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Natalia Ginzburg
Autore:Natalia Ginzburg
Nome originale:Natalía Levi
Nazione:Italia
Nato nel:1916
Morto nel:1991
Nato a:Palermo
Morto a:Roma
Biografia di:Franca Fontana
Biografia vocale: Ascolta
Pubblicato il:2011-05-06
:

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Una delle più note autrici italiana svelata in questa biografia.


Natalia Ginzburg (Palermo 1916-Roma 1991), scrittrice, traduttrice e commediografa italiana.

Nacque a Palermo il 14 luglio 1916, (il suo cognome originario è Levi), da Giuseppe Levi e Lidia Tanzi. Nasce a Palermo per una casualità: il padre, illustre medico e discendente di una famiglia ebraica di origine triestina, in quegli anni insegnava anatomia comparata all'Università di Palermo. La madre, lombarda, figlia di Carlo Tanzi, un'avvocato amico di Filippo Turati, era di famiglia borghese e benestante. Dal loro matrimonio nacquero cinque figli: Giovanni, Gabriele, Vittorio, Azalea e Natalia.
Nel 1919 la famiglia Levi si trasferì a Torino. In questa città, Natalia, timida e spaurita, trascorse l'infanzia e l'adolescenza in un'atmosfera famigliare spiccatamente intellettuale e antifascista, che l'abituerà molto presto ai controlli della polizia, ai processi ed anche alla prigione, che il padre ed i tre fratelli subiranno per motivi politici.
Portati a termine gli studi di scuola elementare in casa, nel 1927 si iscrisse al liceo-ginnasio "Vittorio Alfieri", presso il quale conseguì la maturità classica. Nel 1935 si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell'Università di Torino, senza però giungere alla laurea.
La passione per la scrittura si manifestò molto presto in Natalia, e forse rappresentò per lei anche un spazio dentro il quale proteggersi dagli avvenimenti che le succedevano intorno. All'età di diciassette anni già scriveva brevi racconti e saggi su di una rivista, "Il Gallo" (1931), che aveva fondato insieme all'amica Bianca Debenedetti. Fra il 1934 e il 1937 le sue produzioni letterarie furono pubblicate su importanti riviste del momento: "Solaria", "Il Lavoro", "Letteratura".
Nel 1937 Natalia Ginzburg portò a termine la traduzione di "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, che verrà inclusa nella collana "Gli Struzzi" dell'Einaudi nel 1946.
Nel 1938 sposò Leone Ginzburg, di origine russa, scrittore e docente universitario di letteratura russa, conosciuto nel circolo culturale torinese frequentato da Natalia e dalla sua famiglia. Leone Ginzburg era collaboratore della casa editrice "Einaudi", fondata nel 1933, di cui fu direttore editoriale. Particolarmente coinvolto dagli avvenimenti politici del momento, svolgeva anche un'intensa attività antifascista che, nel 1940, provocò il suo arresto e la condanna al confino di polizia in un paesino dell'Abruzzo, a quindici chilometri da L'Aquila.
Natalia, pienamente concorde con gli ideali politico-sociali del marito, coraggiosamente ne condivise le conseguenze e lo seguì con i due figlioletti Carlo e Andrea, ai quali si aggiunse Alessandra, nata nello stesso anno.
Nonostante le difficoltà di quel periodo, la sua attività di scrittrice non s'interruppe, e nel 1942, presso la casa editrice Einaudi, uscì il suo primo romanzo, "La strada che va in città", firmato con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, a causa delle sue origini.
Nel luglio del 1943, lasciato il confinamento, Leone Ginzburg rientrò a Torino. Dopo un breve periodo si trasferì a Roma dove, il primo novembre, venne raggiunto da Natalia ed i figli.
Ma Leone Ginzburg, che nel frattempo aveva ripreso la lotta politica, il 20 novembre fu nuovamente arrestato dalla polizia italiana, nella tipografia clandestina del periodico "L'Italia libera". Imprigionato nel braccio tedesco del carcere di Regina Coeli di Roma, a causa delle pesanti torture subite morì il 5 febbraio 1944, quando aveva trentacinque anni. Per tutto il periodo in cui il marito restò in carcere, Natalia Ginzburg non poté mai vederlo: questa privazione, e la sua tragica fine, le procurarono un profondissimo dolore.

