due suoi cari amici. Soffocò la sofferenza nella scrittura e nella pesca in alto mare, con la sua imbarcazione “Pilar”.
Riacquistò serenità quando iniziò a scrivere un’altra storia interessante, quella della lotta fra un vecchio pescatore e un enorme pesce spada. A questo breve romanzo diede il titolo “Il vecchio e il mare” (The old man and the sea), pubblicato nel 1952. Nello stesso anno vinse il Premio Pulitzer per la narrativa.
Subito dopo iniziarono gli anni della decadenza psicofisica dello scrittore: il suo fisico era precocemente invecchiato a causa degli strapazzi e del troppo bere.
Nel 1953 volle rivedere tutti i luoghi in cui aveva trascorso periodi della sua vita, pertanto, con la moglie Mary, partì per l’Europa, attraversò la Francia, scese in Spagna per rivedere le corride, infine s’imbarcò per l’Africa.
Nella vastità di questi territori ebbe ben due incidenti aerei. Dal primo, insieme alla moglie ed al pilota, uscì illeso. Dal secondo, Hemingway riportò traumi gravissimi. Oltre alle ferite alla testa, per aver dovuto sfondare uno sportello bloccato, ebbe lesioni al fegato, restò senza vista dall’occhio sinistro e sordo completamente dall’orecchio sinistro, ebbe una vertebra schiacciata, slogature e distorsioni agli arti, ustioni in varie parti del corpo. In condizioni fisiche ancora precarie, volle recarsi a Mombasa per pescare nell’oceano Indiano. Qui si produsse altre gravi ustioni nel tentativo di spegnere un incendio scoppiato vicino al loro accampamento.
Per la convalescenza raggiunse l’Italia e soggiornò a Venezia, presso l’Hotel Gritti. Migliorate le condizioni di salute, ripartì per Finca Vigia.
Nell’ottobre del 1954 gli venne riconosciuto il Premio Nobel per la letteratura.
Hemingway intanto, prese a soffrire con maggiore frequenza di crisi esistenziali e di periodi di depressione.
Fortunatamente continuò a scrivere. Nell’autunno del 1958 portò a termine un vivace libro di memorie parigine dal titolo “Festa mobile” (A moveable feast), pubblicato postumo nel 1964.
Tentò di rivedere e concludere anche “Il giardino dell’Eden” con risultati non soddisfacenti. Lavorò invece alla scrittura di altri tre racconti, riuniti in un libro col titolo “Isole nella corrente” (Islands in the Stream), che verrà anch’esso pubblicato postumo.
Nel 1959 andò definitivamente a vivere a Ketchum, nell‘Idaho, con la moglie Mary, in una bella casa vicino ai boschi, di fronte ad un bellissimo panorama montuoso.
I disturbi nervosi tuttavia peggiorarono: allucinazioni e manie di persecuzione divennero sempre più insistenti, al punto da rendersi necessario un ricovero in clinica, dove i medici gli praticarono anche l’elettrochoc. Le cure parvero migliorare il suo stato di salute, ma nello stesso tempo gli aumentarono la perdite di memoria, e gli causarono difficoltà di concentrazione.
Hemingway, ancora più disperato e depresso, tentò il suicidio, ma fu fermato in tempo dalla moglie.
Ci fu un nuovo ricovero in clinica, durante il quale Hemingway fu salvato per miracolo da altri due tentativi di suicidio. Non gli furono di alcun conforto neppure i telegrammi di incoraggiamento ricevuti da diversi amici fra i quali Dos Passos e Gary Cooper.
Il 26 giugno 1961 fu dimesso dal St. Mary’s Hospital, apparentemente guarito, ma in realtà la malattia nervosa gli procurava ancora sbalzi di umore e stati di allucinazione.
Trascorsero alcuni giorni, in cui Hemingway fu praticamente guardato a vista dalla moglie.
Poi, il 2 luglio 1961, in una bella mattina d’estate, Hemingway, dopo essersi svegliato molto presto, con un fucile da caccia si sparò un colpo alla testa.
Venne sepolto nel piccolo cimitero di Ketchum, alla presenza della moglie, dei figli e di pochi amici.

