Inizio > Indice Biografie > Biografia di Johann Wolfgang von Goethe

Johann Wolfgang von Goethe
Autore:Johann Wolfgang von Goethe
Nazione:Germania
Nato nel:1749
Morto nel:1832
Nato a:Francoforte sul Meno
Morto a:Weimar
Correnti letterarie:Romanticismo, Preromanticismo, Sturm und Drang
Biografia di:Franca Fontana
Biografia vocale: Ascolta
Pubblicato il:2011-05-06
:

4779 visualizzazioni

Johann Wolfgang Goethe (Francoforte sul Meno 1749 - Weimar 1832), scrittore, poeta e scienziato tedesco.


Johann Wolfgang Goethe (Francoforte sul Meno 1749 - Weimar 1832), scrittore, poeta e scienziato tedesco.

Johann Wolfgang Goethe, (la particella nobiliare "von" gli sarà concessa dall'Imperatore Giuseppe II, nel 1782), nacque a Francoforte sul Meno il 28 agosto 1749, da una famiglia borghese e benestante.
Il padre Johann Kaspar era un uomo severo e pedante, la madre Textor Katharina Elisabeth, era una donna vivace e intelligente, discendente di una nobile famiglia.
Il padre, valente giurista, fu anche consigliere imperiale, ma questo incarico non lo coinvolgeva in funzioni pubbliche, pertanto ebbe la possibilità di dedicare buona parte del suo tempo all'amministrazione dei suoi beni e all'educazione dei suoi due figli: Wolfgang e Cornelia, che nella casa paterna vissero un'infanzia serena. Dal padre e da insegnanti privati, il giovanissimo Wolfgang ricevette solide basi culturali, apprese la lingua francese, inglese, italiana ed ebraica, si dedicò alla lettura della Bibbia, dei testi di Omero e di Torquato Tasso.
Nel 1965, all'età di sedici anni, Goethe si trasferì a Lipsia per studiare giurisprudenza, dove seguì anche corsi di medicina, scienze naturali, musica e disegno. La città in quel momento era influenzata da una preponderante cultura francese, già approfondita dal giovane Goethe, il quale preferì tuttavia ampliare la sua conoscenza delle altre culture, e dedicarsi alla letteratura. Lo studio comunque non gli impedì di concedersi anche le gioie della bellezza e della vita brillante.
La sua prima relazione sentimentale gli ispirò una commedia pastorale "Capriccio d'innamorati" (1767). A questa prima opera fece seguito una tragedia in versi, "I complici" (1768).
Nel 1768 una preoccupante affezione polmonare lo costrinse a tornare a Francoforte, senza aver terminato l'Università. Goethe, costretto a letto per oltre un anno, visse un periodo di profonda crisi spirituale che lo spinse al panteismo e allo studio delle religioni e delle loro origini. Superati i momenti più duri, con l'aiuto affettuoso di Susanna Katharina von Klettemberg, amica di famiglia, nel corso della convalescenza si dedicò anche allo studio dell'astrologia, dell'alchimia, dell'occultismo.
Nel 1770, finalmente guarito, si trasferì a Strasburgo, dove riprese gli studi universitari. Il suo genio si era fatto più forte: nei suoi versi, il pensiero e i sentimenti si erano fatti più profondi. In quel periodo fece nuove conoscenze: Lenz, Wagner, Lavater, Jung-Stilling, che ravvivarono in lui la passione per la letteratura.
Strinse un rapporto di amicizia con Johann Gottfried von Herder, filosofo, teologo e critico letterario, molto ammirato da Goethe per la sua forte personalità. In lui Goethe vedeva anche il profeta di quel particolarissimo fenomeno, precursore del romanticismo, che era lo Sturm und Drang (Tempesta e Impeto), al quale Goethe stesso aderì. Herder apprezzò in Goethe lo spirito aperto e l'intensa freschezza dei sentimenti, e lo indirizzò verso l'approfondimento della poesia popolare tedesca, delle opere di Shakespeare, Ossian, Rousseau. Lo interessò allo studiò dell'architettura gotica, che Goethe tradusse nella scrittura del saggio "Dell'architettura tedesca" (1773).
Goethe, in quello stesso periodo, amò con passione Friederike Brion, una giovane ragazza alla quale dedicò numerose liriche e che gli suggerì il personaggio di Margherita nel "Faust".
