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Ugo Foscolo
Autore: Ugo Foscolo
Nome originale: Niccolò Ugo Foscolo
Nazione: Italia
Nato nel: 1778
Morto nel: 1827
Nato a: Zante
Morto a: Turnham Green
Correnti letterarie: Neoclassicismo, Preromanticismo
Biografia di: Franca Fontana
Biografia vocale: Ascolta
Pubblicato il: 2011-05-06
:

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La sensibilità di Ugo Foscolo andava di pari passo con la sua irruenza: questa biografia vi spiega chi era veramente questo grande letterato.


Niccolò Ugo Foscolo, poeta (Zante, Isole Ionie,1778 - Turnham, Green-Londra, 1827), prestigioso rappresentante della letteratura italiana.
Nacque a Zante (Zacinto), uno degli ultimi possessi orientali di Venezia, il 6 febbraio 1778; il padre Andrea Foscolo era un medico veneziano che lavorava nelle Isole Ionie, mentre la madre Diamantina Spathis era di origine greca, già vedova di un precedente marito. Dalla loro unione matrimoniale nacquero quattro figli, il primogenito Ugo, (al battesimo gli era stato imposto il nome di Niccolò, ma nel 1797 lo sostituì definitivamente con Ugo), Rubina, Gian-Dionisio, detto Giovanni, infine Costantino Angelo, detto Giulio.
Iniziò gli studi nell'isola nativa e li continuò nel seminario di Spalato, dove il padre si era trasferito con la famiglia, per dirigere un ospedale.
Nel 1788 il padre morì. Mentre i figli vennero affidati momentaneamente a diversi parenti, la madre si trasferì a Venezia; solo nel 1793 la famiglia si riunì. In questa città, Foscolo frequentò la scuola di S. Cipriano di Murano, ampliò la propria cultura, fece traduzioni dal greco ed iniziò a comporre versi. Inoltre ebbe occasione di incontrare una nobile e colta signora, Isabella Teotochi Albrizzi, che divenne il suo primo amore. Nel suo salotto aristocratico avvicinò letterati e scrittori importanti fra i quali Ippolito Pindemonte, e suscitò la paterna attenzione di Melchiorre Cesarotti. Appassionato lettore dell'Alfieri, si animò per i valori libertari e compose la sua prima tragedia, "Tieste", di cui inviò una copia a Vittorio Alfieri, e che nel 1797 fece rappresentare con grande successo al Teatro Sant'Angelo di Venezia.
Intorno a lui, mentre si compiva la fine della repubblica di S. Marco, si agitavano fervori rivoluzionari; l'arrivo di Napoleone in Italia e l'eco delle sue vittorie alimentarono grandi entusiasmi. Ugo Foscolo raggiunse Bologna per arruolarsi nei cacciatori a cavallo della nuova Repubblica Cisalpina. Qui compose l'"Ode a Bonaparte liberatore", che indirizzò allo stesso Napoleone.
Dopo pochi mesi, sempre nel 1797, Napoleone cedette Venezia all'Austria col trattato di Campoformio. Questa decisione rappresentò una grande delusione per Foscolo, che non perdonò mai più a Napoleone una così cocente amarezza: tale avvenimento determinò, nell'animo del poeta, la consapevolezza della vanità dei sogni di libertà nelle vicende politiche, in cui dominano sempre le leggi brutali della forza.
Foscolo, dopo questa triste esperienza e la fine della storia d'amore con la Teotochi, si trasferì a Milano, dove conobbe Giuseppe Parini e Vincenzo Monti, del quale amò, senza essere ricambiato, la moglie Teresa Pikler. Nel 1799, approfittando dell'assenza di Napoleone dall'Italia, l'esercito austro-russo travolse la repubblica Cisalpina e rioccupò Milano.
