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Carlo Goldoni
Autore: Carlo Goldoni
Nazione: Italia
Nato nel: 1707
Morto nel: 1793
Nato a: Venezia
Morto a: Parigi
Biografia di: Franca Fontana
Biografia vocale: Ascolta
Pubblicato il: 2011-05-06
:

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Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793), commediografo italiano.


Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793), commediografo italiano.

Carlo Goldoni nacque a Venezia il 25 febbraio 1707, da una famiglia benestante; il padre Giulio era di origine modenese e svolgeva la professione di medico; la madre Margherita Salviani, era veneziana e molto affettuosa con i due figli, specialmente con il primogenito Carlo.
Visse l'infanzia a Venezia e proseguì le successive esperienze scolastiche seguendo gli spostamenti paterni. A Perugia (1719) iniziò a frequentare i corsi di grammatica e retorica nel Collegio dei Gesuiti. A Rimini (1720) venne iscritto ad un corso di filosofia presso i Padri Domenicani, studi che non lo videro particolarmente interessato e che abbandonò per seguire fino a Chioggia (1721), una compagnia di comici suoi amici.
Nel 1723, a Pavia, venne accolto nel Collegio Ghislieri per frequentare i corsi di legge presso l'Università, ma nel 1725 venne espulso per aver scritto una satira dal titolo "Il colosso", contro le donne della nobiltà pavese. Proseguì gli studi intrapresi a Modena (1727), ma da questa città venne richiamato a Chioggia dal padre, per assumere un impiego presso la Cancelleria del Tribunale criminale della città, lavoro che proseguì a Feltre fino al 1930.
Nel febbraio 1731 il padre morì improvvisamente, mentre con la famiglia si trovava a Bagnacavallo (Ravenna), dove era medico aggiunto. Questo grave lutto indusse la famiglia a rientrare a Venezia e spinse Carlo Goldoni a riprendere gli studi giuridici presso l'Università di Padova, dove, quello stesso anno, conseguì la laurea.
Subito dopo iniziò ad esercitare con discreto successo la carriera di avvocato. Ma nel 1735, per seguire la sua vera passione, il teatro, che si era manifestata in lui sin dall'infanzia e dall'adolescenza, si unì alla compagnia del capocomico Giuseppe Imer, in qualità di commediografo.
Il 23 agosto 1736, mentre si trovava a Genova, sposò la diciannovenne Nicoletta Connio, che gli fu moglie affettuosa e fedele per tutto il resto della sua vita. Nel 1737 assunse la direzione del teatro San Samuele di Venezia, incarico che mantenne fino al 1741. Questi sono gli anni in cui Carlo Goldoni diede inizio alla sua "riforma" teatrale, e cioè alla graduale trasformazione della commedia "dell'arte" o "a soggetto", in commedia interamente scritta dal commediografo. La commedia, nata nel Cinquecento, pur avendo avuto i suoi meriti, era degenerata nel Seicento e nel Settecento in rappresentazioni buffonesche talvolta anche volgari. Infatti, quando l'attore comico era privo della necessaria esperienza e capacità di improvvisazione, che richiedeva abilità consumata e lungo tirocinio perché l'opera scritta disponeva di un semplice "canovaccio" da rappresentare liberamente, pur di ottenere l'applauso non esitava ad usare un gergo grossolano e scurrile che toglieva dignità alla commedia.
Nel 1743 fu costretto a lasciare Venezia a causa di ingenti debiti: si trasferì a Bologna da cui proseguì per Rimini. Le precarie condizioni economiche lo avevano costretto a riprendere la professione di avvocato, che, dopo essersi trasferito a Pisa, esercitò fino al 1748, pur continuando parallelamente l'attività letteraria.