Nel 1771, conclusi gli studi giuridici e ottenuto il titolo di "Licentiatus Juris", fece ritorno a Francoforte, dove conobbe F. G. Klopstock e i fratelli Jacobi; si avvicinò alla filosofia di Spinosa e, ancora sotto l'influenza di Herder e dei suoi insegnamenti, si cimentò nella scrittura del sua prima opera tragica, "Goetz von Berlichingen" (1773), un dramma innovatore dal punto di vista artistico che lo rese famoso in tutta la Germania.
Nel 1772 si trasferì a Wetzlar per lavorare come praticante presso il Tribunale della Camera Imperiale della città. Ma la carriera di avvocato non lo attraeva: Goethe si sentiva più che mai desideroso di continuare l'attività letteraria e soddisfare l'esuberanza dei suoi interessi culturali; inoltre, gli pesava la vita sonnolente della città. S'innamorò di Charlotte Buff, ma Goethe dovette rinunciare a lei, perché la ragazza era già fidanzata con un suo caro amico. Fece anche la conoscenza di Jerusalem, un giovane studente segretario dell'Ambasciata, il quale pose termine ad una tormentata storia d'amore suicidandosi.
Dalla fusione di queste due drammatiche esperienze Goethe trasse spunti creativi per la scrittura del celebre romanzo epistolare, entrato a far parte dei classici della letteratura mondiale, dal titolo "I dolori del giovane Werther" (1774) (che abbiamo disponibile in versione audiolibro), di cui si ricorderà Ugo Foscolo, nella stesura delle "Ultime lettere di Jacopo Ortis".
L'ispirazione al panteismo è ancora predominante in quegli anni nell'animo di Goethe, e si ritrova alla base di alcuni suoi lavori: "Inno di Maometto" (1773), "Prometeo" (1773), "Ganimede" (1774).
In quello stesso periodo scrisse per il teatro due drammi: "Clavigo" (1774), e "Stella" (1775).
Nel 1775 fece la conoscenza del giovane Duca Carl August di Sachsen-Weimar, che lo invitò a trasferirsi a Weimar. L'occasione favorì il suo distacco definitivo da Lili Schonemann, conosciuta a Francoforte, dove era tornato, e con la quale aveva interrotto un periodo di fidanzamento. Nell'ambito della piccola Corte il fascino della sua persona e l'amicizia del Duca gli favorirono una rapida carriera politico-sociale: prima fu membro del Consiglio Segreto, poi fu Consigliere Segreto, infine Ministro. Pur dedicandosi ai problemi della politica, Goethe ebbe comunque la possibilità di intraprendere nuovi studi scientifici e naturalistici: botanica, mineralogia, geologia e anatomia, fondamentalmente persuaso che la natura fosse, più che un rigido sistema di leggi puramente meccaniche, un grande organismo vivente da esplorare nei suoi diversi livelli di esistenza e nella divina armonia del suo incessante divenire.
Contemporaneamente continuò la scrittura del "Faust", iniziata anni prima; intrecciò anche un'appassionata storia d'amore con la signora Charlotte von Stein, moglie di un ufficiale e donna di grande temperamento, che gli ispirò numerose liriche e ballate, e con la quale intrattenne in intenso rapporto epistolare.
Trascorsi dieci anni di permanenza a Weimar, in Goethe insorse un acuto bisogno di libertà. Iniziò a sentirsi troppo limitato nella sua vocazione di cittadino del mondo, e desiderò muoversi verso nuovi stimoli e orizzonti. Si recò in Prussia e in Svizzera. Infine raggiunse l'Italia, dove soggiornò per due anni, dal 1786 al 1788. Dopo aver visitato l'Italia settentrionale viaggiò lungo la Penisola, soffermandosi soprattutto a Roma. Immerso nella bellezza del paesaggio italiano, riaffiorò in lui il desiderio di scrivere, che a Weimar si era un poco sopito, mentre una prepotente attrazione per la nostra cultura e la nostra lingua lo spinsero a studiare con passione l'arte, l'architettura e la letteratura della Grecia, di Roma e del Rinascimento, traendone l'amore per un ideale di bellezza classica dotato di armonica compostezza espressiva. Riprese a disegnare, raffigurando i luoghi più suggestivi; visitò Napoli, salì sul Vesuvio, dove gli assistette affascinato ad una pioggia di lapilli e cenere, preceduta da un fragoroso boato; s'imbarcò per Palermo, alla scoperta della Sicilia. Per Goethe fu una permanenza molto felice, rievocata nel libro pubblicato molti anni dopo "Il viaggio in Italia" (1829).