Dopo questa esperienza traumatica, Natalia Ginzburg si trasferì per alcuni mesi prima a Firenze, poi a Roma, dove presso la sede della Einaudi, fu assunta come redattrice.
Nell'ottobre del 1945, insieme ai figli, ritornò a Torino, nella vecchia casa dei genitori, continuando a lavorare, come assistente editore, nella casa editrice Einaudi.
Nel 1947 pubblicò il romanzo "È stato così", con il nome di Natalia Ginzburg con il quale firmerà ogni sua opera successiva.
Negli anni seguenti scrisse per il "Politecnico" di Elio Vittorini, un giornale per studenti e lavoratori; visse l'amicizia fraterna con Cesare Pavese; seguì i primi passi letterari di Italo Calvino.
Nel 1950 sposò Gabriele Baldini, illustre critico e studioso di letteratura inglese.
Dopo il matrimonio Natalia Ginzburg rimase a Torino, mentre il marito continuò a svolgere l'incarico di professore di letteratura inglese a Trieste. Quando, nel 1952, il marito venne chiamato nella locale Facoltà di Magistero, la famiglia si riunì a Roma.
Per Natalia seguirono anni di intenso lavoro letterario, a cui si interpose la parentesi di un soggiorno londinese (1960-61), durante la quale il marito fu direttore dell'Istituto italiano di cultura della capitale inglese.
Presso la casa editrice Einaudi pubblicò: "Tutti i nostri ieri" (1952), "Valentino" (1957), "Sagittario" (1957), "Le voci della sera" (1961), "Le piccole virtù" (1962), "Lessico famigliare" (1963), un romanzo autobiografico al quale fu riconosciuto il premio Strega, e che rappresenta, ancora oggi, l'opera più amata dai suoi numerosissimi lettori; nel 1964 pubblicò "Cinque romanzi brevi".
In seguito si interessò alla scrittura di testi teatrali, dando origine ad una forma estremamente personale di commedia. Fra le nove opere da lei prodotte, le più importanti sono: "Ti ho sposato per allegria" (1965), che fu portata in scena, con grande successo, dall'attrice Adriana Asti; "L'Inserzione" e "La segretaria" entrambe del 1968; e l'ultima commedia: "L'intervista", che venne rappresentata con la regia di Laurence Oliver a Londra e quella di Luchino Visconti in tutti i maggiori teatri italiani.
Nel 1969 Natalia Ginzburg rimase nuovamente vedova: il marito Gabriele Baldini morì a Roma. Dopo questa ulteriore grave perdita, pubblicò la raccolta di saggi "Mai devi domandarmi" (1970). Seguirono la pubblicazione della raccolta di commedie dal titolo "Paese di mare" (1973), il romanzo narrativo-epistolare "Caro Michele" (1973), la raccolta di saggi e articoli "Vita immaginaria" (1974).
Qualche anno più tardi riunì sotto il titolo di "Famiglia" (1977) la produzione di due lunghi racconti, "Famiglia" e "Borghesia".
Gli anni '80 videro la partecipazione di Natalia Ginzburg alla vita politica italiana. Nel 1983 e nel 1987 venne eletta alla Camera dei Deputati, nel gruppo degli Indipendenti di sinistra. Natalia Ginzburg svolse la sua attività parlamentare con profonda convinzione. Animata da un acceso senso di giustizia, si impegnò con passione in cause umanitarie importanti.
Nel 1983 pubblicò una interessante ricerca storica su casa Manzoni, dal titolo "La Famiglia Manzoni"; a quest'opera seguì uno studio sul poeta fiorentino Sandro Penna.
Altre opere pubblicate furono: Il romanzo epistolare "La città e la casa" (1984), e il saggio "Serena Cruz o la vera giustizia" (1990).
La traduzione del romanzo "Une vie" di Guy de Maupassant, fu l'ultimo lavoro a cui la scrittrice si dedicò.
Natalia Ginzburg morì a Roma, durante la notte tra il 7 e l'8 ottobre 1991.

La casa editrice Einaudi, nel 1999, pubblicò "È difficile parlare di sé", una raccolta integrale di conversazioni radiofoniche in cui Natalia Ginzburg racconta la propria vita e la propria opera letteraria.

Nella scrittura di Natalia Ginzburg si percepisce tutta la sensibilità e l'intelligenza del suo modo straordinario di essere donna. Le parole sommesse, spesso intrise di mestizia, con cui racconta la realtà del vivere quotidiano, si esprimono sempre con eleganza, saggezza e affettuosa ironia.
Le sue opere di narrativa, di memoria, di saggi, di teatro, mostrano una profonda umanità, e un'attenta penetrazione psicologica.

Galleria di immagini

I libri catalogati di Natalia Ginzburg:
Caro Michele
È stato così
La città e la casa
La famiglia Manzoni
La strada che va in città
Le piccole virtù (1962)
Le Piccole Virtù
Le voci della sera
Lessico famigliare (1963)
Lessico Famigliare
Mai Devi Domandarmi
Serena Cruz o la Vera Giustizia
Ti ho sposato per allegria (1964)
Tutti i nostri ieri
Valentino
Citazioni di Natalia Ginzburg:
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