Abbandonata nuovamente l'avvocatura e la città di Pisa, firmò un contratto in esclusiva con il capocomico Gerolamo Medebach e riprese a scrivere commedie. L'accordo fra i due, perfezionato il 10 marzo 1749, impegnò Carlo Goldoni, quale poeta della compagnia che in quel momento si esibiva al Teatro S. Angelo di Venezia, a scrivere ogni anno e per i quattro successivi, otto commedie e due melodrammi, per un compenso di 450 ducati (1748-1752). Al termine del contratto Goldoni passò al teatro San Luca, nel quale lavorò per un decennio. Le sue commedie intanto, rappresentate nei teatri di varie città italiane, riscuotevano enorme successo.
Tuttavia, nonostante il successo della "riforma", le continue polemiche con i suoi oppositori, fra i quali Pietro Chiari, poeta del teatro San Samuele, e Carlo Gozzi, letterato veneziano, lo avevano talmente amareggiato e stancato che nel 1762 Carlo Goldoni preferì lasciare Venezia e l'Italia, per trasferirsi a Parigi, dove assunse la direzione del Teatro Comédie Italienne. Ma anche nella capitale francese la sua riforma incontrò forti resistenze, tanto che si vide costretto, per un certo periodo, ad adattarsi a scrivere scenari e commedie a soggetto sia in italiano, sia in francese.
Non gli mancarono però riconoscimenti e onori. Nel febbraio del 1765 venne nominato insegnante di italiano della principessa Adelaide, figlia di Luigi XV. Per lo svolgimento di tale mansione si trasferì con la famiglia a Versailles, nell'ambiente della corte. Nel 1769, al termine dell'incarico, con una pensione annua di tremilaseicento lire francesi, riconosciutagli dal re, lasciò Versailles per tornare a Parigi, dove riprese a scrivere commedie. Nel 1775 venne ospitato nuovamente a Versailles, nominato istitutore di italiano di Clotilde ed Elisabetta, sorelle del re Luigi XVI.
Nel 1780, tornato a Parigi, fece la conoscenza di Voltaire, suo incondizionato ammiratore, fu amico di Diderot e frequentò numerosi illuministi e progressisti francesi.
Carlo Goldoni, abbandonata definitivamente l'idea di tornare in Italia, tentò anche l'avvio di una impresa editoriale, che ben presto fallì. Decise allora di dedicare le proprie energie alla scrittura in francese delle sue "Mémoires", pubblicate in tre volumi nel 1787.
Scoppiata la rivoluzione, nel 1792 ebbe il dolore di vedersi privato dall'Assemblea Legislativa dell'assegno di pensione che gli elargiva la Corte: questo esproprio lo costrinse ad affrontare, ormai ottantenne, una vita di povertà e privazioni fino alla morte. Quando la pensione gli venne nuovamente riconosciuta su intercessione del drammaturgo francese Marie-Joseph Chénier, ormai era troppo tardi: lo scrittore era morto il giorno prima. Il 6 febbraio 1793 infatti Carlo Goldoni morì a Parigi, all'età di ottantasei anni.
Le sue ossa sono andate disperse, ma non la sua grande fama. Delle sue 120 commedie, più di 80 sono state tradotte in varie lingue. Le più conosciute e rappresentate sono: "Il gondoliere veneziano ossia gli sdegni amorosi", "Belisario", "La birba", "Monsieur Petiton", "Momolo cortesan", "La donna di garbo", "Il servitore di due padroni", "Il figlio d'Arlecchino perduto e ritrovato", "Tonin Bellagrazia", "I due gemelli veneziani", "La vedova scaltra", "La putta onorata", "La buona moglie", "La famiglia dell'antiquario", "Il teatro comico", "Pamela fanciulla", "Il bugiardo", "Le femmine puntigliose", "La bottega del caffè", "I pettegolezzi delle donne", "Molière", "La castalda", "Feudatario", "La serva amorosa", "La sposa persiana", "La locandiera", "Il filosofo inglese", "Le massere", "L'uomo di mondo", "Il medico olandese", "Il campiello", "La bella selvaggia", "Gli innamorati", "Pamela maritata" "I rusteghi", "La casa nova", "Le smanie per la villeggiatura", "Le avventure della villeggiatura", "Il ritorno della villeggiatura", "Sior Todero brontolon", "Le baruffe chiozzotte", "Gli amori di Zelinda e Lindoro", "La gelosia di Lindoro", "Le inquietudini di Zelinda", "Una delle ultime sere di carnevale", "Il ventaglio", "Il burbero di buon cuore", "L'avaro fastoso", "Il cavaliere di buon gusto".