Nel 1788, rientrato a Weimar, rinunciò ad alcuni incarichi di Corte e interruppe il suo rapporto con Charlotte von Stein. Il suo spirito rasserenato e nuovamente operoso traspare nel dramma storico "Egmont" (1787), scritto durante il suo soggiorno romano. Le medesime condizioni di completezza e di appagamento si ritrovano anche nelle opere: "Ifigenia in Tauride" (1786), "Torquato Tasso" (1789), "Elegie romane" (1789), e, dopo un suo secondo viaggio in Italia, avvenuto nel 1790 con destinazione Venezia, negli "Epigrammi veneziani" (1790).
Nel 1789, dalla sua convivenza con la giovane Christiane Vulpius, nacque suo figlio August.
Nel 1791 assunse la direzione del teatro di corte. Nel 1792 e nel 1793 fu al fianco del Duca nella prima guerra di coalizione europea contro la Rivoluzione francese. I grandiosi rivolgimenti della Francia non lo lasciarono insensibile, capì con chiarezza che una nuova storia del mondo aveva inizio, ma non si lasciò intimamente coinvolgere. Da quel momento storico tuttavia trasse ispirazione per scrivere "La campagna di Francia" pubblicato nel 1822.
A Weimar e dintorni nel frattempo si erano stabiliti importanti letterati di quel momento: Wielad, Herder, Humboldt e Friedrich von Schiller. Con quest'ultimo, e fino alla sua morte che avvenne nel 1805, Goethe strinse una solida amicizia e una intensa collaborazione letteraria al fine di infondere più impulso ed energia alla cultura tedesca.
Fra gli scritti di questi anni sono di maggior rilievo il poema "Arminio e Dorotea" (1798), il dramma "La figlia naturale" (1799), il romanzo "Le affinità elettive" (1809), e le tre splendide ballate "La sposa di Corinto", "Il Dio e la baiadera", "L'apprendista stregone" pubblicate nel 1815, e che contribuirono al rinnovamento del teatro.
Dall'approfondimento dei suoi studi di scienze naturali nascevano invece opere quali: "La metamorfosi delle piante" (1790), e "La teoria dei colori" (1810).
Nello stesso periodo Goethe si dedicò alla scrittura di un'opera di particolare intensità poetica, con la quale percorse un panorama vastissimo della società tedesca del '700, e distinta in due parti, la prima, "Gli anni di noviziato di Wilhelm Meister" (1796), la seconda, "Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister" (1829).
Nel 1806 sposò Christiane Vulpius, che morirà nel 1816.
Negli anni fra il 1811 e il 1831 Goethe raccolse in quattro volumi la sua incompleta autobiografia, "Dalla mia vita - Poesie e verità".
L'incontro con Marianne von Willemer, austriaca e figlia d'arte, lei trentenne, lui sessantacinquenne, ispirò a Goethe la composizione delle bellissime liriche contenute nel "Divano occidentale-orientale" (1819). Qualche anno dopo, le sue disperate sofferenze d'amore per la diciassettenne Ulrike von Levetzow trovarono invece poeticamente sollievo e conforto nella "Trilogia della passione" (1823).
Nel 1827 morì il figlio August. Fu un colpo dolorosissimo per Goethe, che volle la sua sepoltura presso la piramide di Cestio a Roma, luogo nel quale lui stesso aveva sempre desiderato di riposare.
Negli ultimi anni della sua vita Goethe completò il "Faust" poema drammatico di vasto respiro, suo indiscusso capolavoro. Vi aveva lavorato, con abbandoni e riprese, per circa un sessantennio.
Una prima stesura dell'opera, nata col titolo Urfaust, risale al 1773, ma non fu pubblicata, il manoscritto anzi andò perduto e fu in seguito ritrovato. Un frammento rielaborato del poema vide la luce nel 1790, ma solo nel 1808 fu pubblicata l'intera prima parte. La seconda parte dell'opera, a cui Goethe lavorò fino a pochi mesi prima di morire, venne pubblicata postuma nel 1832.
Johann Wolfgang von Goethe morì a Weimar il 22 marzo 1832, all'età di ottantatre anni.