L’opera di Hemingway, di ispirazione essenzialmente autobiografica, si contraddistingue per l’interesse rivolto alle manifestazioni elementari e possenti dell’istinto vitale; l’avventura, il rischio, l’eroismo, la guerra e, unito ad esse, il senso ossessivo e incombente della morte.
Per meglio sottolineare le asprezze della natura umana e la semplicità dei suoi personaggi, egli adottò un linguaggio lineare, spezzato; segnato spesso dalla presenza del discorso diretto, ed espresso con rapide battute, che contribuì al suo successo per le doti innovative, le suggestioni ritmiche e la concretezza espressiva.

Galleria di immagini


La foto del 1923, tratta dal passaporto.
I libri catalogati di Ernest Hemingway:
49 racconti
Addio alle armi (Farewell to arms) (1956)
Addio alle armi
Avere e non avere (To Have and Have Not) (1936)
Avere E Non Avere
Di là dal fiume e tra gli alberi (Across the River and into the Tress) (1950)
Festa mobile (A Moveable Feast) (1964)
Fiesta
Fiesta - Il sole sorge ancora (The sun also rises) (1926)
Il vecchio e il mare (The old man and teh sea) (1952)
Il Vecchio E Il Mare
In Paese straniero
Isole nella corrente (Islands in the Streams) (1970)
Isole Nella Corrente
La breve vita felice di Francis Macomber
Le nevi del Chilimangiaro
Morte nel pomeriggio
Per chi suona la campana (For Whom the Bells Tolls) (1940)
Romanzi (Hemingway)
Storie della guerra di Spagna
Tutti i racconti
Verdi colline d'Africa
Vero all'Alba
Citazioni di Ernest Hemingway:
Il Signore è il mio pastore, nulla mi ma... [leggi]
Se non sarai il mio biglietto augurale,... [leggi]
Tutta la letteratura moderna statunitens... [leggi]
[NDR|Su Mussolini] C'è qua... [leggi]
[NDR|Sugli italiani] "È il... [leggi]
È più facile vivere sotto un regime che... [leggi]
[NDR|Su Gary Cooper] È un... [leggi]
Ero in un angolo a bere lo champagne del... [leggi]
Fino ad ora, sulla morale ho appreso sol... [leggi]
Il mondo è un bel posto e per esso vale... [leggi]
Il pernod è un'imitazione verdastra dell... [leggi]
[NDR|A Bernard Berenson] I... [leggi]
La macchina attraversò l'allegra città d... [leggi]
La giusta maniera di fare, lo stile, non... [leggi]
Ma avere un cuore da bambino non è una v... [leggi]
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Mi piacerebbe vivere tanto da poter scri... [leggi]
No. È il grande inganno, la saggezza dei... [leggi]
Non era che un vigliacco e quella era la... [leggi]
Oggi non è che un giorno qualunque di tu... [leggi]
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Quando si è vinti si diventa cristiani.... [leggi]
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Se sei abbastanza fortunato di aver viss... [leggi]
Siccome di guerre ne ho fatte troppe, so... [leggi]
Un uomo deve subire molti castighi per s... [leggi]
Io ci credo, nella Massoneria. È una nob... [leggi]
Tutti gli uomini che pensano sono atei.... [leggi]
Era impossibile salutare gli stranieri c... [leggi]
A Capracotta, mi aveva detto, c'erano le... [leggi]
Aquila era una bella città. D'estate la... [leggi]
Un giorno o l'altro vedrò gli anglosasso... [leggi]
Voglio farti ubriacare e tirarti fuori i... [leggi]
Perché qui siamo noi, noi due soli, e la... [leggi]
Sono stati battuti sin dal principio. So... [leggi]
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Prima si chiede in prestito. Poi si chie... [leggi]
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