Foscolo riprese a combattere con fervore, ma rimase ferito da un colpo di baionetta ad una coscia durante la presa di Cento. Per curarsi riparò a Calcara presso Lucio Turrini, poi si rifugiò presso il monastero di Monteveglio, sotto falso nome: il 30 maggio 1799 venne arrestato e condotto prigioniero a Bazzano, poi venne trasferito a Vignola e successivamente a Modena.
Il mese dopo venne liberato dal generale Macdonald, al cui seguito rientrò a Bologna. Da qui raggiunse Genova. Pur nella mischia delle battaglie in cui si contraddistinse per alcuni atti di valore, Ugo Foscolo non tralasciò mai di entusiasmarsi per le bellezze femminili che incontrava, né di continuare nelle sue composizioni letterarie. A Genova pubblicò l'ode "A Luisa Pallavicini caduta da cavallo"(1800).
Nel gennaio 1801 si trasferì a Firenze, dove si innamorò di una giovane ragazza, Isabella Roncioni, sfortunatamente già promessa sposa ad un aristocratico fiorentino.
Tornato a Milano nel marzo 1801, scrisse l'orazione per "I Comizi di Lione" e l'ode "All'amica risanata", ispiratagli dall'ardente nuova passione d'amore per Antonietta Fagnani Arese.
Nell'ottobre del 1802 pubblicò la prima edizione completa delle "Ultime lettere di Jacopo Ortis" un romanzo epistolare a carattere autobiografico, che ebbe grandissimo successo, soprattutto fra i giovani patrioti risorgimentali.
Sempre a Milano, più che mai centro della vita politica e intellettuale italiana, Foscolo fece pubblicare col titolo "Poesie di Ugo Foscolo" (1803), una prima raccolta di dodici sonetti fra i quali "Alla sera" e "A Zacinto".
Nel giugno del 1804, col grado di capitano di fanteria, si trasferì in Francia per prendere parte alla guerra contro l'Inghilterra, arruolandosi nella divisione italiana del generale Pino. In attesa dell'imbarco verso le coste nemiche, nel piccolo paese di Valenciennes s'innamorò di Fanny Hamilton, prigioniera insieme ad altri inglesi: dalla loro relazione nacque la sua unica figlia, Floriana, della quale perse poi le tracce.
Nel 1806, fallita la preparazione dello sbarco in Inghilterra e sciolta la divisione, Ugo Foscolo tornò a Milano, ponendo fine alla vita da soldato che lo aveva coinvolto per circa dieci anni.
Riprese con maggiore intensità la sua attività intellettuale che vide in breve tempo la pubblicazione di un grande capolavoro, il carme "Dei Sepolcri" (1807), una lunga poesia in versi sciolti dedicata al tema della morte e della commemorazione degli scomparsi, e, nel medesimo anno, la pubblicazione dell'opera "Esperimento di traduzione dell'Iliade" di Omero.
L'anno successivo ebbe il conferimento della cattedra di Eloquenza Italiana e Latina, nell'università di Pavia. Successivamente gli fu revocata, e tuttavia tenne al suo corso una prima lezione: l'"Orazione inaugurale dell'origine e dell'uffizio della letteratura", a cui ne seguirono altre cinque.
Ugo Foscolo in questo periodo si trovò al centro di pesanti contrasti col mondo letterario, di cui non condivideva la cultura ufficiale ed accademica troppo legata alla corte milanese e alla politica napoleonica. Anche le divergenze con il Monti si acuirono: quest'ultimo, insieme ai suoi seguaci, alimentò tali polemiche da determinare l'insuccesso della prima rappresentazione, alla Scala di Milano, della sua seconda tragedia: "Aiace" (1811), poi vietata dalla censura.
Il poeta capì di dover lasciare Milano, e si trasferì ancora una volta a Firenze.
Prese a frequentare il salotto di Luisa Stolberg, contessa D'Albany; fra i diversi ospiti, fece la conoscenza di Cornelia Martinetti, con la quale ebbe una breve relazione amorosa, e la senese Quirina Mocenni-Magiotti, che Ugo Foscolo amò con una sentimento intenso e profondo, contraccambiato con sincero affetto.