Carlo Goldoni, dotato di ingegno raffinato e profondo senso della vita, fu maestro insuperabile soprattutto nella creazione dell'ambiente, ma non mancano nella sua produzione commedie di altissimo pregio per il loro carattere e il loro intreccio.
Sovente si possono trovare in una stessa commedia contemporaneamente l'evocazione stupenda di un ambiente e di un costume di vita, la rappresentazione di caratteri umani sempre aderenti alla realtà psicologica, intrecci sostenuti dalla vivacità del dialogo e dalla naturalezza degli sviluppi.
La maggior parte delle sue commedie sono scritte in italiano: a tal proposito si imputò a Goldoni una certa trascuratezza linguistica; fu invece suo grandissimo merito l'aver coraggiosamente abbandonato accademismi letterari in favore di un linguaggio perfettamente adeguato alla "sua" commedia, che ancora oggi si esprime con un'impronta di modernità. Alcune commedie scritte in dialetto veneto sono, per freschezza e briosità, eccezionali.

Galleria di immagini

I libri catalogati di Carlo Goldoni:
Amor contadino
Amor fa l'uomo cieco
Amore in caricatura
Arcifanfano re dei matti
Aristide
Bertoldo Bertoldino e Cacasenno
Buovo D'Antona
Chi la fa l'aspetta
Commedie
De gustibus non est disputandum
Filosofia ed amore
Gl'innamorati
Gli amanti timidi
Gli amori di Zelinda e Lindoro
Gli Innamorati (Gli innamorati)
Gli uccellatori
I bagni di Abano
I due gemelli veneziani
I malcontenti
I mercatanti
I morbinosi
I pettegolezzi delle donne
I portentosi effetti della madre natura
I puntigli domestici
I Rusteghi
Il bugiardo
Il buon compatriotto
Il burbero benefico (Le bourru bienfaisant) (1771)
Il Campiello
Il cavaliere di buon gusto
Il cavaliere di spirito ovvero La donna di testa debole
Il cavaliere e la dama
Il cavaliere giocondo
Il conte Caramella
Il conte Chicchera
Il contrattempo
Il feudatario
Il filosofo
Il filosofo di campagna
Il filosofo inglese
Il finto principe
Il frappatore
Il geloso avaro
Il genio buono e il genio cattivo
Il giuocatore
Il gondoliere veneziano ossia Gli sdegni amorosi
Il matrimonio discorde
Il matrimonio per concorso
Il medico olandese
Il mercato di Malmantile
Il Moliere
Il mondo alla roversa o sia le donne che comandano
Il mondo della luna
Il negligente
Il padre per amore
Il paese della cuccagna
Il poeta fanatico
Il povero superbo
Il prodigo
Il Quartiere fortunato
Il raggiratore
Il ricco insidiato
Il ritorno dalla villeggiatura (1761)
Il servitore di due padroni
Il Servitore Di due Padroni
Il signor dottore
Il Teatro comico
Il tutore
Il vecchio bizzarro (1754)
Il Ventaglio
Il vero amico
Il viaggiatore ridicolo
Ircana in Ispaan
Ircana in Julfa
L'adulatore
L'Amante Cabala
L'amante di sé medesimo
L'amante militare
L'amore artigiano
L'amore paterno
L'apatista
L'Arcadia in Brenta
L'Avaro
L'avventuriere onorato
L'avvocato veneziano
L'erede fortunata
L'impostore
L'impresario di Smirne
L'incognita
L'ippocondriaco
L'osteria della posta
L'uomo di mondo
L'uomo prudente
L’avaro
L’uomo di mondo
La bancarotta
La birba
La Bottega da caffè
La bottega del caffè
La Bottega del Caffè
La buona famiglia
La buona figliuola
La buona figliuola maritata
La buona madre
La buona moglie
La burla retrocessa nel contraccambio
La calamita de' cuori
La cameriera brillante
La Cantarina
La casa nova
La cascina
La castalda
La contessina
La conversazione
La dama prudente
La diavolessa
La donna bizzarra
La donna di garbo
La donna di maneggio
La donna di testa debole
La donna forte
La donna sola
La donna stravagante
La donna vendicativa
La donna volubile
La famiglia dell'antiquario (1749)
La Famiglia dell’antiquario (1749)
La favola de' tre gobbi
La fiera di Sinigaglia
La figlia obbediente
La finta ammalata
La fondazion di Venezia
La gelosia di Lindoro
La guerra
La locandiera (1750)
La locandiera
La madre amorosa
La mascherata
La moglie saggia
La Pelarina
La putta onorata
La ritornata di Londra
La scuola di ballo
La scuola moderna
La serva amorosa
La Sposa persiana
La sposa sagace
La vedova scaltra
La vedova spiritosa
La vendemmia
La villeggiatura
Le avventure della villeggiatura
Le Baruffe chiozzotte
Le donne curiose
Le donne di buon umore
Le donne di casa soa
Le donne gelose
Le donne vendicate
Le femmine puntigliose
Le Femmine puntigliose
Le inquietudini di Zelinda
Le massere
Le morbinose
Le pescatrici
Le smanie per la villeggiatura
Le smanie per la villeggiatura
Le virtuose ridicole
Lo scozzese
Lo speziale
Lo spirito di contradizione
Lugrezia romana in Costantinopoli
Memorie per l'istoria della sua vita e del suo teatro: rivedute e corrette
Monsieur Petiton
Pamela maritata
Pamela nubile
Sior Todero brontolon
Sior Todero brotolon o sia Il vecchio fastidioso
Terenzio
Torquato Tasso
Un curioso accidente
Una delle ultime sere di Carnovale
Citazioni di Carlo Goldoni:
Come l'appetito rende saporite le vivand... [leggi]
Era di notte e non ci si vedea,P... [leggi]
Ero avvocato; ero stato presentato al tr... [leggi]
[...] finalmente arrivammo a Udine, che... [leggi]
Il mondo è un bel libro, ma poco serve a... [leggi]
Io non sapea quasi cosa mi fare nel terz... [leggi]
La gola è un vizio che non finisce mai,... [leggi]
Le bugìe sono per natura così feconde, c... [leggi]
Oh bella! Ghe n'è tanti che cerca un pad... [leggi]
[NDR|Sulle bugie] Spiritos... [leggi]
Tutti cercan di fare quello che fanno gl... [leggi]
Mirandolina: Grazie, signori miei... [leggi]
Il marchese: (Maledetto Conte! Co... [leggi]
Dal pensiero all'azione non v'è in Miran... [leggi]
[...] gli uomini non hanno imparato null... [leggi]
Il caro e grande Goldoni aveva torto (eb... [leggi]
[...] la freddezza inalterabile, il crud... [leggi]
Se conoscete che la persona che amate me... [leggi]
Dalle donne qualche cosa convien soffrir... [leggi]
La sincerità non vi è oro che la paghi.... [leggi]
Gl'innamorati non vivono del rapp... [leggi]
Io vedo, che in Francia, in Inghilterra,... [leggi]
A te, porgente su l'argenteo Sile... [leggi]

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