Il Faust si ispira alla leggenda sorta intorno alla vita di un astrologo del primo '500; altri scrittori vi si erano dedicati, ma lo spirito della drammatica rappresentazione goethiana è diverso e dotato di uno spiccato lirismo. Il vecchio dottor Faust, che vende al demonio Mefistofele la sua anima in cambio di una nuova giovinezza e di una felicità terrena, finisce per essere il simbolo dell'uomo avido di sapere e di esperienza, e capace, pur tra errori e colpe, di redimersi dal diabolico servaggio proprio in virtù della sua divina ansia di verità e di altruistica operosità. In questo, Faust si trasfigura e giunge a rappresentare l'anima stessa di Goethe; ovvero di un uomo che esalta la vita non come epidermica sensibilità e passione, ma come nobile tensione verso un ideale superiore.

Johann Wolfgang Goethe è stato un genio limpido, tra i massimi dell'umanità.
Dotato di capacità vastissime ed elevate, fu prosatore e poeta di altissima ispirazione, e con straordinaria naturalezza seppe superare i contrasti tra natura e ragione, tra sostanza e pensiero, tra individuo e società. Goethe seppe indagare con sicurezza d'intuito nell'animo umano, e con la squisitezza della sua eccezionale sensibilità seppe raggiungere un armonico equilibrio tra vita e arte.

Galleria di immagini

Audiolibri di:Johann Wolfgang von Goethe
I dolori del giovane Werther
Romanzo epistolare
Audiolibro del romanzo epistolare romantico "I dolori del giovane Werther" di Johann Wolfgang von Goethe.
Personaggi e concetti creati da Johann Wolfgang von Goethe:
Albert (Personaggio, dal libro I dolori del giovane Werther)
Lotte (Personaggio, dal libro I dolori del giovane Werther)
Wilhelm Meister (Personaggio, dal libro Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister)
Werther (Personaggio, dal libro I dolori del giovane Werther)
I libri catalogati di Johann Wolfgang von Goethe:
Annali - Diario giornaliero e annuale ad integrazione delle altre mie confessioni (1992)
Arminio e Dorotea
Elegie Romane - Epigrammi Veneziani (Romische Elegien - Epigramme. Venedig) (1790)
Faust (1772-1831)
Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister
Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister (Wilhelm Meisters Wanderjahre oder Die Entsagenden) (1821)
I dolori del giovane Werther (Die Leiden des jungen Werthers) (1774)
Ifigenia in Tauride (Iphigenie auf Tauris) (1779)
Il divano occidentale-orientale
Le affinità elettive (Die Wahlverwandtschaften) (1809)
Massime e riflessioni
Opere
Poesia e verità
Principii di filosofia zoologica e anatomia comparata
Urfaust (1773-1775)
Vocazione teatrale di Wilhelm Meister (Wilhelm Meisters theatralische Sendung) (1777-1785)
Citazioni di Johann Wolfgang von Goethe:
L’Uomo non è nato per risolvere i prob...
Perdi questa giornata a indugiare, e d...
Tutto è dato, e io non sono nulla....
Attimo fermati, sei bello!...
Chi conosce una lingua straniera ha una...
Io personalmente sarei pronto a rinuncia...
Portano più mali al mondo l’incomprensio...
Sono proprio dei fantasmi, se sanno rend...
Se lo sforzo è forza, perché l’eccesso d...
Vado sottilizzando sulla mia infelicità;...

Scrivi un commento







Libro | Scrittore | Citazione

Aiutaci!