Fra gli artisti del gruppo, conobbe Antonio Canova, impegnato in quel tempo nella creazione della scultura in marmo delle Grazie. Ugo Foscolo, favorevolmente impressionato da quest'opera, trasse l'ispirazione per la composizione dello carme "Le Grazie".
Nel 1813 portò a termine la sua terza tragedia, la "Ricciarda", rappresentata a Bologna.
Concluse anche la traduzione de "Il viaggio sentimentale di Yorick lungo la Francia e l'Italia", di Laurence Sterne, tradotto dall'inglese sotto lo pseudonimo di Didimo Chierico, lavoro di cui diede notizia anche a Silvio Pellico. Di questo periodo è la pubblicazione di "Notizia intorno a Didimo Chierico" un autoritratto ironico in cui Ugo Foscolo si identifica come l'opposto di se stesso. Egli è passionale, emotivo, irruente; Didimo invece è tranquillo, misurato, riflessivo.
Mentre tramontava a Lipsia l'astro di Napoleone, Foscolo tornò a Milano, città che gli era sempre stata cara, ma la situazione politico-sociale è difficile, e alcuni suoi amici, Antonio Gasparinetti, Giovanni Rasori, Ugo Brunetti, accusati di complotto contro l'Austria, vengono arrestati, mentre a tutti gli ufficiali viene richiesto di sottostare al giuramento di obbedienza all'Austria. Ugo Foscolo, per non piegarsi ai nuovi dominatori, nella notte fra il 30 e il 31 marzo 1815, abbandonò definitivamente Milano e l'Italia alla volta della Svizzera.
Si stabilì a Hottingen, un piccolo paese vicino a Zurigo, a pensione nella casa del parroco.
Le ristrettezze economiche lo costringono ad una vita molto povera, tanto da spingerlo a chiedere un prestito a Quirina Mocenni-Magiotti; può comunque dedicarsi con continuità al proprio lavoro.
Nel 1816, a Zurigo, riuscirà a far pubblicare l'"Hypercalypseos liber singularis", sotto lo pseudonimo di Didimo Chierico.
Nel luglio del 1816 il Foscolo ottenne, dall'Incaricato degli affari Inglesi, un passaporto per trasferirsi in Inghilterra. Raggiunta Londra, venne introdotto presso Holland House dove per qualche tempo rimase ospite di Lord Vassal Holland.
Nell'ottobre del 1817 lo raggiunge la notizia della morte della madre a Venezia, una perdita che lo addolorò profondamente. In questo stesso anno pubblicò l'edizione definitiva delle "Ultime lettere di Jacopo Ortis".
Le continue difficoltà economiche che lo assillavano e la stanchezza psico-fisica concorrono a farlo nuovamente ammalare di uretrite. Guarito, si recò in campagna per ristabilirsi, dove fece la conoscenza di Lady Charlotte Campbell e di Roger Wilbraham. Rientrato a Londra, affittò un cottage a Moulsey, presso Hampton Court, sul Tamigi.
In questo periodo, per procurarsi i necessari mezzi per vivere, Ugo Foscolo si dedicò alla pubblicazione di saggi, ospitati sulle maggiori riviste inglesi, interrompendo la sua attività di poeta. Alla fine di dicembre del 1818 conobbe Caroline Russell, per la quale nutrì una travolgente passione non corrisposta e, ancora una volta, infelice.
Nel 1821, finalmente padre e figlia si ricongiunsero. Floriana, dopo la morte della nonna Lady Mary Hamilton, andò a vivere col padre, che ebbe accanto a sé un sincero sostegno morale e affettivo. Quando Ugo Foscolo di nuovo si ammalò, Floriana si prese cura di lui. Gli consentì anche di disporre della propria eredità, sia per pagare i vecchi debiti, sia per affrontare le spese per la costruzione di una nuova grande casa, Digamma Cottage, (South Bank, Regent's Park), in cui si trasferirono nel settembre del 1822.
Quest'ultima spesa tuttavia, lasciò un forte cumulo di debiti. L'anno successivo Ugo Foscolo tenne a Londra una serie di quattordici conferenze sulle epoche della lingua italiana, ma il ricavato non bastò a coprire l'intero ammontare dei debiti. Per nascondersi ai creditori fu costretto a lasciare la sua nuova dimora e a rifugiarsi in casa di un amico, sotto falso nome. Non riuscì però a sottrarsi all'arresto per debiti e conobbe l'umiliazione del carcere.
Trascorsa questa amara esperienza, sempre sotto falso nome, prese in affitto un'abitazione a Londra. La sua salute però era ormai gravemente minata, e Ugo Foscolo si sentiva moralmente affranto; ma nonostante tutto, egli lavora con intensità, e, oltre ad un considerevole numero di articoli, pubblicati su diverse riviste inglesi (in particolare "European Review"), pubblica il "Discorso sul testo della Commedia di Dante " e "Il discorso storico sul testo del Decameron".
Nel maggio del 1827 è costretto a trasferirsi a Turnham Green, vicino a Chiswick. Il suo stato di salute è peggiorato e viene curato dai dottori Negri e Holland. Ammalato d'idropisia, subisce due interventi chirurgici con esito negativo.
Ugo Foscolo, sorretto dall'affettuosa assistenza della figlia, muore nella sera del 10 settembre 1827. La sua salma viene tumulata nel cimitero di Chiswick. Solo nel 1871 le sue ossa furono traslate a Firenze e sepolte nella chiesa di Santa Croce.

Ugo Foscolo è il primo vero personaggio romantico che si evidenzia nella storia della letteratura italiana. Egli si caratterizza per due aspetti principali della sua personalità: il primo è l'impeto con il quale si abbandona agli impulsi del sentimento e delle passioni, presenti costantemente nel corso della sua vita e che si collegano alla sensibilità del Romanticismo; il secondo, completamente opposto, è l'esigenza di un ordine, di una disciplina, del rispetto della ragione in armonia con la propria interiorità, una necessità in cui si configura l'influenza del Classicismo.
È proprio dal modo generoso e sincero con cui il poeta visse questo contrasto, spesso pagando di persona, in una continua ricerca di pace e serenità, che nasce la possibilità di un riscatto generoso dalle stesse passioni umane verso fervidi slanci ideali.
Tutto il suo lavoro letterario, come le pagine meno gloriose della sua vita, ci aiutano a capire non solo le affermazioni e le lezioni moralmente più alte, ma anche le voci più intime e sofferte della sua esistenza, e ci permettono di vedere in lui un uomo molto prima che un maestro di vita.

Galleria di immagini

Audiolibri di: Ugo Foscolo
Dei Sepolcri
Carme
Audiolibro del canto "Dei Sepolcri" del poeta Ugo Foscolo.
Notizia intorno a Didimo Chierico
Racconto
Audiolibro del racconto auto-ironico "Notizia intorno a Didimo Chierico" di Ugo Foscolo.
Sonetti
Poesie
Audiolibro dei "Sonetti" del poeta Ugo Foscolo.
I libri catalogati di Ugo Foscolo:
Dei Sepolcri (1807)
Dei sepolcri
Dell'origine e dell'ufficio della letteratura (1809)
Dell'Origine E Dell'Ufficio Della Letteratura
Dell'origine e dell'ufficio della letteratura. Orazione
Edippo
Epistolario
Frammenti di un romanzo autobiografico
Le Grazie (1803-1827)
Le grazie
Notizia intorno a Didimo Chierico (1812)
Ricciarda (1813)
Ricciarda
Saggi sopra il Petrarca
Sonetti (1803)
Sulla lingua italiana
Ultime lettere di Jacopo Ortis (1801)
Ultime Lettere Di Jacopo Ortis
Citazioni di Ugo Foscolo:
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